Cala il numero di stranieri e cresce l’integrazione
di Annarita Bova
Cambio di rotta nel comune con la più grande comunità pakistana in provincia Il sindaco Minarelli: chi resta è inserito e i bambini anche a casa parlano italiano
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PORTOMAGGIORE. Gli stranieri sono in netta diminuzione sul territorio di Portomaggiore. Dati alla mano, il sindaco Nicola Minarelli spiega cosa e perché le cose stanno cambiando in un comune che ospita la più grossa comunità di cittadini Pakistani.
«In primo luogo – spiega il primo cittadino – mi preme precisare non abbiamo mai avuto problemi di ordine pubblico come è successo altrove. Ci sono stati e per certi versi continuano ad esserci disagi legati all’integrazione che però, come prevedibile, nel corso del tempo sono nettamente diminuiti perché ormai i bambini nascono e crescono qui».
Partiamo dalla scuola. Anche quest’anno alcuni genitori hanno deciso di iscrivere i bambini che frequentano la prima elementare in altri comuni limitrofi. «Lo fanno anche per comodità», sostiene Minarelli mentre in realtà la decisione sarebbe legata all’alto numero di bambini stranieri nelle classi, alcuni dei quali avrebbero problemi di lingua e di conseguenza rallenterebbero il normale svolgimento delle lezioni. «In passato questo timore poteva anche essere reale – va avanti - Ci sono stati anni in cui alcune classi, soprattutto quelle senza il tempo pieno, erano frequentate quasi solo da bambini stranieri mentre nelle altre erano presenti con percentuali molto alte, arrivando anche a superare il 50%». E adesso? «Adesso la situazione è molto diversa. Nello scorso anno scolastico, abbiamo avuto due bambini stranieri al nido su 33, alla scuola d’infanzia Nigrisoli 44 su 117 mentre a Gambulaga 11 su 48. E se il problema maggiore riguarda le scuole elementari, alla primaria di Portomaggiore su 404 alunni, gli stranieri erano 151 e quest’anno i numeri sono ancora più bassi». Quanti? «Più o meno il 30%. In una classe di 26 alunni, ci sono circa 7 bambini stranieri. Ma attenzione. Sono tutti piccoli nati qui, che hanno generalmente fratelli o cugini che già vanno a scuola e anche in casa parlano italiano. L’integrazione sta dando i suoi frutti e possono assicurare che le cose sono molto cambiate».
Facciamo parlare i grafici. Nel 2010 gli stranieri erano 1541, numero che è salito a 1614 nel 2012 per scendere a 1486 nel 2016. Gli ultimi tre anni evidenziano, in controtendenza rispetto a quelli precedenti, delle cancellazioni rispetto alle iscrizioni. I nati sono in diminuzione passando dai 164 del 2010 ai 61 del 2016. In merito ai nati si registra una significativa riduzione negli anni 2013-2016. Si passa da 58 bambini stranieri nati nel 2012 (e 54 italiani) a 17 nel 2016 (e 44 italiani). Resta sempre rilevante l’incidenza dei nati stranieri rispetto agli italiani (nel 2016 pari al 38,63% dei 61 nati totali).
Interessanti anche i dati sulla popolazione. Nel 2015 a Portomaggiore i cittadini sono 11.841 di cui 1.555 stranieri e 10.286 italiani. Le etnie maggiormente presenti sono cittadini provenienti dal Pakistan (672); Marocco (297); Ucraina (145); Romania (121); Repubblica popolare cinese (54); Moldova (50); Polonia (45); Nigeria (25); India (23); altri (123). Nel 2016 il numero è sceso a 11.766 di cui gli stranieri sono 1.486 con una percentuale che è scesa dal 13,13% al 12,62%.
«In primo luogo – spiega il primo cittadino – mi preme precisare non abbiamo mai avuto problemi di ordine pubblico come è successo altrove. Ci sono stati e per certi versi continuano ad esserci disagi legati all’integrazione che però, come prevedibile, nel corso del tempo sono nettamente diminuiti perché ormai i bambini nascono e crescono qui».
Partiamo dalla scuola. Anche quest’anno alcuni genitori hanno deciso di iscrivere i bambini che frequentano la prima elementare in altri comuni limitrofi. «Lo fanno anche per comodità», sostiene Minarelli mentre in realtà la decisione sarebbe legata all’alto numero di bambini stranieri nelle classi, alcuni dei quali avrebbero problemi di lingua e di conseguenza rallenterebbero il normale svolgimento delle lezioni. «In passato questo timore poteva anche essere reale – va avanti - Ci sono stati anni in cui alcune classi, soprattutto quelle senza il tempo pieno, erano frequentate quasi solo da bambini stranieri mentre nelle altre erano presenti con percentuali molto alte, arrivando anche a superare il 50%». E adesso? «Adesso la situazione è molto diversa. Nello scorso anno scolastico, abbiamo avuto due bambini stranieri al nido su 33, alla scuola d’infanzia Nigrisoli 44 su 117 mentre a Gambulaga 11 su 48. E se il problema maggiore riguarda le scuole elementari, alla primaria di Portomaggiore su 404 alunni, gli stranieri erano 151 e quest’anno i numeri sono ancora più bassi». Quanti? «Più o meno il 30%. In una classe di 26 alunni, ci sono circa 7 bambini stranieri. Ma attenzione. Sono tutti piccoli nati qui, che hanno generalmente fratelli o cugini che già vanno a scuola e anche in casa parlano italiano. L’integrazione sta dando i suoi frutti e possono assicurare che le cose sono molto cambiate».
Facciamo parlare i grafici. Nel 2010 gli stranieri erano 1541, numero che è salito a 1614 nel 2012 per scendere a 1486 nel 2016. Gli ultimi tre anni evidenziano, in controtendenza rispetto a quelli precedenti, delle cancellazioni rispetto alle iscrizioni. I nati sono in diminuzione passando dai 164 del 2010 ai 61 del 2016. In merito ai nati si registra una significativa riduzione negli anni 2013-2016. Si passa da 58 bambini stranieri nati nel 2012 (e 54 italiani) a 17 nel 2016 (e 44 italiani). Resta sempre rilevante l’incidenza dei nati stranieri rispetto agli italiani (nel 2016 pari al 38,63% dei 61 nati totali).
Interessanti anche i dati sulla popolazione. Nel 2015 a Portomaggiore i cittadini sono 11.841 di cui 1.555 stranieri e 10.286 italiani. Le etnie maggiormente presenti sono cittadini provenienti dal Pakistan (672); Marocco (297); Ucraina (145); Romania (121); Repubblica popolare cinese (54); Moldova (50); Polonia (45); Nigeria (25); India (23); altri (123). Nel 2016 il numero è sceso a 11.766 di cui gli stranieri sono 1.486 con una percentuale che è scesa dal 13,13% al 12,62%.
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