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parcheggi all'ospedale

Sosta a pagamento a Cona. Il piano: 4 o 5 euro al giorno

di Gioele Caccia
Sosta a pagamento a Cona. Il piano: 4 o 5 euro al giorno

La rivoluzione pronta a scattare a inizio 2018, Prog Este aggiorna le cifre. Strisce blu per 1.300 stalli, previsti abbonamenti e tessere a scalare scontate

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FERRARA. Nel giro di un paio d’anni la pratica dei parcheggi a pagamento, attorno all’ospedale di Cona, si è mossa a piccoli passettini. Cinque anni dopo l’inaugurazione del Nuovo Sant’Anna sta ancora viaggiando fra uffici e scrivanie delle amministrazioni locali. L’ultima versione del documento, che potrebbe essere quella definitiva ed è già stata preceduta da proposte e revisioni, risale all’inizio del 2017 e il suo contenuto non è più un segreto da un pezzo per i responsabili della amministrazioni cittadine. Per chi teme o contesta l’introduzione del ticket (e in città e provincia sono in tanti) è certo che il 2017 non sarà l’anno dell’avvio della sosta a pagamento. Per motivi tecnico-amministrativi le sbarre all’ingresso dei parcheggi del Sant’Anna saranno abbassate nel 2018, in una data ancora da definire ma collocata con ogni probabilità nella parte iniziale dell’anno.

I NUMERI NUOVI. Il piano di Prog. Este, la società concessionaria guidata dalla capofila Cmb, riscritto con piccole correzioni almeno un paio di volte, prevede che rispetto ai 2.176 stalli attuali, destinati a salire fino a circa 2. 500 con l’apertura dei due nuovi parcheggi da circa 350 posti totali di cui la “Nuova” ha dato notizia ieri, servizi che non rientrano nell’accordo generale tra azienda ospedaliera e consorzio, circa la metà (più o meno 1. 300) avrà un accesso regolato da una tariffa oraria o giornaliera o da una qualche forma di abbonamento o offerta scontata. L’ultima stesura di cui si ha notizia, adottata da Prog. Este, prevede una griglia di soluzioni che individuano un costo orario diversificato: 1,10 euro all’ora negli stalli scoperti (sostanzialmente tutti i parcheggi tranne uno) e 1,40 per le aree delimitate nei posti interrati (il parcheggio n. 7, sotto l’ingresso 1).

Il costo giornaliero non potrà salire oltre i 5 euro negli stalli coperti e oltre i 4 in quelli scoperti. Chi necessiterà di un numero più o meno alto di accessi potrà ricorrere a due forme di pagamento impostato su un periodo più lungo: l’abbonamento settimanale (15 euro) oppure mensile (55 euro), ma chi prevede più ingressi non concentrati in un periodo definito potrà entrare usando tessere prepagate da 50 euro (che danno diritto a 60 euro di sosta, dunque scontate) e da 100 euro (importo che copre una spesa riservata alla sosta di 130 euro).

Il parcheggio gratuito sarebbe garantito a dipendenti, operatori di imprese che lavorano nell’ospedale, utenza del pronto soccorso, malati gravi che necessitano di lunghe terapie, disabili, ambulanze, volontariato.

LE VARIAZIONI. È bene precisare che queste tariffe potrebbero essere ancora rimodulate prima dell’attivazione del piano della sosta a pagamento. Ma è anche vero che dalla prima versione in poi hanno assunto una struttura che si è modificata di poco. Per chiarire: la prima proposta nota e pubblicata all’inizio del 2016 dalla Nuova Ferrara fissava in 1/1,10 euro all’ora il costo della sosta per tutti i posti auto non gratuiti, 7 euro di tariffa massima giornaliera per l’area coperta (valore abbassato a 5 euro in un documento successivo) e 5, 50 euro (poi scesi a 4) per gli stalli scoperti. Da questa impostazione, che risale ancora al 2016, nessuna variazione significativa è stata introdotta nei mesi successivi e quella che circola ancora oggi risale a inizio 2017.

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LA STORIA. La previsione sui primi mesi o settimane del 2018 potrebbe avere un senso per più di un motivo. Il principale è di natura economica. Prog. Este ha avuto in concessione i servizi non sanitari dell’ospedale grazie ad un accordo con la Regione Emilia Romagna che risale a 11 anni fa (presidente Errani) che affidava al consorzio il ruolo di cofinanziatore dell’opera. Oltre 40 milioni di euro del costo complessivo di realizzazione del Nuovo Sant’Anna sui circa 281 dichiarati dall’assessore regionale Sergio Venturi sono stati conferiti dal consorzio delle imprese costruttrici e di servizio. Per questo motivo fu siglato un contratto di project financing che ha assegnato a Prog. Este la gestione di molti servizi (lavanderia, sterilizzazione strumenti, pulizie, manutenzione, logistica etc.) , inclusa la gestione dei parcheggi. Il consorzio aveva stimato gli incassi di questa voce di entrata in circa 900mila euro l’anno ai tempi della stesura del contratto, nel 2006. Nel 2012 l’ospedale fu aperto ma la gestione a tariffa dei parcheggi, per ritardi imputati alla vecchia amministrazione dell’ospedale, non si concretizzò. Il risultato fu che nel 2015, nell’ambito di un contenzioso civile chiuso con il pagamento di circa 7 milioni di € versati dal Sant’Anna a Prog. Este, fu assorbito anche il valore biennale dei ricavi preventivati da Prog. Este e non conseguiti, al netto dei costi di gestione, in pratica il margine preventivato dal consorzio (900mila euro per il 2014-2015).

TEMPI MATURI. Dall’anno scorso il Sant’Anna ha dato a Prog. Este l’ok per l’attivazione della tariffa e, da quanto si sa, la palla da allora è rimasta nel campo del consorzio. Che nel frattempo ha avviato l’iter amministrativo per ottenere tutte le autorizzazioni. L’inizio del 2018 potrebbe essere quindi il periodo scelto dalla società concessionaria per tornare a incassare quei 455mila € di margine annuale che ora dipendono dall’attivazione della gestione a tariffa.

È pacifico che l’avvio del pagamento della sosta a Cona scatenerà un vulcano di polemiche che scontano anche la ferita mai sanata dello spostamento dell’ospedale a dieci km da Ferrara. Ma solo un intervento della Regione o di altro ente, che decida di restituire a Prog. Este i soldi investiti dal consorzio nell’ospedale opportunamente rivalutati (sempre che Prog. Este sia d’accordo), potrebbe garantire il mantenimento della sosta gratuita, che anche senza tariffa, come emerge dalle cronache di questi giorni, tra multe, carenze di posti e difficoltà per l’utenza, deve fare i conti con “acciacchi” tutt’altro che passeggeri.
 

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