«Celle» impazzite da giovedì
Era controllato ancor prima dell’attentato di Marsiglia, quando il fratello Ahmed uccise le due ragazze davanti alla stazione Saint Charles: la polizia francese sapeva che era in Italia già a...
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Era controllato ancor prima dell’attentato di Marsiglia, quando il fratello Ahmed uccise le due ragazze davanti alla stazione Saint Charles: la polizia francese sapeva che era in Italia già a settembre, dalle conversazioni che aveva avuto. Poi dopo quella domenica, del 1 ottobre, dell’attentato rivendicato dalla cellula jidaista, il lavoro degli investigatori ha subito una accelerazione spaventosa: si doveva assolutamente bloccare Anis, il fratello poi arrestato a Ferrara. Da qui il Mandato di arresto europeo, poi messo in pratica. A lui, ad Anis qui in Italia si è arrivati tramite telefoni e tablet. Il primo aggancio è avvenuto giovedì scorso, quando le “celle” telefoniche della sua utenza viene attivata. Ma era necessario circoscrivere il più possibile da dove partisse il segnale, in centro città. Ecco allora, Anis collegarsi alla sua pagina Facebook e da qui le tracce per arrivare al ragazzo tunisino che qui a Ferrara lo sta ospitando. In poco più di 36 ore, sabato sera scatta l’operazione che porta all’arresto di An, che ora si trova in carcere all’Arginone, in attesa dell’udienza di martedì a Bologna quando si deciderà per l’estradizione in Francia.
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