caregiver day
La cura familiare, un vero lavoro che merita tutela
Secondo dati Istat, i caregivers a livello nazionale nel 2011 erano 289mila, di cui 13.250 giovanissimi tra i 15 e 24 anni, per oltre la metà, il 55%, prevalentemente donne. Il caregiver è la persona...
2 MINUTI DI LETTURA
Secondo dati Istat, i caregivers a livello nazionale nel 2011 erano 289mila, di cui 13.250 giovanissimi tra i 15 e 24 anni, per oltre la metà, il 55%, prevalentemente donne. Il caregiver è la persona che dedica volontariamente tutto o gran parte del suo tempo alla cura di un familiare o conoscente in grave stato di salute.
Della figura del caregiver, delle conseguenze psicologiche e fisiche che questo ruolo porta con sé, dei progetti realizzati anche con l’Università di Ferrara, e delle necessità di non lasciare mai solo il caregiver, si è parlato ieri alla Sala della Musica nell’ambito del “Cargiver day”, tradizionale appuntamento dedicato a questa figura. Un appuntamento che si è svolto fuori dai luoghi canonici, come ha sottolineato Angela Alvisi, presidente Asp, che ha ricordato il ruolo importante avuto dalla regione Emilia Romagna, la prima a dare un riconoscimento giuridico alla figura del caregiver attraverso al legge regionale 2/2014. L’assessore alla salute Chiara Sapigni ha evidenziato come il tema sia sempre stato trattato in collaborazione tra amministrazione, Asp, Università, Azienda Usl e come sempre si cerchino alleanze. A questo proposito, il ringraziamento dell’assessore va alle tre sigle sindacali che hanno contribuito alla realizzazione del progetto teatrale triennale proposto da Michalis Traitsis, pedagogo teatrale di Bàlamos Teatro. «Le associazioni sono fondamentali - ha ricordato Sapigni - La riforma del terzo settore sta entrando in attuazione. La scelta della regione di destinare fondi al volontariato non è banale».
La vicepresidente dell’Emilia Romagna Elisabetta Gualmini, nell’auspicare presto una legge nazionale, ha ricordato che L’Emilia Romagna ha anche stanziato un fondo per la non autosufficienza di 450 milioni di euro, il più elevato a livello nazionale.
Veronica Capucci
Della figura del caregiver, delle conseguenze psicologiche e fisiche che questo ruolo porta con sé, dei progetti realizzati anche con l’Università di Ferrara, e delle necessità di non lasciare mai solo il caregiver, si è parlato ieri alla Sala della Musica nell’ambito del “Cargiver day”, tradizionale appuntamento dedicato a questa figura. Un appuntamento che si è svolto fuori dai luoghi canonici, come ha sottolineato Angela Alvisi, presidente Asp, che ha ricordato il ruolo importante avuto dalla regione Emilia Romagna, la prima a dare un riconoscimento giuridico alla figura del caregiver attraverso al legge regionale 2/2014. L’assessore alla salute Chiara Sapigni ha evidenziato come il tema sia sempre stato trattato in collaborazione tra amministrazione, Asp, Università, Azienda Usl e come sempre si cerchino alleanze. A questo proposito, il ringraziamento dell’assessore va alle tre sigle sindacali che hanno contribuito alla realizzazione del progetto teatrale triennale proposto da Michalis Traitsis, pedagogo teatrale di Bàlamos Teatro. «Le associazioni sono fondamentali - ha ricordato Sapigni - La riforma del terzo settore sta entrando in attuazione. La scelta della regione di destinare fondi al volontariato non è banale».
La vicepresidente dell’Emilia Romagna Elisabetta Gualmini, nell’auspicare presto una legge nazionale, ha ricordato che L’Emilia Romagna ha anche stanziato un fondo per la non autosufficienza di 450 milioni di euro, il più elevato a livello nazionale.
Veronica Capucci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
