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imprenditore 36enne 

Morto per choc anafilattico: a processo i due medici

Morto per choc anafilattico: a processo i due medici

CENTO . La perizia della procura indica che se si fosse intervenuti subito, con un trattamento di adrenalina, contro lo choc anafilattico in corso dovuto alla reazione allergica della...

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CENTO . La perizia della procura indica che se si fosse intervenuti subito, con un trattamento di adrenalina, contro lo choc anafilattico in corso dovuto alla reazione allergica della somministrazione di un antibiotico, forse Giuseppe Mortilli, imprenditore 36enne di Cento, non sarebbe morto. Parte da qui il processo che ha preso il via ieri mattina, davanti al giudice Vartan Giacomelli e al pm Giuseppe Tittaferrante, contro due medici del poliambulatorio Villa Verde dell’ospedale di Cento, l'urologo Emmanuele Vece e l'ortopedico Roberto Biscione. Erano in servizio e tentarono, invano, di rianimar Mortilli, quel giorno in cui avvenne il fatto, 25 marzo 2015, quando l’imprenditore si rivolse agli ambulatori di Villa Verde, struttura dell’Asl, e al dottor Vece, suo amico, visto che non si sentiva bene dopo esser stato sottoposto ad un piccolo intervento chirurgico una decina di giorni prima. Secondo l’accusa, Vece somministrò al paziente un antibiotico che innescò lo choc: si sarebbe potuto contrastare con adrenalina, ma la somministrazione non venne attivata, nemmeno dal rianimatore intervenuto dopo, se non dai sanitari del 118. Ieri mattina il rianimatore è stato ascoltato a lungo in aula e ha spiegato che, comunque, quando lui intervenne, il paziente era già in arresto cardiaco e nessun trattamento con adrenalina avrebbe potuto salvarlo. Il processo dovrà chiarire il fatto e attribuire eventuali responsabilità (o escluderle) in capo ai due medici (l’urologo che materialmente visitò e somministrò il farmaco e l’ortopedico che arrivò a sostegno del collega in una situazione di emergenza), difesi dagli avvocati Ciaccia e Marco Linguerri. Il processo è stato aggiornato al 31 ottobre e 7 novembre.



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