Altre telecamere in centro per i “furbetti” della Ztl
Troppi attraversamenti senza motivo di corso Martiri e della zona medievale L’assessore Modonesi: vogliamo video-controllare anche i transiti in uscita
3 MINUTI DI LETTURA
Vita più dura per i “furbetti” della Ztl. Il Comune ha deciso di schierare nuove telecamere a potenziamento del sistema Musa contro chi ha l’abitudine di entrare e uscire a piacimento dalla piazza e comparti vicini, senza averne la reale necessità. Basta fermarsi una mattina, magari durante il mercato del venerdì che rallenta i passaggi rendendoli più evidenti, e verificare quanti automezzi e furgoni transitano per corso Martiri e corso Porta Reno, in teoria aree blindatissime al traffico, per farsi un’idea del fenomeno. «Diciamo che l’abitudine di usare la piazza come asse di attraversamento della città, risparmiando chilometri, è abbastanza diffusa e va contrastata - è la spiegazione di Aldo Modonesi, assessore al Traffico - per cui intendiamo procedere ad una blindatura ulteriore di corso Martiri e Porta Reno, attivando punti di controllo anche delle uscite e non solo degli ingressi. È un disincentivo anche per i manutentori autorizzati a non restare più del dovuto in quell’area, mentre ci risulta un impatto minore da parte dei residenti». La parte operativa della “blindatura” è scattata la scorsa settimana, con la determina del Servizio infrastrutture e traffico che stanzia 41.850 euro per l’esecuzione dei lavori, spese tecniche e allacciamenti dei nuovi punti di sorveglianza del traffico nei comparti Ztl Duomo e B (l’area medievale), che corrispondono a circa la metà della zona a traffico limitato della città. Tra i punti che verranno sorvegliati dalle nuove telecamere ci sono i 4S, all’angolo del Teatro, i fornici della Torre dell’orologio all’imbocco di Porta Reno e lo stesso corso.
Il progetto dell’amministrazione comunale mira in sostanza a chiudere alcuni “buchi” del sistema Musa, rilevati già al momento dell’installazione, nel 2011. Non tutti i varchi di accesso al sistema piazze sono video-controllati, risultano quasi nulle le possibilità di “beccare” chi sgarra con gli orari e i percorsi obbligati perché i possibili varchi di uscita sono numerosi. Dopo un inizio traumatico (proteste del fornitore di caffè che non riusciva a raccapezzarsi nelle consegne o del residente colpito da multe a raffica), c’è stato prima l’assestamento e poi un deciso ritorno alle abitudini pre-Musa, favorito da due fattori: la progressiva scoperta da parte dei “furbetti” delle vie di fuga più sicure per sfuggire alle telecamere, e l’allentamento fisiologico dei controlli manuali da parte dei Vigili urbani, sempre più impegnati su altri fronti. Già nel 2012 in effetti le multe da Musa si erano ridotte del 34% rispetto al primo anno di applicazione dei video-controlli, e il trend si è poi confermato in calo. Ora c’è la possibilità di controprova, con il completamento della “cintura” di video-controlli.
Il progetto prevede anche l’installazione di un sistema di monitoraggio del traffico più avanzato rispetto a quello utilizzato negli anni scorsi. Alle piastre stradali da installare e togliere a ogni campagna di monitoraggio, si sostituiranno infatti postazioni radar in grado di accumulare dati in continuo per quanto riguarda il numero e la “densità” dei transiti, in determinati punti chiave per il traffico cittadino. È una strumentazione che tornerà buona al momento di predisporre scenari di modifiche molto incisive degli schemi della mobilità privata in città, come ad esempio ampliamenti della Ztl o chiusure non a spot dell’asse Cavour-Giovecca. Solo raccolta dati, per il momento, perché i provvedimenti sono rinviati quasi certamente alla prossima legislatura.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il progetto dell’amministrazione comunale mira in sostanza a chiudere alcuni “buchi” del sistema Musa, rilevati già al momento dell’installazione, nel 2011. Non tutti i varchi di accesso al sistema piazze sono video-controllati, risultano quasi nulle le possibilità di “beccare” chi sgarra con gli orari e i percorsi obbligati perché i possibili varchi di uscita sono numerosi. Dopo un inizio traumatico (proteste del fornitore di caffè che non riusciva a raccapezzarsi nelle consegne o del residente colpito da multe a raffica), c’è stato prima l’assestamento e poi un deciso ritorno alle abitudini pre-Musa, favorito da due fattori: la progressiva scoperta da parte dei “furbetti” delle vie di fuga più sicure per sfuggire alle telecamere, e l’allentamento fisiologico dei controlli manuali da parte dei Vigili urbani, sempre più impegnati su altri fronti. Già nel 2012 in effetti le multe da Musa si erano ridotte del 34% rispetto al primo anno di applicazione dei video-controlli, e il trend si è poi confermato in calo. Ora c’è la possibilità di controprova, con il completamento della “cintura” di video-controlli.
Il progetto prevede anche l’installazione di un sistema di monitoraggio del traffico più avanzato rispetto a quello utilizzato negli anni scorsi. Alle piastre stradali da installare e togliere a ogni campagna di monitoraggio, si sostituiranno infatti postazioni radar in grado di accumulare dati in continuo per quanto riguarda il numero e la “densità” dei transiti, in determinati punti chiave per il traffico cittadino. È una strumentazione che tornerà buona al momento di predisporre scenari di modifiche molto incisive degli schemi della mobilità privata in città, come ad esempio ampliamenti della Ztl o chiusure non a spot dell’asse Cavour-Giovecca. Solo raccolta dati, per il momento, perché i provvedimenti sono rinviati quasi certamente alla prossima legislatura.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
