Perelli favorevole «La fusione aiuterà tutto il territorio»
FORMIGNANA. La fusione tra Comuni di Formignana e Tresigallo e, idea recentissima, fra Berra e Ro, oltre alle posizioni dei sindacati per arrivare a soli quattro Comuni in tutta la provincia, vede l’i...
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FORMIGNANA. La fusione tra Comuni di Formignana e Tresigallo e, idea recentissima, fra Berra e Ro, oltre alle posizioni dei sindacati per arrivare a soli quattro Comuni in tutta la provincia, vede l’intervento di Laura Perelli, sindaco di Formignana e presidente dell’Unione Terre e Fiumi, nonché esponente del Pd.
«Pensando all’Unione Terre e Fiumi - comenta -, ritengo che l’intero territorio potrà e dovrà godere dei benefici delle due fusioni che stanno partendo, come ho già avuto modo occasione di ribadire. La politica dell’Unione dovrà proporre ragionamenti di territorio, idee e progetti concreti che portino benefici e servizi a tutti. L’Unione dovrà strutturarsi per cogliere i benefici che arriveranno con le due fusioni, sia in termini organizzativi che di risorse, e gestirli a beneficio di un territorio che ha bisogno di contrastare la criticità che da anni ci rallentano. Una unione è più forte se composta da Comuni più forti, perché può costruire un futuro strategico per il territorio, smarcandosi dalla mera gestione del quotidiano e fornendo risposte a lungo respiro».
La Perelli è invece scettica sulla proposta di riorganizzazione avanzata dai sindacati: «Mi pare molto complicata, poco concreta e poco realizzabile per diversi motivi. Chi si sta occupando di fusioni ha ben chiaro che fondere anche solo due comunità in un’unica organizzazione è un’operazione complessa, che per riuscire necessita di consenso allargato e forte tra i cittadini, sovrani nelle decisioni. È un’operazione culturale che ha bisogno di tempo e lavoro. I dati ci dicono che le fusioni che sono state votate positivamente ai referendum sono quelle proposte tra due o tre Comuni al massimo e, in genere, più o meno omogenei per numero di abitanti. Proporre il passaggio da 22 a 4 Comuni penso sia allo stato dei fatti irrealizzabile, mentre ben più concrete sono le proposte che stanno prendendo piede sul territorio e che potrebbero essere un primo passo per un disegno più ampio».
Franco Corli
«Pensando all’Unione Terre e Fiumi - comenta -, ritengo che l’intero territorio potrà e dovrà godere dei benefici delle due fusioni che stanno partendo, come ho già avuto modo occasione di ribadire. La politica dell’Unione dovrà proporre ragionamenti di territorio, idee e progetti concreti che portino benefici e servizi a tutti. L’Unione dovrà strutturarsi per cogliere i benefici che arriveranno con le due fusioni, sia in termini organizzativi che di risorse, e gestirli a beneficio di un territorio che ha bisogno di contrastare la criticità che da anni ci rallentano. Una unione è più forte se composta da Comuni più forti, perché può costruire un futuro strategico per il territorio, smarcandosi dalla mera gestione del quotidiano e fornendo risposte a lungo respiro».
La Perelli è invece scettica sulla proposta di riorganizzazione avanzata dai sindacati: «Mi pare molto complicata, poco concreta e poco realizzabile per diversi motivi. Chi si sta occupando di fusioni ha ben chiaro che fondere anche solo due comunità in un’unica organizzazione è un’operazione complessa, che per riuscire necessita di consenso allargato e forte tra i cittadini, sovrani nelle decisioni. È un’operazione culturale che ha bisogno di tempo e lavoro. I dati ci dicono che le fusioni che sono state votate positivamente ai referendum sono quelle proposte tra due o tre Comuni al massimo e, in genere, più o meno omogenei per numero di abitanti. Proporre il passaggio da 22 a 4 Comuni penso sia allo stato dei fatti irrealizzabile, mentre ben più concrete sono le proposte che stanno prendendo piede sul territorio e che potrebbero essere un primo passo per un disegno più ampio».
Franco Corli
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