timori per l’occupazione
«Sconfitta dei nostri imprenditori»
Mattarelli (piccoli soci): non sono stati in grado di fare un’offerta
1 MINUTI DI LETTURA
«È una sconfitta per la classe imprenditoriale dell’Alto Ferrarese e per la città». Non usa mezzi termini, come solito, Marco Mattarelli, portavoce dei piccoli azionisti Caricento. Gli imprenditori locali, in particolare, «non sono stati in grado di fare un’offerta per tenere a Cento il controllo della banca, e stando ai calcoli effettuati sulla base dei valori attuali delle azioni, si sarebbe trattato di un impegno affrontabile, tra i 55 e i 60 milioni - è il parere di Mattarelli - La città poi rischia tantissimo, perché qui si tratta di una vendita puntata alla fusione con Sondrio, il che significa perdere Direzione generale, uffici e altre funzioni primarie: 200 posti di lavoro potrebbero essere a rischio». Dal punto di vista dell’interesse dei piccoli azionisti tutto dipende dal valore di concambio che sarà riconosciuto ai titoli centesi, «poi ci arriveranno in mano azioni quotate in Borsa della Bps, quindi liquidabili in tre giorni. Ma bisogna vedere, appunto, come saranno valutate le nostre azioni, visto che al prezzo ufficiale di 10,82 euro non risultano richieste di acquisto». Giusto lunedì scorso i piccoli azionisti avevano inviato una lettera alla Fondazione per recepire le indicazioni dell’ordine del giorno del Consiglio comunale, nel quale si chiedeva un confronto sul futuro della banca e il mantenimento del ruolo decisionale del territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
