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Altra razzia alla Sae la quarta in 2 mesi

di Marcello Pulidori
Altra razzia alla Sae la quarta in 2 mesi

Ferrara. Devastati i computer, rubati i telefoni: bottino 15 mila euro. Rabbia del titolare: «Abbandonati da una politica immobile»

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FERRARA. Ancora una razzia ai danni della Sae, Società Agricola Estense, storica azienda ferrarese, fondata nel 1946 e fino a oggi leader nel settore delle macchine e delle attrezzature agricole di alta gamma. I ladri sono entrati in azione nella notte tra lunedì e ieri (10 ottobre) con modalità violente e che ben poco hanno risparmiato quanto a danni. A confermare la razzia, che ha fruttato ai malviventi un bottino che supera i 15 mila euro (comprensivi anche del danno economico patito a causa delle strutture distrutte) è stato ieri lo stesso titolare della Sae, Stefano Poltronieri.

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È sempre il titolare a fare l’elenco delle cose portate via: una notevole quantità di ottone (una lega che sul mercato costa molto, e che fa gola a questi delinquenti al pari del rame che viene rubato addirittura nei cimiteri e che molto spesso riesce a raggiungere i mercati illegali dove viene piazzato); numerosi strumenti da ufficio, telefoni cellulari. E probabilmente, dice Poltronieri, «l’inventario non è finito perché ci sono anche le perdite dovute a quanto è stato rotto. Quindi credo che alla fine dei conti il bottino potrebbe essere compreso tra i 10 e i 12 mila euro, ma diventa superiore se consideriamo i danni arrecati agli uffici e alle strutture in generale». E non è finita qui: «Chi ha compiuto questo scempio - dice difatti ancora Poltronieri - si è accanito in maniera incredibile con i computer che contenevano dati importanti, tutti i dati relativi alla nostra attività. Sono perdite immani».

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L’azienda, molto conosciuta in città, ha sede in via 2 Abeti, una strada che traccia quasi il confine tra la famigerata zona Gad e la periferia di Ferrara. «È la quarta volta in due mesi - è lo sfogo di Poltronieri - , ormai non riusciamo più a vivere in questo modo, né a lavorare. Un mio dipendente questa mattina (ieri per chi legge, ndr) mi ha telefonato piangendo tanto era costernato per quanto accaduto. Sono cose brutte, mi creda». Poltronieri misura le parola, ma si avverte da lontano che la sua è una rabbia antica: «Sono entrati dal tetto - spiega il titolare della ditta - , ormai sono in grado di fare quello che vogliono, indisturbati. Quello che più mi rattrista - prosegue l’imprenditore ferrarese - è che siamo attorniati da amministratori e politici che nulla fanno per venirci incontro. Io capisco che ogni ambito abbia regole, ma chi potrà in futuro difendere noi imprenditori? chi saranno i politici, i nostri rappresentanti che sapranno farsi interpreti dei nostri bisogni?». Poltronieri parla con il cuore in gola, le sue sono parole «drammatiche e vere». Poi la stoccata, l’ultima, contro la politica: «Non mi faccia fare nomi - conclude amaro il titolare Poltronieri - ma io auguro a questi signori di patire quello che noi stiamo patendo qui dentro». Indagano i carabinieri di Ferrara che hanno già svolto importanti rilievi e che potrebbero nelle prossime ore arrivare ad importanti risultati investigativi.

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