ordine del giorno dem in consiglio
«Ius soli, una legge per 800mila giovani»
Ferrara si mobilita affinché il Parlamento approvi la legge sullo Ius soli entro fine legislatura. La richiesta viene da un’ordine del giorno del consiglio comunale di Ferrara, preparato dal Pd e...
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Ferrara si mobilita affinché il Parlamento approvi la legge sullo Ius soli entro fine legislatura. La richiesta viene da un’ordine del giorno del consiglio comunale di Ferrara, preparato dal Pd e sostenuto dalle forze di maggioranza e dal Gruppo Misto, con il quale si chiede appunto che il Parlamento approvi la legge che permetterebbe a 800mila minori in Italia di ottenere lo stato di cittadino italiano.
La legge, approvata alla Camera il 13 ottobre 2015, è infatti ferma al Senato. La legge introduce dei paletti precisi, come lo ius soli temperato, in base al quale dare la cittadinanza italiana ai figli di migranti residenti in Italia da 5 anni, e lo ius soli culturae, in base al quale può diventare cittadino italiano il minore straniero arrivato prima dei 12 anni che abbia frequentato in Italia uno o più cicli scolastici.
Con procedura d’urgenza il Partito Democratico porterà in consiglio comunale il 23 ottobre un ordine del giorno, nel quale si chiede appunto l’approvazione entro la fine legislatura della legge. «Abbiamo chiesto l’urgenza per una questione temporale, altrimenti non c’è più il tempo materiale per l’approvazione», spiega Tommaso Cristofori, consigliere Dem, primo firmatario, che spiega come sia «un ordine del giorno che nasce dal basso. Esiste un comitato anche a Ferrara per richiedere l’approvazione della legge. La procedura attuale per diventare cittadini italiani non è più adeguata ai nostri tempi, ci sono bambini che giocano e studiano con i nostri figli e parlano ferrarese. Non c’è motivo per cui non diventino cittadini italiani». Inoltre, aggiunge il consigliere, «si tratta di una legge che si rivolge ai ragazzi, mentre spesso la si confonde con questioni legate alla sicurezza con cui non ha nulla a che fare». Il consigliere pensa di aderire anche allo sciopero della fame, come alcuni a livello nazionale stanno facendo, «perché mi sembra un modo di manifestare mite, ed è strumento per ottenere attenzioni». A proposito di eventuali critiche come quelle esternate sul suo profilo Facebook dal consigliere di Forza Italia Matteo Fornasini, secondo il quale «è invece urgente risolvere i problemi di Ferrara», il consigliere dem replica che «il problema dei diritti nasce prima di tutti gli altri, e i problemi che riguardano bambini e ragazzi vengono prima di altri».
Intanto è nato in città il Comitato Ferrara per lo Ius Soli. A promuoverlo sono il radicale Mario Zamorani e Miriam Cariani. La prima iniziativa è stata l’attivazione di una raccolta firme sulla piattaforma Change.org (http://chn.ge/2yUYchF) , che in soli tre giorni ha raccolto 386 adesioni, e si sta organizzando un prossimo incontro pubblico in Municipio con la partecipazione dei sindaco Tagliani, del vicesindaco Maisto e dell’avvocato Andrea Ronchi della Cgil.
La legge, approvata alla Camera il 13 ottobre 2015, è infatti ferma al Senato. La legge introduce dei paletti precisi, come lo ius soli temperato, in base al quale dare la cittadinanza italiana ai figli di migranti residenti in Italia da 5 anni, e lo ius soli culturae, in base al quale può diventare cittadino italiano il minore straniero arrivato prima dei 12 anni che abbia frequentato in Italia uno o più cicli scolastici.
Con procedura d’urgenza il Partito Democratico porterà in consiglio comunale il 23 ottobre un ordine del giorno, nel quale si chiede appunto l’approvazione entro la fine legislatura della legge. «Abbiamo chiesto l’urgenza per una questione temporale, altrimenti non c’è più il tempo materiale per l’approvazione», spiega Tommaso Cristofori, consigliere Dem, primo firmatario, che spiega come sia «un ordine del giorno che nasce dal basso. Esiste un comitato anche a Ferrara per richiedere l’approvazione della legge. La procedura attuale per diventare cittadini italiani non è più adeguata ai nostri tempi, ci sono bambini che giocano e studiano con i nostri figli e parlano ferrarese. Non c’è motivo per cui non diventino cittadini italiani». Inoltre, aggiunge il consigliere, «si tratta di una legge che si rivolge ai ragazzi, mentre spesso la si confonde con questioni legate alla sicurezza con cui non ha nulla a che fare». Il consigliere pensa di aderire anche allo sciopero della fame, come alcuni a livello nazionale stanno facendo, «perché mi sembra un modo di manifestare mite, ed è strumento per ottenere attenzioni». A proposito di eventuali critiche come quelle esternate sul suo profilo Facebook dal consigliere di Forza Italia Matteo Fornasini, secondo il quale «è invece urgente risolvere i problemi di Ferrara», il consigliere dem replica che «il problema dei diritti nasce prima di tutti gli altri, e i problemi che riguardano bambini e ragazzi vengono prima di altri».
Intanto è nato in città il Comitato Ferrara per lo Ius Soli. A promuoverlo sono il radicale Mario Zamorani e Miriam Cariani. La prima iniziativa è stata l’attivazione di una raccolta firme sulla piattaforma Change.org (http://chn.ge/2yUYchF) , che in soli tre giorni ha raccolto 386 adesioni, e si sta organizzando un prossimo incontro pubblico in Municipio con la partecipazione dei sindaco Tagliani, del vicesindaco Maisto e dell’avvocato Andrea Ronchi della Cgil.
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