Perizia psichiatrica per i baby assassini
di Annarita Bova
Coniugi uccisi dal figlio e dall’amico, ieri il primo atto del rito abbreviato. Il pm ha accolto la richiesta degli avvocati
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PONTELANGORINO. Sarà una perizia psichiatrica a valutare le condizioni dei due ragazzi imputati davanti al tribunale per i minorenni di Bologna per il delitto di Pontelangorino, dove nella notte tra il 9 e il 10 gennaio i coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni furono uccisi a colpi di accetta dall’amico del figlio per la cifra di ottanta euro promessa dal figlio stesso.
L’ha disposta in udienza ieri mattina a Bologna il giudice Anna Filocamo, accogliendo la richiesta di rito abbreviato condizionato alla perizia, avanzata dall’avvocato Gloria Bacca, difensore del figlio 17enne della coppia, accusato di omicidio premeditato in concorso con un amico di un anno più grande, difeso dall’avvocato Lorenzo Alberti. Il Procuratore Silvia Marzocchi si è associato alla richiesta di perizia.
I due minori sono stati interrogati e avrebbero sostanzialmente ribadito la confessione. L’esecutore materiale fu l’amico del figlio, questi in conflitto da mesi con i genitori. Il 17enne poi diede l’allarme, fingendo di aver ritrovato i corpi. I due furono sentiti, emersero contraddizioni e infine ammisero i fatti.
La perizia sarà conferita in un’udienza fissata per martedì prossimo. «Un approfondimento è sempre una cosa favorevole», ha commentato l’avvocato Alberti. «Il Gup (giudice udienza preliminare) ha ammesso la perizia psichiatrica per tutti e due i ragazzi che sono stati ascoltati per oltre quattro ore». I due non si vedevano dall’epoca dei fatti e in aula erano presenti anche i genitori dell’amico, che sono rimasti sempre accanto al figlio in questa terribile vicenda. «Il mio assistito era molto tranquillo. I ragazzi si sono guardati in faccia ma non si sono salutati, l’atmosfera in aula era fredda, quello sì, ma non astiosa. Quello che è successo il 10 gennaio è un fatto che richiede tutta una serie di approfondimenti e valutazioni considerato che ci sono due minori coinvolti e che la vicenda è davvero molto pesante da reggere. Adesso non resta che aspettare le relazioni dei medici».
Soddisfatta per l’accoglimento della propria richiesta anche l’avvocato Bacca, che aveva fatto riferimento alle relazioni sul caso dei servizi sociali e degli psicologi e alla necessità di questo genere di valutazione. Il suo assistito è da mesi trasferito nel carcere minorile di Torino ed era la prima volta che incontrava il complice: «Si sono solo salutati, i loro percorsi ora sono diversi, hanno una vita diversa», ha spiegato l’avvocato Bacca. «Abbiamo chiesto il rito abbreviato condizionato a un’integrazione probatoria finalizzata ad assumere una prova necessaria per poter decidere. Il pubblico ministero ascoltando il ragazzo ha confermato la necessità della perizia». E aggiunge, «Il ragazzo si sta comportando bene, in maniera corretta ed in questi mesi ha fatto molti progressi. Certamente la perizia psichiatrica darà altre risposte».
Il 24 ottobre si terrà il giuramento dei periti (sia di parte che quelli nominati dalla procura) e quindi si procederà con la formulazione del quesito. Verrà quindi fissato un termine per il deposito degli atti e fissata la data dell’udienza. Si tratta di passaggi delicati e molto tecnici che richiedono la massima attenzione e la necessità di non trascurare anche il mino dettaglio.
