rifugiati e richiedenti asilo
Un concorso per i ragazzi sulle nuove deportazioni
«Una duplice iniziativa, nazionale e locale, rivolta agli studenti perché l’educazione passa attraverso la memoria e l’attualità. Il concorso nazionale è importante perché permette di ricostruire la...
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«Una duplice iniziativa, nazionale e locale, rivolta agli studenti perché l’educazione passa attraverso la memoria e l’attualità.
Il concorso nazionale è importante perché permette di ricostruire la storia che abbiamo studiato, spesso legata a un discorso ideologico.
Il concorso rivolto agli studenti ferraresi è invece una opportunità per creare un momento di riflessione pacata per riflettere sulla nuova deportazione, costituita da rifugiati e richiedenti asilo. In particolare, il concorso ferrarese si collega all’impegno della Chiesa di essere vicina a tutti i profughi.
Il messaggio passa attraverso le parole accoglienza-integrazione, cui si aggiungono promozione e tutela. Quattro tasselli di tutela, appunto, della dignità della persona.
Così il vescovo di Ferrara monsignor Gian Carlo Perego ha parlato a proposito della presentazione del duplice concorso, indetto dalla Fondazione “Premio Giovanni Grillo”, di cui uno nazionale per studenti delle scuole medie e superiori “La deportazione e la prigionia come negazione del viaggio” e uno riservato agli studenti ferraresi delle scuole secondarie di secondo grado “Oltre la linea. Accoglienza e integrazione dei rifugiati a Ferrara.” Secondo Monsignor Perego, l’accoglienza deve essere sempre più basata su un modello diffuso, come gli Sprar, mentre l’80% dell’accoglienza è ancora di tipo straordinario. Per partecipare al concorso rivolto agli studenti ferraresi c’è tempo fino al 16 dicembre.
Gli elaborati possono essere individuali o di gruppo e ci sono tre sezioni: letteraria, arti visive, multimediale. Sono previsti tre premi in denaro per i primi tre classificati.
Per partecipare al concorso nazionale, realizzato in collaborazione con il Miur, c’è tempo fino al 5 dicembre e i lavori vanno inviati a dgsip.ufficio3@istruzione.it.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il concorso nazionale è importante perché permette di ricostruire la storia che abbiamo studiato, spesso legata a un discorso ideologico.
Il concorso rivolto agli studenti ferraresi è invece una opportunità per creare un momento di riflessione pacata per riflettere sulla nuova deportazione, costituita da rifugiati e richiedenti asilo. In particolare, il concorso ferrarese si collega all’impegno della Chiesa di essere vicina a tutti i profughi.
Il messaggio passa attraverso le parole accoglienza-integrazione, cui si aggiungono promozione e tutela. Quattro tasselli di tutela, appunto, della dignità della persona.
Così il vescovo di Ferrara monsignor Gian Carlo Perego ha parlato a proposito della presentazione del duplice concorso, indetto dalla Fondazione “Premio Giovanni Grillo”, di cui uno nazionale per studenti delle scuole medie e superiori “La deportazione e la prigionia come negazione del viaggio” e uno riservato agli studenti ferraresi delle scuole secondarie di secondo grado “Oltre la linea. Accoglienza e integrazione dei rifugiati a Ferrara.” Secondo Monsignor Perego, l’accoglienza deve essere sempre più basata su un modello diffuso, come gli Sprar, mentre l’80% dell’accoglienza è ancora di tipo straordinario. Per partecipare al concorso rivolto agli studenti ferraresi c’è tempo fino al 16 dicembre.
Gli elaborati possono essere individuali o di gruppo e ci sono tre sezioni: letteraria, arti visive, multimediale. Sono previsti tre premi in denaro per i primi tre classificati.
Per partecipare al concorso nazionale, realizzato in collaborazione con il Miur, c’è tempo fino al 5 dicembre e i lavori vanno inviati a dgsip.ufficio3@istruzione.it.
Veronica Capucci
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