La Nuova Ferrara

Ferrara

Rosatellum (quasi) amico dei ferraresi

Rosatellum (quasi) amico dei ferraresi

Più chance per i candidati estensi rispetto alla legge elettorale ipotizzata a giugno. Ma la sicurezza c’è per un solo deputato 

2 MINUTI DI LETTURA





Se si voterà alle prossime politiche con il Rosatellum, la nostra provincia avrà la garanzia assoluta di ottenere un solo parlamentare, il deputato del collegio uninominale cittadino, e dovrà confrontarsi con le altre province emiliano-romagnole, in particolare Ravenna, per mandarne a Roma altri. È questo il risultato che si può ottenere applicando il combinato disposto di collegi elettorali ridisegnati e meccanismo della nuova legge, ai blocchi di voto attribuibili alle principali forze politiche. La scelta cruciale per consolidare questo scenario è relativa al disegno dei collegi elettorali, uninominali e proporzionali, questi ultimi per legge definiti dal governo. Per la quota maggioritaria (vince il primo arrivato tra i candidati delle coalizioni) della Camera si dà per certa la riattivazione dei collegi senatoriali del vecchio Mattarellum, 15 a livello regionale. A Ferrara ci sarebbero dunque un collegio imperniato sul capoluogo, con Alto Ferrarese per intero, Copparo, Formignana (pre-fusione con Tresigallo), Berra, Ro e Jolanda, oltre a Codigoro, Goro e Mesola; e un collegio a metà con Ravenna, comprendente Comacchio, Argenta, Portomaggiore, Ostellato e appunto Tresigallo, con Ravenna capoluogo e comuni vicini. Quest’ultimo vedrà probabilmente in competizione candidati ravennati, quindi resta un posto sicuro alla Camera per i ferraresi.

Il collegio plurinominale con liste di singoli partiti, infatti, non dà garanzia assoluta: ne saranno disegnati 65 a livello nazionale, il nostro potrebbe comprendere in toto le province di Ferrara e Ravenna, quindi ogni lista dovrà alternare candidati di questi due territori, oltre a garantire un equilibrio uomo-donna. Le “punte” di consenso dei singoli partiti a livello regionale, quelle che danno garanzia di far scattare il seggio, di solito si registrano altrove. Ci sono poi i resti da recuperare a livello circoscrizionale, 28 in tutta Italia, con la nostra a comprendere gran parte della regione: per i ferraresi è una corsa in salita.

Per quanto riguarda il Senato, il collegio uninominale dovrebbe comprendere per intero le province di Ferrara e Ravenna, e bisogna vedere a chi andranno le candidature forti, a partire da quella dem. Il collegio plurinominale di “mano” governativa, invece, dovrà aggiungere altri territori, o verso la Romagna oppure verso Bologna, e qui la questione di un piazzamento in posizione eleggibile nelle liste bloccate per i ferraresi si fa ancora più ostica. I resti di Palazzo Madama si conteggiano a livello di collegio regionale, e per i candidati estensi diventa un sesto grado.

Il Rosatellum bis, peraltro preannunciato dallo stesso Ettore Rosato un mese e mezzo fa alla festa dell’Unità di Pontelagoscuro, per come sono disegnati i collegi dà comunque qualche chance in più ai ferraresi rispetto al Consultellum, che tendeva ad azzerare o quasi la componente estense.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google