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«Non saranno denunciati i clienti delle prostitute»

«Non saranno denunciati i clienti delle prostitute»

La Gad in Commissione. Il sindaco: «Il modello di Firenze non è attuabile» Profughi-furbetti, l’assessore Sapigni: «Polso fermo e revoca dell’accoglienza»

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Esercito, operazione Martellamento, sanzioni ai clienti delle prostitute, più telecamere, contrasto agli affitti in nero, sospensione della licenza agli esercizi pubblici irregolari, polso fermo nei confronti dei profughi che tradiscono il patto dell’accoglienza. La lotta alla criminalità e al degrado in zona Gad si sta combattendo con questi strumenti, hanno riferito ieri alla Terza Commissione Consiliare il sindaco Tagliani, gli assessori Modonesi (Sicurezza Urbana) e Sapigni (Servizi alla Persona) e la comandante della Municipale Laura Trentini. Era stata la consigliera Morghen (5 Stelle) a richiedere l’informativa sullo “stato dell’arte” al quartiere Gad, con particolare attenzione alla presenza dell’Esercito e all’applicazione dell’art. 41 del Nuovo Regolamento di Polizia Urbana, quello che prevede di sanzionare i clienti delle lucciole. La consigliera sollecitava anche l’estensione a Ferrara del “modello Nardella”, il sindaco di Firenze che intende denunciare penalmente chi cerca sesso a pagamento.

Un’eventualità esclusa nettamente dal sindaco Tagliani, non solo perché in contrasto con il Regolamento ferrarese da poco approvato, ma soprattutto perché giuridicamente impossibile: «Una giunta comunale non può creare una nuova fattispecie di reato, né ricorrere all’art. 650 del codice penale, denunciando il cittadino per inosservanza a provvedimento dell’autorità. Su questo la Cassazione si è già espressa chiaramente, annullando disposizioni simili adottate da altri sindaci. L’unica via da percorrere è quella della sanzione amministrativa, perseguendo chi circola di notte ubriaco, sotto l’effetto di droga o con i documenti dell’auto non in regola».

Si è tornato a parlare dell’Esercito, tra l’opposizione (Anselmi e Zardi di Fi, Rendine di Gol, Cavicchi della Lega) che rivendicava il merito di averlo portato a Ferrara e il sindaco che ne ha dato invece tutt’altra spiegazione: a monte c’era la richiesta dei responsabili del Meis in vista dell’apertura, il 13 dicembre, del Museo dell’ebraismo. Quale obiettivo sensibile era stata sollecitata la presenza dei militari, così come in altre città. Una richiesta che si è “incrociata” con quella di Prefetto e Questore di prolungare l’operazione Martellamento con l’invio di altre forze di intervento rapido. «E il Ministero a questo punto - ha concluso Tagliani - ha anticipato l’assegnazione dei 10 soldati». Un deterrente, ma non una soluzione ai problemi della Gad. Per questo, «continuerò a chiedere più forze di polizia».

E che dire, è intervenuto Anselmi, dei “furbetti dell’accoglienza”? Ovvero quei profughi che hanno tradito il patto con la città violando la legge? Perché «se è giusto accogliere, è altrettanto giusto punire chi mal ripaga la generosità». Già prima dei più recenti casi dei profughi-spacciatori, ha risposto Sapigni, a vari profughi era stata revocata l’accoglienza per trasgressioni anche non penalmente rilevanti, come liti, comportamenti scorretti, tendenza alla prostituzione: «I casi di spaccio, più recenti, hanno posto problemi nuovi: dove collocare una persona posta ai domiciliari e non più inserita nel programma di accoglienza? Sono questioni su cui stiamo ragionando, per non trasmettere agli altri un senso di impunità». Ma sulla Gad, ha osservato Vitellio (Pd), occorre ragionare soprattutto dati alla mano, e insieme ai rappresentanti dei residenti: da qui la proposta di riconvocare la Commissione, invitando questa volta Comitati e forze dell’ordine. (a.m.)

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