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Scuolabus in rosa Su quattro autisti tre sono donne

Scuolabus in rosa Su quattro autisti tre sono donne

Fiscaglia , i racconti delle conducenti : «Ci piace guidare» L’unico uomo: «Sono brave e hanno premura peri bimbi» 

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MIGLIARO. Dei quattro scuolabus che quotidianamente macinano km. del territorio di Fiscaglia ben tre sono guidati da donne. Una particolarità più che una novità, visto che da un po’ di tempo è stata sdoganato lo stereotipo dell’autista di sesso maschile. Un dato di tre su quatto che rimane una bella storia da raccontare a testimonianza che non esistono lavori da uomo o da donna: l’impegno e la passione permettono l’espressione umana in più campi. Tuttavia l’occhio femminile probabilmente ha quel qualcosa in più e allora siamo andati davanti alla scuola secondaria di Migliaro per tentare di conoscere le tre conducenti dei pulmini gialli.

La prima ad arrivare negli spazi delimitati per il trasporto scolastico è la giovane Veronica Visentini: «Ho 25 anni quindi l’età minima per poter svolgere questo mestiere. La mia esperienza è iniziata da poco ma per me stare a contatto con i bambini rappresenta una grande motivazione e mi sto trovando davvero molto bene». Pochi minuti dopo è il turno di Maria Luisa Cavallari: «Penso che il nostro sia un mestiere di disponibilità e di sensibilità che sono due caratteristiche prettamente femminili. Ho iniziato diciassette anni fa con il trasporto pubblico di linea e con il passare degli anni sono arrivata sui bus scolastici. Questo è un lavoro di assoluta responsabilità e lo dico ragionando anche da mamma. E’ due anni che lavoro qui a Fiscaglia e devo dire che guidare con l’accompagnatore a bordo è una cosa assolutamente importante che mi permette di star concentrata quasi esclusivamente sulla guida senza dover fare anche la baby sitter».

È infatti da evidenziare come su ogni scuolabus sia sempre presente un accompagnatore, che svolge un ruolo fondamentale nella gestione dei giovani passeggeri. Una maggiore tutela che non sarebbe obbligatoria e anche per questo rende ancor più eccellente il servizio di trasporto.

Barbara Bonsi (figlia d’arte, suo padre ha lavorato per tanti anni come autista) è la nostra terza interlocutrice: «Svolgo questo lavoro ormai da un po’ di anni. Mi piace molto guidare e allo stesso tempo stare in mezzo ai bambini. Credo che noi donne siamo maggiormente adatte a svolgere questo mestiere anche per una questione di sensibilità».

A confermare quest’ultima frase è stato l’autista di sesso maschile presente con il quarto scuolabus. Si tratta di Marco Zannini, anche se solitamente l’uomo titolare nella squadra dei conducenti è Valeriano. «Le ragazze sono disponibilissime – ha commentato Zannini – e brave nel loro mestiere. Credo che siano molto attente e professionali. Le donne sono maggiormente concentrate sui minimi dettagli, badano a tutto e hanno tanta premura per i bambini».

Il suono liberatorio della campanella interrompe la nostra chiacchierata. Bisogna ripartire per portare a casa gli studenti. Nota a margine. Il tocco rosa sui trasporti è stato recentemente commentato anche dalla commissaria europea Violeta Bulc che ha cercato di scardinare uno dei più antichi stereotipi maschili sul rapporto fra il genere femminile e le quattro ruote con la frase «le donne si prendono meglio cura del veicolo, riportano migliori dati sulla sicurezza alla guida e forse è giunto il momento di fare un'analisi appropriata del tema».

Infine i dati all’interno del Transport Scoreboard dell’anno 2016: l'Italia, nella classifica delle donne impiegate nei trasporti, si trova più o meno a metà con una quota del 21% sul totale della forza lavoro del settore. In cima troviamo Cipro (31%) e la Francia (27%), in coda Grecia (16%) e Lussemburgo (12%).

Alessio Duatti



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