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Gli universitari al fianco dei volontari per il doposcuola
TAMARA. Sul doppio coinvolgimento delle associazioni di Tamara (gruppo parrocchiale e Csrc Tamarese) sono arrivate le precisazione del professor Giuseppe Goberti, uno dei responsabili dell’Associazion...
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TAMARA. Sul doppio coinvolgimento delle associazioni di Tamara (gruppo parrocchiale e Csrc Tamarese) sono arrivate le precisazione del professor Giuseppe Goberti, uno dei responsabili dell’Associazione parrocchia: «In realtà - spiega - l’intero servizio di doposcuola è a nostro carico. Oltre a vigilare l’ingresso e l’uscita degli alunni della scuola primaria, infatti, il martedì, giovedì e venerdì prepariamo il pranzo nelle strutture del Centro sociale e poi ci occupiamo del doposcuola, fino alle 17.30».
In pratica, in quei tre giorni i bambini vengono affidati completamente ai volontari del gruppo parrocchiale, supportati nel servizio di doposcuola da alcuni studenti universitari, che nelle aule della stessa scuola si occupano di dare ulteriori nozioni agli alunni.
«Il contributo comunale di 3.000 euro è solo per noi - precisa Goberti -, ma se fino ad alcuni anni fa il Csrc curava la mensa, ora grazie alla convenzione concede solo gli spazi, ma i generi alimentari, il cucinare e le pulizie sono a nostro carico, comprese le pulizie a scuola quando i bimbi se ne vanno. Ai genitori, ma solo se in grado economicamente di pagare, chiediamo un contributo minimo per le spese vive. Perché questo era veramente l’unico modo per tenere aperte le scuole elementari del paese. E se alla fine dell’anno restano dei soldi, li utilizziamo per il Grest, lo scorso anno tra luglio e agosto hanno coinvolto quasi 120 bambini». (d.b.)
In pratica, in quei tre giorni i bambini vengono affidati completamente ai volontari del gruppo parrocchiale, supportati nel servizio di doposcuola da alcuni studenti universitari, che nelle aule della stessa scuola si occupano di dare ulteriori nozioni agli alunni.
«Il contributo comunale di 3.000 euro è solo per noi - precisa Goberti -, ma se fino ad alcuni anni fa il Csrc curava la mensa, ora grazie alla convenzione concede solo gli spazi, ma i generi alimentari, il cucinare e le pulizie sono a nostro carico, comprese le pulizie a scuola quando i bimbi se ne vanno. Ai genitori, ma solo se in grado economicamente di pagare, chiediamo un contributo minimo per le spese vive. Perché questo era veramente l’unico modo per tenere aperte le scuole elementari del paese. E se alla fine dell’anno restano dei soldi, li utilizziamo per il Grest, lo scorso anno tra luglio e agosto hanno coinvolto quasi 120 bambini». (d.b.)
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