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L’esasperazione degli inquilini «Basta, noi estranei a tutto»

L’esasperazione degli inquilini «Basta, noi estranei a tutto»

«Basta, noi di Anis non sappiamo niente, non c’entriamo nulla con tutta questa storia». La voce è cortese, ma ferma e decisa. Al quinto piano del condominio di via Camillo Mazza, nell’appartamento in...

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«Basta, noi di Anis non sappiamo niente, non c’entriamo nulla con tutta questa storia». La voce è cortese, ma ferma e decisa.

Al quinto piano del condominio di via Camillo Mazza, nell’appartamento in cui vive il conoscente a cui Anis ha chiesto ospitalità, gli inquilini-studenti non nascondono il loro fastidio nei confronti di una vicenda che in questi giorni ha profondamente turbato la loro tranquilla esistenza di universitari. Loro, ribadiscono, di Anis non sanno nulla, non lo conoscono e non hanno nulla da aggiungere.

Un clima di esasperazione che del resto sembra aver contagiato l’intero condominio, catapultato dalla sera alla mattina al centro di un’operazione antiterrorismo, con il contorno dell’esposizione mediatica.

Nessuno in verità ha notato o poteva notare nulla di strano, nei pochi giorni in cui Anis è rimasto a Ferrara. Nel condominio vivono decine e decine di famiglie, gli appartamenti vengono liberati e affittati, e la presenza di un giovane - che aveva tutto l’interesse a non farsi notare e a passare il più possibile inosservato - non poteva essere certo un elemento di rilievo.

«Non c’è proprio nulla da dire, grazie», si schernisce uno dei residenti.

Per le scale, sui pianerottoli, la gente sembra avere solo voglia e bisogno di archiviare il prima possibile tutta questa vicenda e tornare a vivere la normale quotidianità, lontana da blitz antiterrorismo, ricercati nascosti, arresti, operazioni di polizia e interviste.

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