Quello di Pontelangorino è stato un omicidio molto forte, una storia che ha sconvolto non solo la comunità locale ma che ha avuto eco in tutto il Paese. Due ragazzi minorenni, due amici, con una freddezza quasi inconcepibile hanno pianificato a tavolino l’omicidio dei genitori di uno dei due, stanco forse dei rimproveri e dei “divieti” imposti dalla madre. L’amico si è fatto convincere in cambio di una somma di denaro anche molto esigua ed è quindi quanto mai necessario arrivare a capire perché. Cosa è scattato nella testa dei due amici? Cosa li ha portati ad agire in maniera così lucida ed effertata? Dalle perizie potrebbero arrivare le prima risposte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ha disposta in udienza ieri mattina a Bologna il giudice Anna Filocamo, accogliendo la richiesta di rito abbreviato condizionato alla perizia, avanzata dall’avvocato Gloria Bacca, difensore del figlio 17enne della coppia, accusato di omicidio premeditato in concorso con un amico di un anno più grande, difeso dall’avvocato Lorenzo Alberti. Il Procuratore Silvia Marzocchi si è associato alla richiesta di perizia.
I due minori sono stati interrogati e avrebbero sostanzialmente ribadito la confessione. L’esecutore materiale fu l’amico del figlio, questi in conflitto da mesi con i genitori. Il 17enne poi diede l’allarme, fingendo di aver ritrovato i corpi. I due furono sentiti, emersero contraddizioni e infine ammisero i fatti.
La perizia sarà conferita in un’udienza fissata per martedì prossimo. «Un approfondimento è sempre una cosa favorevole», ha commentato l’avvocato Alberti. «Il Gup (giudice udienza preliminare) ha ammesso la perizia psichiatrica per tutti e due i ragazzi che sono stati ascoltati per oltre quattro ore». I due non si vedevano dall’epoca dei fatti e in aula erano presenti anche i genitori dell’amico, che sono rimasti sempre accanto al figlio in questa terribile vicenda. «Il mio assistito era molto tranquillo. I ragazzi si sono guardati in faccia ma non si sono salutati, l’atmosfera in aula era fredda, quello sì, ma non astiosa. Quello che è successo il 10 gennaio è un fatto che richiede tutta una serie di approfondimenti e valutazioni considerato che ci sono due minori coinvolti e che la vicenda è davvero molto pesante da reggere. Adesso non resta che aspettare le relazioni dei medici».
Soddisfatta per l’accoglimento della propria richiesta anche l’avvocato Bacca, che aveva fatto riferimento alle relazioni sul caso dei servizi sociali e degli psicologi e alla necessità di questo genere di valutazione. Il suo assistito è da mesi trasferito nel carcere minorile di Torino ed era la prima volta che incontrava il complice: «Si sono solo salutati, i loro percorsi ora sono diversi, hanno una vita diversa», ha spiegato l’avvocato Bacca. «Abbiamo chiesto il rito abbreviato condizionato a un’integrazione probatoria finalizzata ad assumere una prova necessaria per poter decidere. Il pubblico ministero ascoltando il ragazzo ha confermato la necessità della perizia». E aggiunge, «Il ragazzo si sta comportando bene, in maniera corretta ed in questi mesi ha fatto molti progressi. Certamente la perizia psichiatrica darà altre risposte».
Il 24 ottobre si terrà il giuramento dei periti (sia di parte che quelli nominati dalla procura) e quindi si procederà con la formulazione del quesito. Verrà quindi fissato un termine per il deposito degli atti e fissata la data dell’udienza. Si tratta di passaggi delicati e molto tecnici che richiedono la massima attenzione e la necessità di non trascurare anche il mino dettaglio.
Quello di Pontelangorino è stato un omicidio molto forte, una storia che ha sconvolto non solo la comunità locale ma che ha avuto eco in tutto il Paese. Due ragazzi minorenni, due amici, con una freddezza quasi inconcepibile hanno pianificato a tavolino l’omicidio dei genitori di uno dei due, stanco forse dei rimproveri e dei “divieti” imposti dalla madre. L’amico si è fatto convincere in cambio di una somma di denaro anche molto esigua ed è quindi quanto mai necessario arrivare a capire perché. Cosa è scattato nella testa dei due amici? Cosa li ha portati ad agire in maniera così lucida ed effertata? Dalle perizie potrebbero arrivare le prima risposte.
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