Due profughi spacciatori in uscita
Un nigeriano già fuori dall’accoglienza. Il prefetto: decideremo per gli altri dopo i processi in corso
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Burocraticamente ha violato il “patto di accoglienza”, più ruvidamente ha fregato, tradito la fiducia di chi gli stava dando una mano: Stato italiano, comune di Ferrara e chi gestisce il progetto che gli dava da mangiare, dormire e un possibile futuro. Per questo motivo non poteva più avere lo status di profugo a spese dello Stato visto che in realtà allargava le sue entrate spacciando droga e in questo suo ruolo era stato arrestato, processato, condannato. E così, per lui, D.C., 18enne nigeriano, richiedente asilo e ospitato in una struttura di Jolanda di Savoia nell’ambito di un progetto Sprar (sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati), la prefettura ha revocato l’inserimento nell’accoglienza, e questo sarà il primo provvedimento di una lunga serie.
Al vaglio altre due posizioni
Come conferma lo stesso prefetto Michele Tortora «ora sono al vaglio altre posizioni, altre due oltre quella già decisa». Tre richiedenti asilo arrestati dai carabinieri tra Ferrara e Comacchio, con diversi carichi di droga. Ma allora perché per il primo è già stata adottata la decisione della revoca? «Questo primo caso è motivato dalla condanna di primo grado per spaccio di sostanza stupefacenti - spiega il prefetto - e dunque abbiano preso atto di questo per la violazione del patto di accoglienza». «Altri che debbono ancora avere un processo o per i quali sono in corso valutazioni e raccolta di atti e documenti, verranno definiti al più presto».
Troppi richiedenti arrestati
E allora in attesa della revoca, che sarebbe imminente anche per altre posizioni, occorre riavvolgere il nastro e ricordare la successione dei fatti.
Il primo arresto del giovane nigeriano richiedente asilo risale al 27 settembre, quando D.C. venne arrestato dai carabinieri con 23 grammi di marijuana nei giardini del Grattacielo, sicuramente dopo aver avuto la consegna del “pacco” da spacciare: e dopo l’arresto il patteggiamento della pena. Gli altri casi riguardano un altro 18 enne del Gambia, C.S, ospitato in un centro di Comacchio al quale hanno trovato 4 etti di marijuana, mentre un 25enne ghanese ospitato in una struttura ad Ostellato aveva due etti di “fumo” e per lui, il processo è stato fissato a novembre. In realtà, le cronache avevano registrato un quarto caso (e anche per lui potrebbe attivarsi la revoca).
Sono fatti gravissimi
Si tratta di un 33 enne nigeriano richiedente asilo, ospite dell’ostello di corso Biagio Rossetti che spacciava nei giardinetti dietro la struttura che lo ospitava: casa e bottega. Anche lui arrestato, processato e condannato ad un anno e 4 mesi. «Fatti gravissimi», spiegano gli inquirenti con funzioni di controllo sull’immigrazione. Che hanno portato prefettura, polizia, carabinieri e forze dell’ordine ad alzare il livello di guardia. Prefettura per prima che ha attivato la procedura in modo autonomo: «Abbiamo un ampio margine di discrezionalità e possiamo prendere decisione diversamente dall’esito dei procedimenti penali, senza vincoli particolari», chiude il prefetto sulle posizioni ancora aperte. (d.p.)
Al vaglio altre due posizioni
Come conferma lo stesso prefetto Michele Tortora «ora sono al vaglio altre posizioni, altre due oltre quella già decisa». Tre richiedenti asilo arrestati dai carabinieri tra Ferrara e Comacchio, con diversi carichi di droga. Ma allora perché per il primo è già stata adottata la decisione della revoca? «Questo primo caso è motivato dalla condanna di primo grado per spaccio di sostanza stupefacenti - spiega il prefetto - e dunque abbiano preso atto di questo per la violazione del patto di accoglienza». «Altri che debbono ancora avere un processo o per i quali sono in corso valutazioni e raccolta di atti e documenti, verranno definiti al più presto».
Troppi richiedenti arrestati
E allora in attesa della revoca, che sarebbe imminente anche per altre posizioni, occorre riavvolgere il nastro e ricordare la successione dei fatti.
Il primo arresto del giovane nigeriano richiedente asilo risale al 27 settembre, quando D.C. venne arrestato dai carabinieri con 23 grammi di marijuana nei giardini del Grattacielo, sicuramente dopo aver avuto la consegna del “pacco” da spacciare: e dopo l’arresto il patteggiamento della pena. Gli altri casi riguardano un altro 18 enne del Gambia, C.S, ospitato in un centro di Comacchio al quale hanno trovato 4 etti di marijuana, mentre un 25enne ghanese ospitato in una struttura ad Ostellato aveva due etti di “fumo” e per lui, il processo è stato fissato a novembre. In realtà, le cronache avevano registrato un quarto caso (e anche per lui potrebbe attivarsi la revoca).
Sono fatti gravissimi
Si tratta di un 33 enne nigeriano richiedente asilo, ospite dell’ostello di corso Biagio Rossetti che spacciava nei giardinetti dietro la struttura che lo ospitava: casa e bottega. Anche lui arrestato, processato e condannato ad un anno e 4 mesi. «Fatti gravissimi», spiegano gli inquirenti con funzioni di controllo sull’immigrazione. Che hanno portato prefettura, polizia, carabinieri e forze dell’ordine ad alzare il livello di guardia. Prefettura per prima che ha attivato la procedura in modo autonomo: «Abbiamo un ampio margine di discrezionalità e possiamo prendere decisione diversamente dall’esito dei procedimenti penali, senza vincoli particolari», chiude il prefetto sulle posizioni ancora aperte. (d.p.)
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