Gli industriali «Squadra unica per l’Europa»
Maiarelli: da soli non potevamo giocarcela Ma domenica nessun ritrovo allo stadio
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FERRARA. Il doppio derby Ferrara-Bologna di basket e calcio del weekend sta portando a temperature mai registrate la passione sportiva, ma non contagia il mondo dell’industria. Negli uffici ovattati dei manager, anzi, la rivalità tra campanili che un tempo qua e là poteva affiorare è stata sostituita dalla collaborazione, un vero e proprio gioco di squadra. Ci si può chiedere se si tratti di un’alleanza tra pari o una scelta obbligata vista la “manifesta inferiorità” della manifattura estense al cospetto di Bologna, che rimane una delle realtà più dinamiche non solo a livello nazionale. Basti pensare alle dimensioni non comparabili dei gruppi industriali proprietari delle due squadre di calcio, da parte ferrarese il gruppo Colombarini e sulla sponda rossoblù il conglomerato che fa capo al magnate canadese Joey Saputo. Il laboratorio di questa collaborazione “anomala”, se vista con gli occhiali del tifoso, è Confindustria Centro Emilia, nata dalla fusione tra Unindustria Ferrara e Unindustria Bologna, con la partecipazione fondamentale degli industriali modenesi. Nelle stanze dei bottoni siede Riccardo Maiarelli, ultimo presidente degli industriali ferraresi e attualmente vice del bolognese Alberto Vacchi.
Non mi dica che non avete mai parlato di Bologna-Spal, lei e Vacchi. L’andrete a vedere?
«Ma sì, se n’è parlato tempo fa e c’era stata qualche mezza parola per andare a vedere il derby di calcio assieme, ma poi non ci siamo messi d’accordo, magari in queste ultime ore...»
Domani sera c’è anche il derby di basket, Bondi-Fortitudo, e lei è notoriamente un appassionato, per qualche tempo vicino anche all’acquisto della società ferrarese. Sarà al palasport?
«Non lo so, si gioca di sabato sera e per chi, come me o i miei colleghi industriali, è in giro per tutta la settimana quella è l’unica serata che si può dedicare alla famiglia. Non so ancora se deciderò di andare».
Manca in effetti il trascinamento di una rivalità che voi industriali sembrate non avvertire: è davvero così, nessuno ha mosso obiezioni al momento di decidere la fusione?
«No, lo posso garantire, nessun industriale ferrarese ha mai sollevato dubbi campanilistici. Non avrebbe avuto senso perché con Bologna e Modena possiamo davvero trovare sinergie importanti in tutti i settori».
Sarebbe come se i giocatori di Spal e Bologna si mettessero assieme a formare una sola squadra.
«Sì, è così, abbiamo fatto squadra assieme e il motivo, se vogliamo rimanere nella metafora calcistica, è piuttosto chiaro. Noi industriali non giochiamo nel campionato italiano, cioè nel mercato interno, ma in quello almeno europeo se non mondiale. Sono dimensioni troppo estese per potersi imporre da soli, Ferrara non ce la può fare. Così per costruire una squadra industriale almeno da Europa League, è sembrato naturale allearsi con Bologna e Modena».
In definitiva cosa si augura per domenica, poiché ormai lei ha un ruolo pubblico da rappresentante dell’intera area Ferrara-Bologna-Modena?
«Ecco, mi auguro certo che gli appassionati possano gustarsi belle partite, i derby di basket e di calcio, con un tifo corretto che non vada oltre i coloriti sfottò».
E chissà che proprio gli industriali non abbiano aperto una strada, quella della collaborazione con Bologna al di sopra della comunque eterna rivalità di campanile, capace di allungarsi anche ad altri ambiti. In fondo, per rimanere in campo sportivo, non è vero che la Spal per il suo ritorno in serie A ha puntato su un nocciolo duro di giocatori del Bologna (Viviani, Rizzo, Oikonomou), mentre a guidare la Bondi sul campo c’è proprio un ex fortitudino come Cortese? Sinergie che nulla c’entrano con campo e tribune, in ogni caso: lì niente potrà mai spegnere la passione del derby, ed è giusto così.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non mi dica che non avete mai parlato di Bologna-Spal, lei e Vacchi. L’andrete a vedere?
«Ma sì, se n’è parlato tempo fa e c’era stata qualche mezza parola per andare a vedere il derby di calcio assieme, ma poi non ci siamo messi d’accordo, magari in queste ultime ore...»
Domani sera c’è anche il derby di basket, Bondi-Fortitudo, e lei è notoriamente un appassionato, per qualche tempo vicino anche all’acquisto della società ferrarese. Sarà al palasport?
«Non lo so, si gioca di sabato sera e per chi, come me o i miei colleghi industriali, è in giro per tutta la settimana quella è l’unica serata che si può dedicare alla famiglia. Non so ancora se deciderò di andare».
Manca in effetti il trascinamento di una rivalità che voi industriali sembrate non avvertire: è davvero così, nessuno ha mosso obiezioni al momento di decidere la fusione?
«No, lo posso garantire, nessun industriale ferrarese ha mai sollevato dubbi campanilistici. Non avrebbe avuto senso perché con Bologna e Modena possiamo davvero trovare sinergie importanti in tutti i settori».
Sarebbe come se i giocatori di Spal e Bologna si mettessero assieme a formare una sola squadra.
«Sì, è così, abbiamo fatto squadra assieme e il motivo, se vogliamo rimanere nella metafora calcistica, è piuttosto chiaro. Noi industriali non giochiamo nel campionato italiano, cioè nel mercato interno, ma in quello almeno europeo se non mondiale. Sono dimensioni troppo estese per potersi imporre da soli, Ferrara non ce la può fare. Così per costruire una squadra industriale almeno da Europa League, è sembrato naturale allearsi con Bologna e Modena».
In definitiva cosa si augura per domenica, poiché ormai lei ha un ruolo pubblico da rappresentante dell’intera area Ferrara-Bologna-Modena?
«Ecco, mi auguro certo che gli appassionati possano gustarsi belle partite, i derby di basket e di calcio, con un tifo corretto che non vada oltre i coloriti sfottò».
E chissà che proprio gli industriali non abbiano aperto una strada, quella della collaborazione con Bologna al di sopra della comunque eterna rivalità di campanile, capace di allungarsi anche ad altri ambiti. In fondo, per rimanere in campo sportivo, non è vero che la Spal per il suo ritorno in serie A ha puntato su un nocciolo duro di giocatori del Bologna (Viviani, Rizzo, Oikonomou), mentre a guidare la Bondi sul campo c’è proprio un ex fortitudino come Cortese? Sinergie che nulla c’entrano con campo e tribune, in ogni caso: lì niente potrà mai spegnere la passione del derby, ed è giusto così.
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