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Via l’amianto dall’edificio Il Comune paga la bonifica

di Samuele Govoni
Via l’amianto dall’edificio Il Comune paga la bonifica

Massa Fiscaglia, trentamila euro per rimuovere il materiale dal capannone. L’assessore Tosi: spesa impegnativa ma doverosa per risolvere il problema

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MASSA FISCAGLIA. Il capannone abbandonato situato alle porte di Massa Fiscaglia verrà bonificato. Non solo, verrà bonificato grazie all’intervento dell’amministrazione comunale che ha scelto di prendersi in carico la rimozione dell’amianto dal tetto. L’edificio, in disuso da anni, è di proprietà privata ma il Comune ha comunque scelto di intervenire per porre fine ad una situazione che ormai si trascina da troppo tempo. «Abbiamo notificato alla proprietà - spiega Fabio Tosi, vicesindaco di Massa Fiscaglia - la necessità di bonificare l’area. I termini per intervenire sono scaduti e quindi siamo subentrati noi. Stiamo avviando il percorso per la rimozione del materiale e spero che non si verifichino intoppi perché vogliamo procedere. È ora».

L’investimento che il Comune dovrà affrontare per togliere e smaltire l’amianto nel rispetto delle norme vigenti, si aggira intorno ai trentamila euro; soldi che verranno utilizzati per la rimozione di coperture in amianto che, tra capannone e stabili adiacenti, fanno circa mille metri quadrati. «Non sono spiccioli ma non si può più aspettare - spiega Tosi - la macchina è già in moto. Abbiamo informato i cittadini che avevano anche firmato una petizione (diverse centinaia i firmatari, ndr) per la rimozione dell’amianto dal capannone e pure l’Aeac, associazione presieduta da Alberto Alberti, che ha più volte sollevato il problema». La struttura si è ulteriormente danneggiata in seguito ai violenti temporali dell’estate scorsa. Lastre di amianto, infatti, si erano staccate dal tetto ed erano volate in strada, spezzandosi. «Avremmo voluto poter agire anche prima ma il fatto che l’edificio sia di proprietà privata ha fatto sì che l’iter fosse un po’ più lungo e complicato. Comunque - sottolinea il vicesindaco - è volontà dell’amministrazione lavorare per rimuovere quel materiale e lo dimostrano anche i bandi e gli incentivi che vengono concessi ai privati per lo smaltimento; cosa di cui andiamo fieri e che faremo in modo di inserire anche nel prossimo bilancio». Il capannone in malora da anni dovrebbe essere totalmente rimosso e l’area ripulita. Lo sa il Comune e lo sanno i cittadini. Un passo alla volta. «Ora - chiude Tosi - pensiamo alla bonifica dell’amianto, è questa l’operazione più urgente e necessaria».

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