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Ferrara-mare pericolosa. I sindaci: l’Anas intervenga

di Annarita Bova
Ferrara-mare pericolosa. I sindaci: l’Anas intervenga

Aperto l’ennesimo cantiere e le condizioni della Superstrada restano pessime. Gli amministratori: «Prenderemo provvedimenti nei confronti dell’azienda, così non si va avanti»

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COMACCHIO. «Se dovesse succedere qualcosa di grave per colpa della cattiva manutenzione della strada, saremo i primi a prendere seri provvedimenti nei confronti di Anas». Marco Fabbri, Andrea Marchi e Tiziano Tagliani, sindaci dei comuni attraversati dalla Ferrara-mare puntano i piedi ancora una volta. «Le condizioni della strada sono pessime - dicono a gran voce - Con la nebbia di questi giorni gli automobilisti vivono mille disagi e quando piove diventa una piscina. Ma possibile che non se ne venga mai a capo?».

In questi giorni la Ferrara-mare è chiusa nel suo primo tratto, da Comacchio fino a Corte Centrale direzione Ferrara. L’Anas, dopo mesi di richieste di interventi e cantieri rimasti chiusi da giugno a ottobre, ha finalmente avviato i lavori per il ripristino della banchina che ha visto un cedimento a causa della rottura di una condotta idraulica. E i sindaci dei comuni attraversati dalla superstrada insorgono. E non, naturalmente, perché finalmente si procede con la messa in sicurezza del tratto in questione, ma perché, come spiega Marchi «occorre partire da un presupposto: la superstrada Ferrara-Mare non è una strada qualsiasi, piuttosto è un’arteria strategica per la Provincia di Ferrara. È il collegamento con Bologna ed Europa della parte deltizia e media del ferrarese nonchè l’accesso, attraverso la Romea, sul porto di Ravenna - fa presente il sindaco - Rappresenta poi un’infrastruttura fondamentale a servizio dell’economia, industriale dell’area di San Giovanni di Ostellato i cui numeri e performance sono noti e per l’economia turistica dei Lidi Comacchiesi. Potremmo dire in altre parole che per la  parte foranea della Provincia costituisce il biglietto da visita con cui ci presentiamo all’economia. Per tali motivi insistiamo per una soluzione che veda una manutenzione radicale e non a spot della superstrada che in certi condizione atmosferiche presenta caratteri di pericolosità quanto a percorribilità». E aggiunge, «a seguito di una recente visita in area industriale dell’assessore Palma Costi, abbiamo sottoposto la questione per suo tramite all’assessore Raffaele Donini. Come Comune stiamo redigendo una mappatura da sottoporgli in modo tale che presso Anas si possano individuare strumenti di intervento».

«Chiudo pensando - è il ragionamento di Marchi - che l’ “affaire” Superstrada, in ordine ad una radicale ed importante opera di manutenzione ed al netto di scelte future e lontane nel tempo, richieda un interessamento a livello nazionale ed una presa d’atto della situazione da parte anche del Governo. Siamo di fronte ad una scelta importante: intervenire a spot certificando e sottoscrivendo che la zona non è degna di attenzione o quanto meno di discussione seria oppure assumersi quanto meno, a livello nazionale, l'impegno di affrontare il problema con serietà ed accortezza».

«Sottoscrivo quanto detto dal collega Marchi - va avanti Marco Fabbri - La Ferarra-mare è un cantiere perennemente aperto e di benefici però non se ne vedono. L’asfalto appena rifatto da una parte appare completamente rovinato poche centinaia di metri dopo e si ava avanti così, da anni. La strada viene rattoppata ma mai aggiustata e il pericolo è reale».

Quindi, «o l’Anas si assume una volta per tutte la responsabilità di sistemare la strada in ogni suo punto oppure vedremo in che direzione muoverci perché come sindaci possiamo fare poco, nel senso che non si tratta di un’arteria di nostra competenza ma ai cittadini dobbiamo rispondere noi, siamo sempre noi che ci mettiamo la faccia e non possiamo più stare zitti davanti a questo scempio».

Ad unirsi ai colleghi anche il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani: «Il mio comune è interessato per un tratto relativamente breve - fa presente - ma la questione vede anche me in prima fila, soprattutto come presidente della Provincia. È evidente che così non si può andare avanti, vedremo in che direzione muoverci».
 

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