comacchio - continuano i trattamenti
L’autunno troppo caldo non riesce a fermare le zanzare
COMACCHIO. Ultimi giorni per i trattamenti adulticidi di lotta alle zanzare, ma è già pronto il nuovo progetto per il prossimo anno, che il Centro di Ecologia Applicata Delta del Po trasmetterà alla...
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COMACCHIO. Ultimi giorni per i trattamenti adulticidi di lotta alle zanzare, ma è già pronto il nuovo progetto per il prossimo anno, che il Centro di Ecologia Applicata Delta del Po trasmetterà alla regione Emilia Romagna, entro il 31 ottobre prossimo. «Chiudiamo nei prossimi giorni l’attività operativa con gli ultimi trattamenti in programma a Comacchio e nelle aree verdi di Porto Garibaldi - annuncia Enrico Luciani, responsabile del Cead - questa è stata un’annata caratterizzata da tanto caldo e da scarse precipitazioni. Queste condizioni hanno aiutato la lotta alle zanzare, ma sono state controbilanciate dall’intensa attività irrigua nelle zone agricole».
Nei mesi di giugno e luglio, particolarmente siccitosi, la proliferazione dei temuti insetti non ha subito battute d’arresto, perché hanno trovato condizioni favorevoli proprio nelle zone di campagna, da dove si sono gradualmente spostati verso le aree urbane e sulla costa.
Secondo il monitoraggio effettuato costantemente dal Cead con trappole al carbonio, proprio nei mesi più caldi, a corto di pioggia, si è assistito ad un calo di presenza delle zanzare nei lidi Estensi e Spina, seppur circondati da ampie aree verdi e pinetate, a fronte di un loro incremento nei lidi Nazioni e Volano, a più stretto contatto con aree agricole, costantemente irrigate. Inversione di tendenza a fine stagione invece, con picchi di presenza dei culicidi nei periodi uggiosi di settembre.
«Riprenderemo tutte le attività in primavera - assicura Enrico Luciani - a partire da quella larvicida ad aprile, ma l'elemento di novità è rappresentato dal drone, il cui impiego, già dal 2018, è stato inserito nel progetto che invieremo in regione».
Dopo il lancio sperimentale effettuato un mese fa nei pressi di Stazione Foce, in valle Pega, il Centro di ecologia applicata Delta del Po mira a potenziare la lotta larvicida con il drone, in modo da raggiungere focolai non accessibili agevolmente e mantenendo un controllo più marcato sulle aree più distanti del territorio e più esposte alle infestazioni. Il dispositivo, telecomandato, è in grado di trasportare ed erogare gradualmente 10 litri di prodotto biologico larvicida, che sarà erogato solo nelle aree verdi ed agricole. Per legge non è consentito il volo del drone nelle aree residenziali, in quanto va osservata una fascia di rispetto di almeno 50 metri. Ancora per pochi giorni si vedranno dunque, nelle fasce orarie serali, le squadre operative del Cead, intente ad effettuare i trattamenti adulticidi serali. «I trattamenti vengono eseguiti solo di notte, per mitigare il più possibile il disturbo alla popolazione - conclude Enrico Luciani - e per massimizzarne l'efficacia. Purtroppo i trattamenti adulticidi, indipendentemente dalla molecola chimica impiegata, non hanno la capacità di abbattere immediatamente le zanzare, per cui la molestia può mantenersi per qualche giorno, prima che si avvertano i benefici derivati dall'intervento delle macchine nebulizzatrici».
Katia Romagnoli
Nei mesi di giugno e luglio, particolarmente siccitosi, la proliferazione dei temuti insetti non ha subito battute d’arresto, perché hanno trovato condizioni favorevoli proprio nelle zone di campagna, da dove si sono gradualmente spostati verso le aree urbane e sulla costa.
Secondo il monitoraggio effettuato costantemente dal Cead con trappole al carbonio, proprio nei mesi più caldi, a corto di pioggia, si è assistito ad un calo di presenza delle zanzare nei lidi Estensi e Spina, seppur circondati da ampie aree verdi e pinetate, a fronte di un loro incremento nei lidi Nazioni e Volano, a più stretto contatto con aree agricole, costantemente irrigate. Inversione di tendenza a fine stagione invece, con picchi di presenza dei culicidi nei periodi uggiosi di settembre.
«Riprenderemo tutte le attività in primavera - assicura Enrico Luciani - a partire da quella larvicida ad aprile, ma l'elemento di novità è rappresentato dal drone, il cui impiego, già dal 2018, è stato inserito nel progetto che invieremo in regione».
Dopo il lancio sperimentale effettuato un mese fa nei pressi di Stazione Foce, in valle Pega, il Centro di ecologia applicata Delta del Po mira a potenziare la lotta larvicida con il drone, in modo da raggiungere focolai non accessibili agevolmente e mantenendo un controllo più marcato sulle aree più distanti del territorio e più esposte alle infestazioni. Il dispositivo, telecomandato, è in grado di trasportare ed erogare gradualmente 10 litri di prodotto biologico larvicida, che sarà erogato solo nelle aree verdi ed agricole. Per legge non è consentito il volo del drone nelle aree residenziali, in quanto va osservata una fascia di rispetto di almeno 50 metri. Ancora per pochi giorni si vedranno dunque, nelle fasce orarie serali, le squadre operative del Cead, intente ad effettuare i trattamenti adulticidi serali. «I trattamenti vengono eseguiti solo di notte, per mitigare il più possibile il disturbo alla popolazione - conclude Enrico Luciani - e per massimizzarne l'efficacia. Purtroppo i trattamenti adulticidi, indipendentemente dalla molecola chimica impiegata, non hanno la capacità di abbattere immediatamente le zanzare, per cui la molestia può mantenersi per qualche giorno, prima che si avvertano i benefici derivati dall'intervento delle macchine nebulizzatrici».
Katia Romagnoli
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