Terrorista preso a Ferrara: via libera all’estradizione
La Corte di Appello di Bologna ha disposto il trasferimento in Francia L’avvocato difensore: «Ai giudici spiegherà la sua versione dei fatti»
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Sarà estradato in Francia, Anis Hanachi, il fratello dell’attentatore di Marsiglia arrestato a Ferrara il 7 ottobre scorso. L’udienza di ieri davanti alla Corte d’Appello di Bologna non ha riservato sorprese o colpi di scena. Hanachi ha definitivamente chiarito la sua non opposizione al trasferimento in Francia dove, ribadisce, esporrà la sua versione dei fatti. Lo stesso procuratore generale Nicola Proto non si è opposto all’estradizione e l’udienza si è concentrata soprattutto sui dettagli tecnici delle procedure relative al mandato di Arresto Europeo e ai tempi per il trasferimento oltralpe del detenuto, che al termine dell’udienza è stato riportato nel carcere ferrarese dell’Arginone, dove si trova dalla sera dell’arresto sulla ciclabile di via Bologna da parte della Digos di Ferrara e dei poliziotti dell’Antiterrorismo di Bologna.
Il giovane, 25 anni, è accusato di partecipazione ad associazione terroristica e complicità nel duplice omicidio alla stazione Sant-Charles di Marsiglia, dove il 1 ottobre Ahmad Hanachi, fratello di Anis, aveva accoltellato a morte due ragazze di 17 e 21 anni. Secondo gli inquirenti Anis, conosciuto come estremista radicalizzato, avrebbe istigato il fratello Ahmed, noto invece solo come delinquente comune con precedenti per furto e spaccio, a compiere il massacro delle due giovani cugine, per poi essere freddato dalla polizia. Subito dopo l’attentato le autorità francesi avevano spiccato un Mandato di Arresto Europeo nei confronti di Anis e di altri tre fratelli Hanachi, ipotizzando una matrice “familiare” all’origine dell’attentato. Anis era fuggito in Italia dove, attraverso una scheda telefonica acquistata in Liguria, gli inquirenti lo collocano il 4 agosto. Il giorno successivo è già a Ferrara, dopo aver contattato via Facebook un amico, suo connazionale, che vive e studia in città. Gli investigatori a questo punto hanno una traccia telefonica da seguire, e che li porta a individuare e bloccare Anis alle dieci di sera di sabato 7 ottobre, mentre pedala verso casa, in compagnia dell’amico , sulla ciclabile di via Bologna poco prima dell’incrocio con via Argine Ducale. Arrestato, Hanachi non parla e non collabora. Lunedì 9 ottobre la Corte di Appello di Bologna convalida il Mae, ieri il via libera all’estradizione.
«Hanachi è intenzionato a voler spiegare la sua situazione in Francia e quindi il collegio sta cercando di affrettare le cose accogliendo con questa ordinanza il suo trasferimento - ha dichiarato il suo avvocato Laura Lemmi - Il presidente del Collegio ha letto l’ordinanza con la quale Hanachi sarà consegnato alle autorità francesi. Adesso sarà questione di organizzare il trasferimento. Davanti alle autorità francesi - ha concluso il legale - Anis ha intenzione di spiegare i fatti secondo la sua versione e il trasferimento è previsto in tempi brevissimi, sarà questione di qualche settimana». (a.m.)
Il giovane, 25 anni, è accusato di partecipazione ad associazione terroristica e complicità nel duplice omicidio alla stazione Sant-Charles di Marsiglia, dove il 1 ottobre Ahmad Hanachi, fratello di Anis, aveva accoltellato a morte due ragazze di 17 e 21 anni. Secondo gli inquirenti Anis, conosciuto come estremista radicalizzato, avrebbe istigato il fratello Ahmed, noto invece solo come delinquente comune con precedenti per furto e spaccio, a compiere il massacro delle due giovani cugine, per poi essere freddato dalla polizia. Subito dopo l’attentato le autorità francesi avevano spiccato un Mandato di Arresto Europeo nei confronti di Anis e di altri tre fratelli Hanachi, ipotizzando una matrice “familiare” all’origine dell’attentato. Anis era fuggito in Italia dove, attraverso una scheda telefonica acquistata in Liguria, gli inquirenti lo collocano il 4 agosto. Il giorno successivo è già a Ferrara, dopo aver contattato via Facebook un amico, suo connazionale, che vive e studia in città. Gli investigatori a questo punto hanno una traccia telefonica da seguire, e che li porta a individuare e bloccare Anis alle dieci di sera di sabato 7 ottobre, mentre pedala verso casa, in compagnia dell’amico , sulla ciclabile di via Bologna poco prima dell’incrocio con via Argine Ducale. Arrestato, Hanachi non parla e non collabora. Lunedì 9 ottobre la Corte di Appello di Bologna convalida il Mae, ieri il via libera all’estradizione.
«Hanachi è intenzionato a voler spiegare la sua situazione in Francia e quindi il collegio sta cercando di affrettare le cose accogliendo con questa ordinanza il suo trasferimento - ha dichiarato il suo avvocato Laura Lemmi - Il presidente del Collegio ha letto l’ordinanza con la quale Hanachi sarà consegnato alle autorità francesi. Adesso sarà questione di organizzare il trasferimento. Davanti alle autorità francesi - ha concluso il legale - Anis ha intenzione di spiegare i fatti secondo la sua versione e il trasferimento è previsto in tempi brevissimi, sarà questione di qualche settimana». (a.m.)
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