Lavanderie Sli in crisi Ora è sciopero ad oltranza
Ro, nuova presa di posizione da parte dei dipendenti e commesse fermate Il sindacato: «Non resta altro da fare, l’azienda ha disatteso tutti gli accordi»
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RO. La via è tranquilla e silenziosa. La nebbia si è alzata. Un gruppetto di persone staziona a metà di via dell’Artigianato a Ro. È il presidio delle maestranze dei dipendenti della Lavanderia Sli srl. Sono arrivati alle 6 e hanno dichiarato lo sciopero ad oltranza. Il sindacato Filctem- Cgil ha distribuito un volantino secco e duro nella sua requisitoria verso l’azienda. La situazione attuale è che, a causa della precaria situazione economica, che mette a repentaglio la normale corresponsione delle retribuzioni attuali e future per i dipendenti, l’unica strada è quella dello sciopero ad oltranza, fino al completo pagamento delle retribuzioni per tutti coloro che hanno lavorato nello stabilimento. In particolare, si reclama il pagamento della mensilità corrente (nel rispetto delle date per le quali l’azienda si era impegnata), delle retribuzioni relative agli accordi di luglio 2017, pagate solo parzialmente, riconoscimento e retribuzione delle ore di straordinario effettuate ed il pagamento delle retribuzioni agli ex dipendenti maturati a luglio ed agosto, oltre a ratei e Tfr.
La situazione, insomma, non è cambiata granché rispetto a due anni fa. Ma se allora c’era esasperazione, oggi sui volti dei dipendenti si vedono sconforto, delusione, presa d’atto. E, soprattutto, la consapevolezza di ritenersi parte danneggiata. Nel frattempo, davanti al presidio passa un cliente: la Lidi Group ha bisogno dell’opera della lavanderia. Conosce bene, pare, la situazione. Ma a questo punto lo sciopero è totale. I dipendenti non faranno, sia pure a malincuore, eccezioni. E allora il cliente decide di ritirare il materiale da lavare e di rivolgersi ad altri. Almeno i presenti gli daranno un mano a caricare i camion...
Facce decise, sguardi tristi. Il sindacalista Marco Corazzari, che ha seguito tutta la vertenza a partire da due anni fa, dice solo che «i dipendenti hanno fatto la loro parte. Anche oltre i loro obblighi. La controparte ha disatteso gli accordi. Non resta altro da fare che scioperare». E vista la situazione dell’azienda, probabile che lo sciopero sia il colpo fatale. A questo punto si attendono le lettere di licenziamento che, perlomeno, garantirebbero un minimo di ammortizzatori sociali).
Alessandro Bassi
La situazione, insomma, non è cambiata granché rispetto a due anni fa. Ma se allora c’era esasperazione, oggi sui volti dei dipendenti si vedono sconforto, delusione, presa d’atto. E, soprattutto, la consapevolezza di ritenersi parte danneggiata. Nel frattempo, davanti al presidio passa un cliente: la Lidi Group ha bisogno dell’opera della lavanderia. Conosce bene, pare, la situazione. Ma a questo punto lo sciopero è totale. I dipendenti non faranno, sia pure a malincuore, eccezioni. E allora il cliente decide di ritirare il materiale da lavare e di rivolgersi ad altri. Almeno i presenti gli daranno un mano a caricare i camion...
Facce decise, sguardi tristi. Il sindacalista Marco Corazzari, che ha seguito tutta la vertenza a partire da due anni fa, dice solo che «i dipendenti hanno fatto la loro parte. Anche oltre i loro obblighi. La controparte ha disatteso gli accordi. Non resta altro da fare che scioperare». E vista la situazione dell’azienda, probabile che lo sciopero sia il colpo fatale. A questo punto si attendono le lettere di licenziamento che, perlomeno, garantirebbero un minimo di ammortizzatori sociali).
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