Bar della movida troppo rumoroso
Chiuso locale in via Mayr, sigilli davanti a centinaia di ragazzi presenti all’esterno
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Altri due locali in città chiusi, temporaneamente, per questioni legate alla sicurezza urbana. Le serrande resteranno abbassate per 7 giorni allo Strabar di via Carlo Mayr, zona della “movida ferrarese”e al Central Bar di Pontelagoscuro.
Lo ha deciso il questore Antonio Sbordone dopo le continue violazioni di norme e regole imposte ai locali pubblici rilevate in questi mesi da parte della Polizia di Stato e quella Municipale e l’aggravarsi di questa situazione ha portato il questore, (con questi sono 13 i provvedimenti disposti dall’inizio dell’anno) alla loro chiusura.
Il provvedimento contro il Central bar di Ponte è scattato perchè il titolare, un cittadino cinese, è stato multato più volte per aver violato l’ordinanza sulle slot machine che ne impone spegnimento in alcuni orari.
Il secondo, più eclatante, e addirittura notificato (vedi la foto a fianco) in piena “movida”, venerdì sera tra centinaia di ragazzi davanti al locale, è scaturito da ripetute violazioni contestate dalla Polizia amministrativa e quella commerciale, poichè nel locale era stato venduto alcol in vetro in orario vietato (dopo le ore 21.30) e soprattutto nelle settimane scorse a settembre, la titolare del bar è stata multata per il troppo rumore.
Multe per «mancato rispetto dei valori e di emissione e immissione di rumore» e sopratatutto «mancata comunicazione per la riproduzione della musica»: durante i controlli dopo la mezzanotte (00.20/00.45) la troppa musica aveva creato disturbi ai residenti.
Controlli quelli messi in atto, disposti dal questore in questi mesi con la collaborazione della Polizia municipale, frutto di un protocollo istituito e voluto dal capo della polizia con il “decreto sicurezza”: «un modo per attenuare comportamenti e tutelare interessi di tutti nella più tranquilla e pacifica convivenza rispettando l’ordinamento comunale sotto l’autorità della Stato», spiegano dalla questura.
Controlli e attività che hanno l’obiettivo, per le pubbliche amministrazioni, di «tentare di arginare fenomeni e comportamenti mettendo “paletti” alla somministrazione di bevande in orario serale e notturno» e controllare «tutte le attività dei “minimarket alimentari” gestiti in città, quasi tutti, da cittadini bengalesi e pakistani e i locali classici gestiti da cittadini italiani». Controlli e attività da parte della Polizia municipale e della Polizia amministrativa (divisione Pasi) possibile anche grazie al contributo delle pattuglie delle Volanti e degli equipaggi del Reparto prevenzione crimine di Bologna che garantiscono servizi continui per 24 ore in tutto il territorio cittadino.
Lo ha deciso il questore Antonio Sbordone dopo le continue violazioni di norme e regole imposte ai locali pubblici rilevate in questi mesi da parte della Polizia di Stato e quella Municipale e l’aggravarsi di questa situazione ha portato il questore, (con questi sono 13 i provvedimenti disposti dall’inizio dell’anno) alla loro chiusura.
Il provvedimento contro il Central bar di Ponte è scattato perchè il titolare, un cittadino cinese, è stato multato più volte per aver violato l’ordinanza sulle slot machine che ne impone spegnimento in alcuni orari.
Il secondo, più eclatante, e addirittura notificato (vedi la foto a fianco) in piena “movida”, venerdì sera tra centinaia di ragazzi davanti al locale, è scaturito da ripetute violazioni contestate dalla Polizia amministrativa e quella commerciale, poichè nel locale era stato venduto alcol in vetro in orario vietato (dopo le ore 21.30) e soprattutto nelle settimane scorse a settembre, la titolare del bar è stata multata per il troppo rumore.
Multe per «mancato rispetto dei valori e di emissione e immissione di rumore» e sopratatutto «mancata comunicazione per la riproduzione della musica»: durante i controlli dopo la mezzanotte (00.20/00.45) la troppa musica aveva creato disturbi ai residenti.
Controlli quelli messi in atto, disposti dal questore in questi mesi con la collaborazione della Polizia municipale, frutto di un protocollo istituito e voluto dal capo della polizia con il “decreto sicurezza”: «un modo per attenuare comportamenti e tutelare interessi di tutti nella più tranquilla e pacifica convivenza rispettando l’ordinamento comunale sotto l’autorità della Stato», spiegano dalla questura.
Controlli e attività che hanno l’obiettivo, per le pubbliche amministrazioni, di «tentare di arginare fenomeni e comportamenti mettendo “paletti” alla somministrazione di bevande in orario serale e notturno» e controllare «tutte le attività dei “minimarket alimentari” gestiti in città, quasi tutti, da cittadini bengalesi e pakistani e i locali classici gestiti da cittadini italiani». Controlli e attività da parte della Polizia municipale e della Polizia amministrativa (divisione Pasi) possibile anche grazie al contributo delle pattuglie delle Volanti e degli equipaggi del Reparto prevenzione crimine di Bologna che garantiscono servizi continui per 24 ore in tutto il territorio cittadino.
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