Incendio Bofrost, il lavoro continua
Indagini dei vigili del fuoco: chiesti i dati dell’impianto anti inclusione
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La sede della filiale di Ferrara della Bofrost andata distrutta nell’incendio di domenica mattina continua chiaramente ad essere inagibile e permangono i sigilli apposti dalla polizia giudiziaria dei vigili del fuoco che impediscono l’ingresso all’interno. Sbarramento dovuto non solo alla pericolosità che ancora l’edificio andato distrutto dalle fiamme potrebbe provare con improvvisi crolli, ma anche per poter continuare le indagini alla ricerca della cause che hanno provocata una distruzione calcolata per difetto in 2,5 milioni di euro. Il capannone è interamente colassato dal fuoco che ha divorato la struttura e ci vorrà molto tempo per ricostruire la sede logistica.
In pratica non c’è nulla da salvare e tutto il materiale che si trovava all’interno del capannone, struttura compresa. è da buttare. Occorrerà quindi ricostruire tutto ex novo per realizzare un nuovo capannone e una nuova sede logistica.
Nel frattempo però l’attività della Bofrost non si è fermata. Gli autisti sono al lavoro per rispettare le consegne con la clientela usando i 18 furgoni che si sono salvati dalla fiamme - 10 sono andati distrutti dall’incendio - più altri mezzi che sono arrivati dalle vicine sedi di Bologna e da Este (Padova).
Ieri intanto sono proseguite le indagini dei vigili del fuoco che hanno chiesto i dati dei tabulati dell’impianto anti inclusione che lascia tracce dei passaggi e anche quando è partito l’incendio e i dato sull’impianto fotovoltaico.
Gli inquirenti tengono aperta qualsiasi pista sulle cause del disastroso incidente: dall’incendio provocato da un cortocircuito dell’impianto fotovoltaico, a guasti di furgoni o celle frigorifere
In pratica non c’è nulla da salvare e tutto il materiale che si trovava all’interno del capannone, struttura compresa. è da buttare. Occorrerà quindi ricostruire tutto ex novo per realizzare un nuovo capannone e una nuova sede logistica.
Nel frattempo però l’attività della Bofrost non si è fermata. Gli autisti sono al lavoro per rispettare le consegne con la clientela usando i 18 furgoni che si sono salvati dalla fiamme - 10 sono andati distrutti dall’incendio - più altri mezzi che sono arrivati dalle vicine sedi di Bologna e da Este (Padova).
Ieri intanto sono proseguite le indagini dei vigili del fuoco che hanno chiesto i dati dei tabulati dell’impianto anti inclusione che lascia tracce dei passaggi e anche quando è partito l’incendio e i dato sull’impianto fotovoltaico.
Gli inquirenti tengono aperta qualsiasi pista sulle cause del disastroso incidente: dall’incendio provocato da un cortocircuito dell’impianto fotovoltaico, a guasti di furgoni o celle frigorifere
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