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Grazie al Concordia festa portuense tra arte e ricordi

Grazie al Concordia festa portuense tra arte e ricordi

PORTOMAGGIORE . Un’iniziativa per ricordare i 173 anni del teatro Concordia e porre l’attenzione sui problemi di questa storica struttura che necessita di importanti restauri. Su iniziativa del...

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PORTOMAGGIORE . Un’iniziativa per ricordare i 173 anni del teatro Concordia e porre l’attenzione sui problemi di questa storica struttura che necessita di importanti restauri.

Su iniziativa del comitato “Pro Restauro del Concordia” e di altre associazioni cittadine (Arstudio, Pro Loco, Arci Bdc eventi, Club dell’Amicizia, Circolo Fotografico Portuense, Arte Concordia, Circolo “Discordia”, le Contrade), sabato scorso le sale del Ridotto sono state aperte al pubblico per tutta la giornata con lo scopo di ricordare a tutti i portuensi che si può vivere più di cento anni, seppure con acciacchi gravi, che richiedono interventi urgenti.

Con l’esposizione di quadri di pittori locali, le foto della vecchia Portomaggiore, la presentazione di libri di autori cittadini, Umberto Bellonzi e Alessandro Corazza, le musiche della Mafalda Favero e di Giovanni Fanelli, la recita del gruppo Teatro, la giornata è scivolata via piacevole e partecipata.

L’interno del teatro, inagibile in quanto pericolante, è stato riempito con un bellissimo gioco di luci realizzate da Simone Mazza e Luca Biavati. Il sindaco Nicola Minarelli ha portato i saluti dell’amministrazione comunale. Il comitato intende fare da stimolo allo stesso Comune affinché si utilizzi al meglio il Ridotto e si facciano pressioni sui vari Enti, Provincia e Regione in primis) e affinché si reperiscano le risorse necessarie al restauro della platea e dei palchi.

Una nota storica ricorda che il Concordia è stato inaugurato con la rappresentazione della commedia “Il poeta e la ballerina” di Paolo Giacometti, ligure dell’ ’800 e più noto per il dramma “La morte civile” in cui critica, con tipica veemenza d’epoca liberale e anticlericale, l’indissolubilità del matrimonio e l’opposizione frontale della chiesa alla introduzione del divorzio.

Il Teatro Concordia fu progettato dall’architetto Giovanni Tosi, nei primi decenni del 1800. Il teatro di gradevole architettura circolare, era costituito da 44 palchi disposti su tre ordini che potevano, unitamente alla platea, ospitare circa 450 spettatori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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