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il vangelo di oggi 

Il regno dei cieli accoglierà chi in vita ha sperato nel Signore

Ancora il Regno dei cieli è il tema centrale della Messa di questa domenica, che, nel brano di Isaia e nel Vangelo di Matteo, intende rispondere a una domanda fondamentale: cosa sarà il Regno di Dio?...

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Ancora il Regno dei cieli è il tema centrale della Messa di questa domenica, che, nel brano di Isaia e nel Vangelo di Matteo, intende rispondere a una domanda fondamentale: cosa sarà il Regno di Dio? A chi è destinato e chi potrà entrarci?

Una prima risposta la dà Isaia: il Regno di Dio sarà un meraviglioso banchetto preparato da Dio, sarà la grande festa della salvezza. In quel Regno non ci sarà più sofferenza, né pianto, né morte. A esso sono chiamati “tutti i popoli”, nessuno escluso. Tutti sono chiamati, ma ci entreranno solo quelli che potranno dire: “In lui abbiamo sperato”. Questi sperimenteranno la salvezza donata dalla “mano di Dio”.

Una risposta più organica è nella parabola di Matteo, in cui si afferma anzitutto che il Regno di Dio sarà la festa di nozze del Figlio di Dio, a cui gli uomini sono chiamati. I primi invitati, però, rispondono con un secco rifiuto; inoltre, maltrattano e uccidono i messaggeri che recano loro l’invito. Dio quindi li abbandona alle loro scelte negative e malvage. L’invito ora viene rivolto a tutti gli uomini, lungo tutte le strade del mondo, sia ai buoni che ai cattivi. Resta però una condizione: gli invitati devono presentarsi alla festa con l’abito adatto, altrimenti ne saranno esclusi.

La conclusione è illuminante: i chiamati al Regno di Dio sono molti; meno numerosi sono quelli che davvero ci entrano.

Molto importante, l’insegnamento dei testi biblici della messa. Anzitutto: la chiamata è appello alla festa, alla gioia della salvezza; questa chiamata Dio la rivolge a tutti gli uomini senza differenza di persone. Ma perché la salvezza diventi efficace, non basta rispondere sì a parole alla chiamata del Signore; è necessaria la conversione, l’impegno a rivestirsi del Signore Gesù.

Mons. Vincenzo Rini

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