Due tonnellate di droga via mare
di Daniele Predieri
I carabinieri sequestrano un carico da record ai Lido Spina Le balle di marijuana appena sbarcate. Preso un albanese
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Hanno visto i fari di due furgogni uscire dal buio della pineta di Lido Spina, hanno intimato l’alt a chi li guidava, ma mai i carabinieri di pattuglia avrebbero immaginato che nella pancia dei camioncini ci fosse un carico di 2 tonnellate di marijuana, appena arrivato via mare sulla spiaggia antistante i bagni Piramidi e Giamaica. Il più grosso carico di sempre, sequestrato nel Ferrarese. Un carico spedito qui dalla Albania, dalla «mafia» locale che ha trovato una nuova rotta nei traffici di droga, marijuana prodotta a tonnellate, appunto, nel paese delle aquile al di là dell’Adriatico. Due tonnellate e 41 chili di marijuana, più altri 10 chili di hashish, sei solidi e 4 liquidi: valore sul mercato 20milioni e mezzo di euro, un danno senza precedenti alla mafia albanese ben conosciuta nel Ferrara da oltre 20 anni, della quale però non si sentiva parlare (nessun arresto nè sequestri) almeno dal 2011. Un sequestro record, uno dei maggiori a livello nazionale, hanno spiegato ieri i vertici dei Carabinieri di Ferrara e Comacchio, tracciando un bilancio dell’operazione. Che nasce da un banale controllo martedì sera scorso a Lido di Spina, quando i militari comacchiesi e i carabinieri Forestali dell’Ufficio territoriale della Biodiversità di Casal Borsetti (Ravenna) che stavano controllando la zona contro la pesca di frodo, hanno notato i movimenti sospetti di due furgoni nella pineta dietro gli stabilimenti balneari. I due autisti all’alt dei carabinieri sono fuggiti: e da qui si apre «un mondo e scenari che ora cercheremo di ricostruire», hanno spiegato gli stessi inquirenti. Perchè dentro quei due furgoni, noleggiati fuori regione, c’erano le due tonnellate e oltre. Chi era alla guida del primo furgone, due persone, lo ha abbandonato ed è riuscito a scappare. Chi era a bordo del secondo, ha tentato la fuga, lasciando il camioncino nei pressi del Camping Spina Village, dileguandosi. Solo mercoledì mattina, dopo 12 ore, i carabinieri che avevano accerchiato tutta alla zona, hanno trovato un ragazzo che camminava a piedi, insabbiato e graffiato da rovi: era uno dei 4 trasportatori (gli altri tre sono ricercati con elementi concreti) e su questo non vi sono dubbi visto che i suoi documenti sono stati trovati nel furgone e altri riscontri hanno permesso alla procura (pm Tittafrenate) di emettere il provvedimento di fermo di indiziato di reato: tra oggi e domani vi sarà la convalida. L’arrestato è un giovane di 19 anni, albanese, Rolando Rapaj, 19 anni, originario di Valona e si trova in carcere. Ora hanno spiegato i vertici dei carabinieri di Ferrara (i colonnelli Andrea Firrincieli e Marco de Martino del comando Ferrara, il colonello Giovanni Nobili del reparto Biodiversità di Ravenna, e il tenente Andrea Coppi e il maresciallo maggiore Gianfranco Falferi della Compagnia Comacchio) comincia il lavoro investigativo «per valutare da dove venisse, a chi e dove fosse destinato il carico e se vi fossero appoggi e magazzini nel Ferrarese». Inquirenti che non nascondono affatto che dietro, per quantità di carico e modus operandi di spedizione, ci sia una grande organizzazione, la vera mafia albanese, capace di gestire un carico del genere. La droga in questo caso ha viaggiato via mare: 90 pacchi al cui interno c’erano galleggianti, probabilmente gettati e trascinati a pelo d’acqua, portati a riva e poi caricati sui furgoni. Quando sono stati scoperti, erano ancora coperti di sabbia bagnata: e sui pacchi lettere e marchi. Di produzione e proprietà: da qui partono le indagini che portano in Albania.
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