Olicar, sciopero di 16 ore contro i licenziamenti
I sindacati contestano all’azienda il provvedimento contro 22 dipendenti Rsu, Fiom e Uilm: decisione gravissima, scaricate le responsabilità sui lavoratori
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Sindacati sul piede di guerra: per la decisione da parte della direzione di Olicar Gestione srl di aprire la procedura di licenziamento collettivo per 22 lavoratori su 32 occupati nell’unità di Ferrara proclamano 16 ore di sciopero.
«Una decisione gravissima e inaccettabile - tuonano Rsu Olicar Ferrara insieme alla Fiom-Cgil Ferrara e alla Uilm-Uil Ferrara - nel merito oltre che nel metodo. Siamo di fronte all'ennesima azienda che scarica le proprie responsabilità di gestione sui lavoratori facendo pagare a loro il prezzo più alto. Risolto l'appalto da parte del Comune di Ferrara per grave inadempimento nello svolgimento dei lavori programmati da parte di Olicar, la direzione aziendale prende la palla al balzo e decide, nei fatti, di chiudere l'intera unità produttiva di Ferrara, annunciando il licenziamento di tutte le figure impiegatizie e di staff, oltre che di buona parte dei tecnici manutentori».
«E pensare - continuano i sindacati - che solo il 12 settembre scorso a Torino nel corso dell'incontro nazionale con il coordinamento sindacale l'Azienda aveva dichiarato come non ci fossero problemi di esuberi».
Ad aggravare questa condizione si aggiunge il ritardo nel pagamento delle retribuzioni, che ormai si protrae a fasi alterne almeno da 2 anni.
«Le Segreterie Provinciali della Fiom-Cgil e della Uilm-Uil di Ferrara, unitamente alla Rsu, hanno proclamano un primo pacchetto di 16 ore di sciopero per rivendicare: l’immediato ritiro della procedura di licenziamento collettivo l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi la regolarizzazione delle scadenze nel pagamento delle retribuzioni».
Proprio recentemente l’Olicar ha perso il redditizio appalto che aveva nei confronti dell’amministrazione comunale di Ferrara, una rottura arrivata, anche secondo le dichiarazioni dell’assessore all’energia e all’ambiente Caterina Ferri, per gravi inadempienze contrattuali. Sotto accusa anche i controlli che venivano effettuati sul riscaldamento nei locali di proprietà del comune. I sindacati chiedono che le responsabilità di queste inadempienze non debbano ricadere sui lavoratori. Le azioni di sciopero sono rivolte a scuotere l’azienda per evitare che mandi a casa 22 lavoratori i lavoratori.
«Una decisione gravissima e inaccettabile - tuonano Rsu Olicar Ferrara insieme alla Fiom-Cgil Ferrara e alla Uilm-Uil Ferrara - nel merito oltre che nel metodo. Siamo di fronte all'ennesima azienda che scarica le proprie responsabilità di gestione sui lavoratori facendo pagare a loro il prezzo più alto. Risolto l'appalto da parte del Comune di Ferrara per grave inadempimento nello svolgimento dei lavori programmati da parte di Olicar, la direzione aziendale prende la palla al balzo e decide, nei fatti, di chiudere l'intera unità produttiva di Ferrara, annunciando il licenziamento di tutte le figure impiegatizie e di staff, oltre che di buona parte dei tecnici manutentori».
«E pensare - continuano i sindacati - che solo il 12 settembre scorso a Torino nel corso dell'incontro nazionale con il coordinamento sindacale l'Azienda aveva dichiarato come non ci fossero problemi di esuberi».
Ad aggravare questa condizione si aggiunge il ritardo nel pagamento delle retribuzioni, che ormai si protrae a fasi alterne almeno da 2 anni.
«Le Segreterie Provinciali della Fiom-Cgil e della Uilm-Uil di Ferrara, unitamente alla Rsu, hanno proclamano un primo pacchetto di 16 ore di sciopero per rivendicare: l’immediato ritiro della procedura di licenziamento collettivo l’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi la regolarizzazione delle scadenze nel pagamento delle retribuzioni».
Proprio recentemente l’Olicar ha perso il redditizio appalto che aveva nei confronti dell’amministrazione comunale di Ferrara, una rottura arrivata, anche secondo le dichiarazioni dell’assessore all’energia e all’ambiente Caterina Ferri, per gravi inadempienze contrattuali. Sotto accusa anche i controlli che venivano effettuati sul riscaldamento nei locali di proprietà del comune. I sindacati chiedono che le responsabilità di queste inadempienze non debbano ricadere sui lavoratori. Le azioni di sciopero sono rivolte a scuotere l’azienda per evitare che mandi a casa 22 lavoratori i lavoratori.
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