Rifiuti, la “lezione” modenese: risultati con meno proteste
A Castelfranco 81% della differenziata con calotte ovunque Santini (Hera): a Ferrara forte resistenza al cambiamento
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Da Castelfranco Emilia, provincia di Modena, arriva un messaggio dritto ai ferraresi: la raccolta differenziata a calotte si può fare, in maniera anche più spinta di quella attivata a Ferrara, e con più spirito di collaborazione, indotto pure da 5mila ore d’incontri informativi e... una trentina di multe. I risultati di sei mesi di sperimentazione tra i 33mila residenti del comune modenese, il primo di queste dimensioni a lanciarsi nella rivoluzione della calotta, sono positivi e Hera ieri ne ha approfittato per rimarcare alcuni concetti: «A Castelfranco la calotta è anche più stretta, 20 litri, e si usa la Carta smeraldo anche per carta e plastica - annota Alberto Santini, responsabile settore ambiente dell’area Modena-Ferrara - Eppure abbiamo registrato meno problemi che a Ferrara, dove c’è una forte resistenza al cambiamento». In effetti gli abbandoni in quantità, soprattutto da bar e ristoranti, le proteste e le minacce di boicottaggio nel Modenese non si sono registrati.
Tra aprile e settembre a Castelfranco la raccolta differenziata è arrivata a toccare l’81%, dal 61% dello stesso periodo 2016, con un calo dell’indifferenziato da 3.400 a 1.500 tonnellate, un miglioramento della qualità (recuperato l’8% d’impurità della plastica, ad esempio) e un +34% di ricorso alle stazioni ecologiche. Dati che spingono Comune e Hera a confermare l’1 gennaio 2018 come data di partenza per la tariffa puntuale, che tiene cioè conto del numero di conferimenti d’indifferenziata: «Siamo convinti che una famiglia tipo di 2,5/3 persone possa contenere i conferimenti a 2 in un mese, se fa bene la raccolta differenziata - è la convinzione del sindaco modenese, Stefano Reggianini - Le nostre proiezioni indicano più riduzioni che aumenti in tariffa, per i comportamenti virtuosi si arriverà al 10% di sconto. D’altra parte l’alternativa è il domiciliare spinto, cioè i sacchetti esposti solo in determinati giorni e in certe fasce orarie: le calotte rispettano di più le abitudini delle famiglie e costano anche meno».
La sperimentazione modenese insegna peraltro che sono fondamentali l’informazione iper capillare (con incontri anche di cortile o condominiali) e il completamento della distribuzione delle tessere, sulla quale a Ferrara ancora non si hanno dati ma che potrebbe essere ancora molto parziale. Hera resta poi disponibile ad aggiustamenti, in vista dell’1 gennaio 2018 quando da noi diventerà obbligatorio ovunque l’utilizzo della Carta smeraldo, «ma lo sforzo per differenziare dev’essere il punto di partenza per tutti, anche per bar e ristoranti» conclude Santini.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tra aprile e settembre a Castelfranco la raccolta differenziata è arrivata a toccare l’81%, dal 61% dello stesso periodo 2016, con un calo dell’indifferenziato da 3.400 a 1.500 tonnellate, un miglioramento della qualità (recuperato l’8% d’impurità della plastica, ad esempio) e un +34% di ricorso alle stazioni ecologiche. Dati che spingono Comune e Hera a confermare l’1 gennaio 2018 come data di partenza per la tariffa puntuale, che tiene cioè conto del numero di conferimenti d’indifferenziata: «Siamo convinti che una famiglia tipo di 2,5/3 persone possa contenere i conferimenti a 2 in un mese, se fa bene la raccolta differenziata - è la convinzione del sindaco modenese, Stefano Reggianini - Le nostre proiezioni indicano più riduzioni che aumenti in tariffa, per i comportamenti virtuosi si arriverà al 10% di sconto. D’altra parte l’alternativa è il domiciliare spinto, cioè i sacchetti esposti solo in determinati giorni e in certe fasce orarie: le calotte rispettano di più le abitudini delle famiglie e costano anche meno».
La sperimentazione modenese insegna peraltro che sono fondamentali l’informazione iper capillare (con incontri anche di cortile o condominiali) e il completamento della distribuzione delle tessere, sulla quale a Ferrara ancora non si hanno dati ma che potrebbe essere ancora molto parziale. Hera resta poi disponibile ad aggiustamenti, in vista dell’1 gennaio 2018 quando da noi diventerà obbligatorio ovunque l’utilizzo della Carta smeraldo, «ma lo sforzo per differenziare dev’essere il punto di partenza per tutti, anche per bar e ristoranti» conclude Santini.
Stefano Ciervo
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