«La stella più bella brilla in cielo»
Lacrime e commozione per l’ultimo saluto alla mamma morta in un incidente stradale
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RENAZZO. «Cristina rimarrà la stella più bella che brilla in cielo. Sarà sempre nei nostri cuori. La nostra una favola indimenticabile che rimarrà per sempre».
È così che il compagno Fausto Bedini vuole ricordare Cristina, come «la stella più brillante nel firmamento». Ieri l’ultimo commosso saluto a Cristina Boroiban di 28 anni, mamma della piccola Desirè di 5 anni e barista a Finale Emilia, deceduta lunedì a causa di un tragico incidente avvenuto intorno alle 13.30 in via di Renazzo. Nella chiesa di Renazzo, tutta la comunità, parenti e tanti amici si sono stretti attorno alla famiglia Bedini e alla famiglia Boroiban di origini rumene. La mamma già vive e lavora a Renazzo, come una delle sorelle, mentre tutti gli altri familiari e parenti sono arrivati in paese dopo la tragedia. Sempre accanto al compagno Fausto di 45 anni, la prima figlia Giulia. Ed è proprio per l’ultimo viaggio di Cristina, la cui salma era custodita in un bianco feretro ricoperto di rose, ieri nella chiesa di Renazzo la preghiera innalzata al Signore. Per lei, doppia funzione: prima il funerale secondo il rito cattolico celebrato da don Ivo Cevenini, poi quello ortodosso celebrato da padre Luciano. Chiedendo il dono «della vita eterna per la giovane mamma nella casa del Padre», il parroco si è rivolto «all’unico Dio che ci ha creati. Anche dopo la tragedia non smettiamo di credere. Dio ha un progetto di amore per Cristina».
Poi identificando il momento della morte di Gesù in croce, all’impatto mortale di Cristina: «Il grido di Gesù non è altro che un dono, una preghiera per la nostra salvezza. In quest’ora di dolore, chiediamo a Dio: salva Cristina e tutti noi che in te crediamo e speriamo». Come richiesto dalla famiglia, tante le offerte raccolte a favore della scuola materna parrocchiale frequentata dal piccola Desirè. Dopo la benedizione con l'incenso e l’aspersione impartita da don Ivo, la preghiera in rumeno celebrata da padre Luciano. Tante candele accese e fazzoletti colorati appesi, a simboleggiare la luce del Signore a consolazione del dolore. Poi vicino al feretro, la madre, il padre e i fratelli di Cristina, assieme al compagno Fausto, hanno condiviso il rito tipico nella tradizione cristiana ortodossa, quello della coliva. La preghiera con il dolce a base di grano bollito e miele, simbolico nelle commemorazioni dei defunti, per «la vita futura di Cristina con Dio e la sua resurrezione».
Beatrice Barberini
È così che il compagno Fausto Bedini vuole ricordare Cristina, come «la stella più brillante nel firmamento». Ieri l’ultimo commosso saluto a Cristina Boroiban di 28 anni, mamma della piccola Desirè di 5 anni e barista a Finale Emilia, deceduta lunedì a causa di un tragico incidente avvenuto intorno alle 13.30 in via di Renazzo. Nella chiesa di Renazzo, tutta la comunità, parenti e tanti amici si sono stretti attorno alla famiglia Bedini e alla famiglia Boroiban di origini rumene. La mamma già vive e lavora a Renazzo, come una delle sorelle, mentre tutti gli altri familiari e parenti sono arrivati in paese dopo la tragedia. Sempre accanto al compagno Fausto di 45 anni, la prima figlia Giulia. Ed è proprio per l’ultimo viaggio di Cristina, la cui salma era custodita in un bianco feretro ricoperto di rose, ieri nella chiesa di Renazzo la preghiera innalzata al Signore. Per lei, doppia funzione: prima il funerale secondo il rito cattolico celebrato da don Ivo Cevenini, poi quello ortodosso celebrato da padre Luciano. Chiedendo il dono «della vita eterna per la giovane mamma nella casa del Padre», il parroco si è rivolto «all’unico Dio che ci ha creati. Anche dopo la tragedia non smettiamo di credere. Dio ha un progetto di amore per Cristina».
Poi identificando il momento della morte di Gesù in croce, all’impatto mortale di Cristina: «Il grido di Gesù non è altro che un dono, una preghiera per la nostra salvezza. In quest’ora di dolore, chiediamo a Dio: salva Cristina e tutti noi che in te crediamo e speriamo». Come richiesto dalla famiglia, tante le offerte raccolte a favore della scuola materna parrocchiale frequentata dal piccola Desirè. Dopo la benedizione con l'incenso e l’aspersione impartita da don Ivo, la preghiera in rumeno celebrata da padre Luciano. Tante candele accese e fazzoletti colorati appesi, a simboleggiare la luce del Signore a consolazione del dolore. Poi vicino al feretro, la madre, il padre e i fratelli di Cristina, assieme al compagno Fausto, hanno condiviso il rito tipico nella tradizione cristiana ortodossa, quello della coliva. La preghiera con il dolce a base di grano bollito e miele, simbolico nelle commemorazioni dei defunti, per «la vita futura di Cristina con Dio e la sua resurrezione».
Beatrice Barberini
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