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Ricostruzione ok Argenta esce dal cratere del sisma

Ricostruzione ok Argenta esce dal cratere del sisma

ARGENTA. Argenta esce dal “cratere”, ovvero l’area colpita dal sisma del 2012. L’attività di ricostruzione nel territorio argentano, così come in altri 28 comuni colpiti, su un totale di 59, sono...

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ARGENTA. Argenta esce dal “cratere”, ovvero l’area colpita dal sisma del 2012. L’attività di ricostruzione nel territorio argentano, così come in altri 28 comuni colpiti, su un totale di 59, sono terminate o in fase molto avanzata, tanto da essere compatibili con le attività ordinarie delle amministrazioni. Dopo il dimezzamento, restano compresi nel cratere Ferrara e i Comuni dell’Alto Ferrarese (Cento, Bondeno, Terre del Reno, Poggio Renatico e Vigarano Mainarda), 15 municipi del Modenese, 5 del Reggiano e 4 del Bolognese. Il tema è stato affrontato ieri nella riunione del Comitato istituzionale per il terremoto del 2012 (costituito dai sindaci dei comuni colpiti), convocato in Regione, a Bologna, presenti il presidente della Regione e commissario delegato alla Ricostruzione, Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alle Attività produttive con delega alla Ricostruzione, Palma Costi.

«Si tocca con mano il lavoro fatto- ha spiegato Bonaccini- e come riconosciuto da più parti nel maggio scorso, in occasione dei 5 anni dal terremoto, si inizia a intravedere il traguardo finale lungo la strada che ancora resta da percorrere. Il nostro impegno crescerà ancora, ma in modo più selettivo e mirato: già lo scorso anno è stato fatto un primo sforzo e per il 2018 abbiamo proposto al Governo la riduzione del cratere, per norma primaria, del numero dei Comuni colpiti. Ora ci concentreremo nelle zone e nei territori che hanno maggiormente bisogno».

La proposta di restringimento del cratere è stata già inviata al governo e sarà oggetto di un’ordinanza commissariale. Il provvedimento, in continuità con quanto fatto nel 2016, arriva dopo aver definito quanto realizzato e ciò che resta da fare, grazie a una valutazione dello stato di attuazione della ricostruzione, analizzando i dati dell’avanzamento lavori al 30 giugno scorso. Situazione già condivisa dai sindaci nel Comitato dello scorso luglio. Oltre a quella privata, relativa ad abitazioni e imprese, nelle rilevazioni si è tenuto conto, rispetto ad un analogo monitoraggio del 2016, anche dell’impegno per la ricostruzione pubblica e della complessità degli interventi nei centri storici colpiti.

Questo passaggio si affianca alle richieste al governo, così da poterle inserire nella legge di stabilità 2018, relative alla prorogaal 31 dicembre 2020 dello stato di emergenza, alle risorse per la ricostruzione pubblica, alla proroga dell’autorizzazione per l’assunzione di personale, alla sospensione mutui per gli enti locali colpiti dal sisma e alcune norme di funzionamento. Discussi e condivisi i criteri per il riparto del personale, tra i comuni che rimangono nel cratere, dal 1 gennaio 2018.



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