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La Spal si perde nel derby, allarme rosso(blu)

Il gol di Poli nel derby Bologna-Spal
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Il gol di Poli nel derby Bologna-Spal

Sconfitta più ampia del risultato finale, 2-1 per il Bologna. Manovra involuta, remi in barca dopo il raddoppio bolognese anche se nel finale poteva scapparci il pari

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BOLOGNA. Cinquant’anni dopo l’ultimo derby in serie A sul campo del Bologna, la rinnovata sfida tra rossoblù e Spal termina a favore dei padroni di casa.

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Nettamente, ben oltre il 2-1 finale, con il gol “della bandiera” arrivato quando i felsinei avevano già (colpevolmente) i remi in barca. Sì, Salamon sfiora il 2-2 ma il divario è di passo, di ritmo, di letture di gioco, di concretezza, di due o tre uomini di classe. Allarmante, l’avversario era il Bologna, non il Napoli.

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Cornice magnifica. Spal in campo con l’undici annunciato, il recuperato Borriello parte dalla panca. Sull’altro fronte mister Donadoni risolve il dubbio tattico optando per la continuità: conferma del 4-3-3, tridente offensivo nel segno della tecnica, della rapidità, dei “colpi”, con il rientrante Di Francesco a fianco di Verdi e Palacio: ampiezza d’attacco e brevilinei per muovere e mettere in difficoltà i centraloni biancazzurri.

Il copione è quello noto, aspettato, e rispettato fin dalle prime battute: circolazione spallina, ripartenze bolognesi. Come al 5’, quando Mora perde palla a centrocampo e si innesca una galoppata rossoblù che sfocia nell’occasionissima non concretizzata da Donsah. Serve attenzione. Massima. Di bello c’è che la squadra di Semplici non si scompone, macina ai suoi ritmi e con la propria filosofia: palleggio e ricerca degli inserimenti in corsia. Costa, a sinistra, becca spesso Mbaye messo male e lo infila alle spalle. La retroguardia di casa manifesta un po’ di timorpanico, la Spal guadagna corner e la zuccata di Felipe fa gridare al gol. Gara gradevole, agonismo elevato. L’arbitro fa giocare, giusto.

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Con l’andare dei minuti aumenta considerevolmente il possesso palla del Bologna, che prende sempre più il controllo della gara e cerca il varco giusto sfruttando il costante movimento dei tre davanti. Il tasso qualitativo del centrocampo rossoblù è però limitato; dal canto suo la Spal alza troppo il numero di errori tecnici all’atto del cross, del passaggio, in un paio di circostanze anche in uscita. Spal moviolistica sia come lettura che come compasso, così nasce il gol del vantaggio locale, sull’asse degli uomini migliori: grandiosa apertura di Verdi, da destra col sinistro, a pescare Di Francesco che la mette sul secondo palo per l’intelligente sponda aerea di Palacio: palla appoggiata nell’area piccola ove irrompe Poli che in spaccata conclude l’opera e realizza l’1-0.

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Bologna superiore. Biancazzurri statici. E involuti, fuori dal match. Nessun tiro in porta. E nessuna contromisura ai movimenti a manico di ombrello di Verdi che rientra da destra e di fatto è il vero regista-ispiratore rossoblù. Lui imbecca Palacio che si produce in un numero da storia, Gomis salva.

Allo scadere gli spallini non li salva nemmeno la Var: dopo lungo consulto, l’arbitro decide che sul cross di Lazzari non c’è un fallo di mano da giustificare la concessione del rigore.

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Nella ripresa la musica è la stessa. Anzi, più assordante per la Spal che è in balìa del Bologna. Un erroraccio in fraseggio innesca la cavalcata di Donsah che galoppa nella prateria, i biancazzurri annaspano, nello spazio nessuno ha il passo per agguantare il rossoblù che triangola con Verdi e poi scarica un gran diagonale su cui Salamon impatta deviando nella propria porta. Netto divario di livello tra le due squadre, stridente il contrasto sulla rapidità, inoltre Verdi e Palacio sono fuoriclasse: l’argentino non ha eguali.

Semplici mette Borriello e Rizzo per Paloschi e Mora, ma i buoi sono già scappati, inoltre la Spal è assente, passiva. La girandola dei cambi vede anche l’ingresso di Mattiello al posto di Vicari, con passaggio al 4-4-2, però è come una goccia di rubinetto nell’Atlantico, ormai è tutto chiaro, scritto. Il match evidenzia nella loro crudezza i limiti strutturali dei biancazzurri, spesso mascherati con l’apprezzabile fondo di gioco ieri rimasto nelle intenzioni. Il gol di Antenucci non muta l’impressione generale, la girata di Salamon poi fa immaginare il 2-2. Ma 5 minuti non cancellano il resto. Bologna fa scattare l’allarme rosso(blù).

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