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Studenti a casa da soli Il direttore scolastico: ansie per un malinteso

di Marcello Pulidori
Studenti a casa da soli Il direttore scolastico: ansie per un malinteso

L’ufficio scolastico regionale pronto a far chiarezza sulla questione delle responsabilità dei presidi delle medie rispetto ai ragazzi che tornano a casa da soli. Un argomento che in tutt’Italia ha...

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L’ufficio scolastico regionale pronto a far chiarezza sulla questione delle responsabilità dei presidi delle medie rispetto ai ragazzi che tornano a casa da soli.

Un argomento che in tutt’Italia ha portato scuole ad imporre che i propri studenti possano uscire al termine delle lezioni solo se c’è un parente a cui affidarli, ma che nel Ferrarese non attacca, con i presidi che ribadiscono l’importanza di responsabilizzare i ragazzi - come ha raccontato ieri la Nuova Ferrara.

Stefano Versari, direttore dell’Usr, concorda; annuncia una circolare con cui ricapitolerà i termini della questione e spiega da dove sono nati caso e preoccupazioni dei presidi. «Tutto è nato – dice – da una sentenza che ha condannato una scuola, in una vicenda di qualche tempo fa. Un ragazzino uscendo dall’istituto venne travolto da un’auto e morì. Il dirigente scolastico è stato condannato, vero, ma per una circostanza unica. Perché nel piano dell’offerta formativa di quell’istituto sta scritto che i ragazzi sarebbero stati riconsegnati ai genitori, e il piano dell’offerta formativa ha il valore di un contratto sottoscritto tra le parti, contratto che va ovviamente rispettato. Non c’è un obbligo generale, c’era in quel caso perché la scuola aveva preso quell’impegno».

Versari era ieri a Ferrara per un incontro con gli ispettori regionali, ospitato dal Vergani, e con un prologo organizzato dalla preside Roberta Monti ai Diamanti, per una visita in anteprima della mostra.

Parlando con la Nuova Ferrara, il direttore dell’Usr si è quindi soffermato anche sull’annosa questione della “copertura” dei posti di dirigente scolastico: «Purtroppo - ha detto Versari - il concorso non è ancora stato varato: c’è il regolamento, ma manca il bando che mi auguro possa arrivare il prima possibile. C’è da preparare qualcosa come 5 mila domande, la mole di lavoro è notevole», chiosa il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Nella sola Emilia-Romagna posti vacanti sono 140, quasi un terzo delle posizioni.

Resta aperta anche la partita del sostegno: «In regione – spiega Versari – sono ottomila, ma comunque non bastano per tutte le esigenze. Noi ovviamente garantiamo il servizio, ma in molto casi dobbiamo pescare tra insegnanti che non sono qualificati».

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