La Nuova Ferrara

Ferrara

mezzo milione a ciascun comune 

Fondi regionali a Mesola e Codigoro

Fondi regionali a Mesola e Codigoro

Serviranno al recupero del palazzo Ottagonale e dello Iat di Pomposa

2 MINUTI DI LETTURA





MESOLA. Soldi in arrivo dalla Regione Emilia Romagna per attuare alcuni progetti di rilevo, attesi da tempo a Mesola e Codigoro.

Al Comune di Codigoro è stato erogato un finanziamento di 476mila euro per la ristrutturazione dell'Ufficio Informazioni ed accoglienza turistica, situato in uno stabile attiguo all'Abbazia di Pomposa, mentre al Comune di Mesola sono state riconosciute risorse per 498.565 euro, che serviranno al restauro conservativo ed il recupero del Palazzo Ottagonale di Ariano Ferrararese.

«Entro la metà del 2018 saremo pronti per dare il via ai lavori - ha annunciato ieri sera con soddisfazione il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani -, dopo la candidatura di un progetto ambizioso sul Piano di sviluppo rurale della regione. Abbiamo acquisito l'immobile dal Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara e in soli tre mesi si è dato seguito alla progettazione per candidarlo a finanziamento, sino ad ottenerlo».

Conosciuto come Palazzo o villa Ottagonale per la forma ad ottagono, l'edificio, costruito nel 1860 versa da una decina di anni in stato di degrado e di abbandono, ma grazie al progetto illustrato ieri sera da Amos Maccapani, architetto che si è aggiudicato la progettazione, tornerà presto a nuova vita.

Come ha poi sottolineato il vice sindaco Dario Zucconelli, «per noi è un intervento strategico, in quanto corre vicina al palazzo ottagonale la Destra Po e, con i dovuti collegamenti si potrà incentivare il ciclo-turismo con passerelle di collegamento, per poi proseguire l'itinerario in bicicletta sino al Castello di Mesola e a Torre dell'Abate, mettendo a valore tutte e 3 le nostre eccellenze».

Una volta ristrutturato, il piano terra ospiterà le 8 associazioni locali di volontariato, che così disporranno di una sede unica, mentre il piano nobile, da 200 metri quadri, sarà destinato a funzioni museali, a cerimonie e alla celebrazione dei matrimoni civili.

«Lavoreremo per riportare a casa i reperti archeologici - ha sottolineato il sindaco Padovani -, provenienti dagli scavi degli anni scorsi ad Ariano e ora catalogati e custoditi a Ferrara».

L'edificio, sottoposto a speciali vincoli di tutela dettati dalla Soprintendenza alle Belle Arti, sarà oggetto di un minuzioso restauro conservativo degli esterni e del pavimento in cotto.

«L'idea progettuale è l'impatto pari a zero - ha evidenziato il progettista Amos Maccapani -, in quanto l'impianto di riscaldamento e di raffrescamento prevede il ricorso ad una tecnologia innovativa con l'utilizzo di pannelli fotovoltaici e nanopolimeri sotto al pavimento».

Saranno preservati anche gli alberi del giardino. Padovani e Zucconelli hanno poi ringraziato per l'intenso, proficuo lavoro consiviso, Franco Dalle Vacche, presidente del consorzio di bonifica, gli uffici comunali, la regione ed il progettista.

Katia Romagnoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google