«Con troppi alunni avremo servizi inadeguati»
Cento, i sindacati contrari all’accorpamento degli istituti comprensivi La richiesta sulla riorganizzazione: si facciano incontri per risolvere i problemi
3 MINUTI DI LETTURA
CENTO. I sindacati dei lavoratori del comparto scuola di Ferrara contro il piano di riorganizzazione degli Istituti comprensivi di Cento e Terre del Reno. E denunciano «una vera propria emergenza del personale Ata che mette a repentaglio la sicurezza nelle scuole».
Appreso della volontà del sindaco Fabrizio Toselli di modificare l’assetto degli Ic scolastici del territorio, in una nota congiunta Hania Cattani (Flc Cgil Ferrara), Alessandra Zangheratti (Cisl Scuola Ferrara) e Paolo Accardo (Uil Scuola Ferrara) rispondono duramente: «Un percorso organizzato e confezionato per i cittadini senza approfondire prima le reali esigenze, problematiche e conseguenze sulle quotidianità della scuola». I sindacati sono convinti che sul nuovo assetto «il mondo della scuola (personale scolastico, studenti e genitori, parti sociali) andasse coinvolto fin dal principio», e che era compito delle istituzioni politiche «agevolare il confronto e arrivare alla decisione ultima nel rispetto democratico». E, ancora, «da tempo col dirigente dell’Ufficio ambito territoriale di Ferrara (ex provveditorato) sostenevamo la necessità di affrontare un riordino degli Ic dell’Alto Ferrarese che potesse risolvere la situazione della scuole di Terre del Reno (Ic Sant’Agostino) da sempre nei numeri sottodimensionata».
Ritenendo che la soluzione «non fosse stravolgere la geografia delle scuole del Comune di Cento, ma avviare un confronto tra tutti gli attori, dai sindaci dell’Alto Ferrarese, della stessa città di Ferrara, dei dirigenti scolastici, fino alla conferenza provinciale tripartita, per avviare infine al coinvolgimento dei collegi docenti, dei consigli d’istituto e di vere e proprie assemblee cittadine, per un percorso partecipato da avviare prima di presentare la proposta in consiglio comunale».
Ma il vero problema, per Cgil, Cisl e Uil Scuola riguarda gli «Ic enormi», come quello che verrà a crearsi con l’accorpamento dell’Ic1 e Ic2 di Cento nell’Ic Cento Capoluogo con 1.890 studenti: «Quale futuro per questo Ic enorme? Il Ministero della pubblica istruzione fissa a 600 il numero degli alunni che consentono ad un Ic di avere il dirigente scolastico. La Regione dà l’indicazione di non superare i 1.200 alunni per ogni Ic. In base al sistema ministeriale di calcolo e attribuzione, il numero dei collaboratori scolastici e assistenti amministrativi (organico Ata) non più assegnato in modo proporzionale al superamento della soglia dei 1.200 alunni. È così che, al superamento del numero, si amplificano i problemi di gestione della scuola. I corridoi degli istituti restano sguarniti della sorveglianza necessaria, perché la normativa impedisce la corretta sostituzione del personale assente. Una situazione al limite, che verrebbe così aggravata dalla mancata attribuzione di risorse di personale. E senza adeguata accoglienza e corretta assistenza ai bambini/ragazzi disabili, è a rischio anche la qualità della didattica e la sicurezza».
L’auspicio dei sindacati è che «nelle prossime settimane i sindaci mettano in campo tutta questa rete di assemblee pubbliche e richiesta non solo dei pareri dei collegi docenti e dei consigli di istituti (seppur non vincolanti), ma di raccolta di vere e proprie proposte, finalizzate a trovare la migliore soluzione per gli Ic dell’Alto Ferrarese». (b.b.)
Appreso della volontà del sindaco Fabrizio Toselli di modificare l’assetto degli Ic scolastici del territorio, in una nota congiunta Hania Cattani (Flc Cgil Ferrara), Alessandra Zangheratti (Cisl Scuola Ferrara) e Paolo Accardo (Uil Scuola Ferrara) rispondono duramente: «Un percorso organizzato e confezionato per i cittadini senza approfondire prima le reali esigenze, problematiche e conseguenze sulle quotidianità della scuola». I sindacati sono convinti che sul nuovo assetto «il mondo della scuola (personale scolastico, studenti e genitori, parti sociali) andasse coinvolto fin dal principio», e che era compito delle istituzioni politiche «agevolare il confronto e arrivare alla decisione ultima nel rispetto democratico». E, ancora, «da tempo col dirigente dell’Ufficio ambito territoriale di Ferrara (ex provveditorato) sostenevamo la necessità di affrontare un riordino degli Ic dell’Alto Ferrarese che potesse risolvere la situazione della scuole di Terre del Reno (Ic Sant’Agostino) da sempre nei numeri sottodimensionata».
Ritenendo che la soluzione «non fosse stravolgere la geografia delle scuole del Comune di Cento, ma avviare un confronto tra tutti gli attori, dai sindaci dell’Alto Ferrarese, della stessa città di Ferrara, dei dirigenti scolastici, fino alla conferenza provinciale tripartita, per avviare infine al coinvolgimento dei collegi docenti, dei consigli d’istituto e di vere e proprie assemblee cittadine, per un percorso partecipato da avviare prima di presentare la proposta in consiglio comunale».
Ma il vero problema, per Cgil, Cisl e Uil Scuola riguarda gli «Ic enormi», come quello che verrà a crearsi con l’accorpamento dell’Ic1 e Ic2 di Cento nell’Ic Cento Capoluogo con 1.890 studenti: «Quale futuro per questo Ic enorme? Il Ministero della pubblica istruzione fissa a 600 il numero degli alunni che consentono ad un Ic di avere il dirigente scolastico. La Regione dà l’indicazione di non superare i 1.200 alunni per ogni Ic. In base al sistema ministeriale di calcolo e attribuzione, il numero dei collaboratori scolastici e assistenti amministrativi (organico Ata) non più assegnato in modo proporzionale al superamento della soglia dei 1.200 alunni. È così che, al superamento del numero, si amplificano i problemi di gestione della scuola. I corridoi degli istituti restano sguarniti della sorveglianza necessaria, perché la normativa impedisce la corretta sostituzione del personale assente. Una situazione al limite, che verrebbe così aggravata dalla mancata attribuzione di risorse di personale. E senza adeguata accoglienza e corretta assistenza ai bambini/ragazzi disabili, è a rischio anche la qualità della didattica e la sicurezza».
L’auspicio dei sindacati è che «nelle prossime settimane i sindaci mettano in campo tutta questa rete di assemblee pubbliche e richiesta non solo dei pareri dei collegi docenti e dei consigli di istituti (seppur non vincolanti), ma di raccolta di vere e proprie proposte, finalizzate a trovare la migliore soluzione per gli Ic dell’Alto Ferrarese». (b.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
