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Vendita CariCento, la Fondazione annuncia accordo con la Popolare di Sondrio

Vendita CariCento, la Fondazione annuncia accordo con la Popolare di Sondrio

Entro la fine dell'anno, annuncia l'ente che controlla la banca guerciniana, si verificheranno le condizioni per l'ok definitivo all'operazione che potrebbe portare al controllo totale da parte dell'istituto lombardo dell'azienda di credito locale

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FERRARA. Banca Popolare di Sondrio e Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, azionista di controllo della Cassa di Risparmio di Cento con una partecipazione pari a circa il 67% del capitale, hanno sottoscritto una lettera di intenti non vincolante finalizzata ad approfondire la possibile acquisizione da parte di Bps della maggioranza della Cassa assumendone il controllo. Lo rende noto la Popolare di Sondrio. Gli accordi prevedono che la possibile acquisizione passi per due fasi. Nella prima Bps acquisirebbe dalla Fondazione almeno il 51% del capitale della Cassa con pagamento in cassa e in scambio con azioni Bps.

Nella seconda Bps andrebbe a definire le modalità tecniche idonee a consentire agli azionisti della Cassa e della Fondazione, per la parte residua di azioni ancora in possesso, di scambiare o ricevere azioni Bps in cambio di quelle della Cassa a condizioni economiche sostanzialmente in linea con quelle applicate nella prima fase. Al fine di incrementare la quota di partecipazione di Bps nel capitale sociale della Cassa almeno al 67% e potenzialmente fino al 100%.

La lettera di intenti, scrive l'Ansa, contiene un impegno di esclusiva della Fondazione con riguardo all'operazione di acquisizione della Cassa fino al 31 dicembre 2017. Durante tale periodo, Bps intende effettuare i «necessari approfondimenti -  scritto nella nota - e le usuali attività di verifica e due diligence. Parallelamente, Bps e la Fondazione negozieranno gli accordi vincolanti per la prospettata operazione che conterranno termini e condizioni definitivi della stessa».

La Fondazione CariCento ha confermato la notizia della vendita della banca con un comunicato. «Si comunica che in data odierna la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento (“Fondazione”), azionista
di maggioranza della Cassa di Risparmio di Cento SpA (“Cassa”) con una partecipazione complessiva
pari a circa il 67% del capitale sociale, e Banca Popolare di Sondrio (“BPS”) hanno sottoscritto una
lettera di Intenti finalizzata a realizzare, anche in conformità alle previsioni del protocollo ACRI-MEF,
una possibile operazione di integrazione industriale (“Operazione”) che comporterebbe l’ingresso
di Cassa di Risparmio di Cento all’interno del gruppo BPS».

La lettera di Intenti contiene un impegno di esclusiva della Fondazione, prosegue l'ente che oggi controlla la banca centese, «con riguardo all’Operazione sino al 31 dicembre 2017. Durante tale periodo, BPS effettuerà le usuali attività di verifica e due diligence. Parallelamente, BPS e la Fondazione negozieranno gli accordi vincolanti per la prospettata Operazione che conterranno, tra l’altro, i termini economici definitivi della stessa».
Gli accordi tra le parti prevedono che la possibile Operazione si articoli in due fasi.
Nella prima fase, BPS acquisirebbe dalla Fondazione almeno il 51% del capitale sociale della Cassa
- annuncia la Fondazione - mediante un pagamento in parte per cassa e in parte, prevalente, mediante scambio con azioni BPS. Nella seconda fase, BPS acquisirebbe dagli altri azionisti della Cassa e dalla Fondazione, per la parte residua di azioni ancora in suo possesso, le azioni della Cassa mediante scambio con azioni BPS a
condizioni economiche in linea con quelle applicate nella prima fase (salvo eventuali aggiustamenti
di prassi in presenza di eventi medio tempore intervenuti), "così da incrementare la quota di
partecipazione di BPS nel capitale sociale della Cassa almeno al 67% e potenzialmente fino al 100%".

Sulla motivazione alla base della scelta la Fondazione osserva che «l’Operazione è motivata dalla convinzione che essa implicherà una sostanziale creazione di valore per entrambi gli istituti, per la spiccata complementarietà industriale esistente tra gli stessi. Tale iniziativa rappresenterà per BPS, in coerenza con la strategia di sviluppo della banca, la possibilità di estendere la propria azione in Emilia Romagna, regione con una solida economia industriale e agricola, nella quale BPS è attualmente solo marginalmente presente. Al contempo l’operazione
costituirà un’opportunità di crescita per la Cassa e per il suo personale all’interno del Gruppo BPS».

Verifica e due diligence, accordo tra le parti sui contratti vincolanti per l’operazione, nonché il rilascio delle autorizzazioni e/o nulla osta da parte delle competenti autorità, sono le condizioni che garantirebbero il via libera definitivo per l'"Operazione".

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