«Fusione unica soluzione per il nostro futuro»
Parla il sindaco di Ro, Giannini: Unione importante per i servizi ma siamo fermi Dura l’assessore di Berra, Cenacchi: a Copparo saremmo cittadini di serie B
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BERRA-RO . Sulla fusione tra Berra e Ro il dibattito si fa sempre più caldo, con attacchi più o meno accesi tra esponenti politici (tutti del centrosinistra) sui social dopo le dichiarazioni apparse in questi giorni sulla Nuova Ferrara.
Intanto, dopo il sindaco di Berra, Eric Zaghini, anche quello di Ro, Antonio Giannini, esprime il suo pensiero in merito alla fusione dei due Comuni: «Esistono ragioni oggettive ed attuali, alle quali, amministratori responsabili e politicamente onesti, non possono assolutamente non considerare, se l’unico e vero obiettivo posto è ‘il bene comune’».
« Dal 2010, anno di nascita dell’Unione dei Comuni Terre dei Fiumi, ad oggi - prosegue il primo cittadino roese - molto è stato fatto: lo attestano i grandi risultati ottenuti in quelle funzioni e servizi oggi trasferiti dai singoli Comuni all’Unione. Ritengo quindi che, se all’interno dell’Unione Terre e Fiumi, ente che gestisce ad oggi ben 14 funzioni conferite dai singoli Comuni ed alla quale si continua con convinzione a credere ed a portare maggiori risorse da investire - assieme agli altri -, se oggi sono in atto ben due processi di fusione di Comuni, debba essere motivo concreto di razionalizzazione, di efficientamento e di riordino istituzionale con l’unico obiettivo fissato: il bene delle nostre comunità, da chi frequenta le nostre scuole dell’infanzia a chi investe sul nostro territorio».
Insomma, la fusione come soluzione a molti problemi: «L’immobilismo decisionale nell’attuale situazione - spiega Giannini -, ci porterebbe alla perdita identitaria delle nostre origini, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, a causa di un’imposizione piovuta dall’alto che, in un futuro prossimo e senza forme incentivanti, potrebbe far rimpiangere una scelta partecipata e democratica, di grande responsabilità ma di altrettanto grande opportunità. Noi, ci assumiamo la responsabilità e democraticamente sceglieremo il nostro futuro».
Nel dibattito è intervenuta anche Egle Cenacchi,assessore del Comune di Berra: «Io non sono del Pd - dice - ma sono convinta della scelta. Conosco troppo bene Copparo e la sua smania di conquista: noi non saremo mai trattati con pari dignità, saremmo sempre considerati cittadini di serie B e parlo con cognizione di causa, perché ho già visto cosa è successo in passato in altre situazioni. Inoltre, sono rimasta allibita quando ho letto le dichiarazioni del sindaco di Copparo, Nicola Rossi: sapeva benissimo della volontà delle nostre amministrazioni di portare avanti il progetto di fusione tra Berra e Ro! Mai con Copparo per fare la fine delle sue frazioni». (m.b.)
Intanto, dopo il sindaco di Berra, Eric Zaghini, anche quello di Ro, Antonio Giannini, esprime il suo pensiero in merito alla fusione dei due Comuni: «Esistono ragioni oggettive ed attuali, alle quali, amministratori responsabili e politicamente onesti, non possono assolutamente non considerare, se l’unico e vero obiettivo posto è ‘il bene comune’».
« Dal 2010, anno di nascita dell’Unione dei Comuni Terre dei Fiumi, ad oggi - prosegue il primo cittadino roese - molto è stato fatto: lo attestano i grandi risultati ottenuti in quelle funzioni e servizi oggi trasferiti dai singoli Comuni all’Unione. Ritengo quindi che, se all’interno dell’Unione Terre e Fiumi, ente che gestisce ad oggi ben 14 funzioni conferite dai singoli Comuni ed alla quale si continua con convinzione a credere ed a portare maggiori risorse da investire - assieme agli altri -, se oggi sono in atto ben due processi di fusione di Comuni, debba essere motivo concreto di razionalizzazione, di efficientamento e di riordino istituzionale con l’unico obiettivo fissato: il bene delle nostre comunità, da chi frequenta le nostre scuole dell’infanzia a chi investe sul nostro territorio».
Insomma, la fusione come soluzione a molti problemi: «L’immobilismo decisionale nell’attuale situazione - spiega Giannini -, ci porterebbe alla perdita identitaria delle nostre origini, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, a causa di un’imposizione piovuta dall’alto che, in un futuro prossimo e senza forme incentivanti, potrebbe far rimpiangere una scelta partecipata e democratica, di grande responsabilità ma di altrettanto grande opportunità. Noi, ci assumiamo la responsabilità e democraticamente sceglieremo il nostro futuro».
Nel dibattito è intervenuta anche Egle Cenacchi,assessore del Comune di Berra: «Io non sono del Pd - dice - ma sono convinta della scelta. Conosco troppo bene Copparo e la sua smania di conquista: noi non saremo mai trattati con pari dignità, saremmo sempre considerati cittadini di serie B e parlo con cognizione di causa, perché ho già visto cosa è successo in passato in altre situazioni. Inoltre, sono rimasta allibita quando ho letto le dichiarazioni del sindaco di Copparo, Nicola Rossi: sapeva benissimo della volontà delle nostre amministrazioni di portare avanti il progetto di fusione tra Berra e Ro! Mai con Copparo per fare la fine delle sue frazioni». (m.b.)
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