Richiedente asilo muore e dona gli organi
Ferrara. Aveva 24 anni, è deceduto per malattia a Cona. Il consenso dei familiari grazie al lavoro dell’Ufficio di mediazione
FERRARA. Una grave malattia l’ha strappato alla sua famiglia e ai suoi cari a soli 24 anni. Una tragedia che non ha compromesso l’atteggiamento altruista e solidale della famiglia che giovedì scorso (19 ottobre) ha firmato l’autorizzazione per l’espianto degli organi. Il decesso è avvenuto alle 10.44 del mattino, il paziente, un cittadino africano richiedente asilo, era ricoverato nel reparto di Rianimazione del Sant’Anna. «Al termine del periodo di accertamento di morte encefalica (concluso alle 16.44) previsto dalla legge - scrive l’azienda ospedaliera - è stato eseguito un prelievo multi-organo (iniziato alle 2.30 di ieri mattina, venerdì), grazie al generoso consenso dei familiari». Un percorso che si è rivelato, sottolinea l’ospedale, particolarmente tortuoso. Il giovane paziente era un rifugiato che aveva presentato richiesta di ammissione a un progetto di protezione, una condizione che ha comportato «notevoli difficoltà». Il primo scoglio, ricostruisce il Sant’Anna, era rappresentato dalla necessità di comunicare la notizia ai familiari, che risiedono all’estero.
«Un ostacolo superato solamente grazie al fondamentale contribuito dell’Ufficio Mediazione Culturale dell’azienda e della cooperativa Camelot», precisa l’ospedale. Sono stati i mediatori a contattare i familiari e a spiegare loro, «non senza difficoltà», la situazione: oltre alla tragica notizia si trattava di illustrare i termini legali della donazione. «Il rapido ed efficiente lavoro svolto dai mediatori - aggiunge l’ospedale - ha permesso non solo ai familiari di comprendere l’accaduto e di acconsentire alla donazione, ma anche di effettuare l’espianto nei tempi previsti».
Il Sant’Anna ringrazia «tutto il personale sanitario (del S. Anna e delle altre aziende) che ha composto le equipe che hanno eseguito i prelievi». La direzione generale e medica dell’azienda sanitaria ha deciso inoltre di ringraziare pubblicamente « i familiari per il grande gesto di solidarietà che contribuirà a salvare la vita di molte persone. Il trapianto di organi, infatti, è talvolta la migliore se non l’unica opzione terapeutica possibile».
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