Acquista gioielli rubati Compro Oro nei guai
Non ha verificato l’identità del cliente-ladro e lo ha pagato per la refurtiva Sette giorni di sospensione disposti dal questore per il negozio “Il Karato”
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Giro di vite per i Compro Oro da parte della Questura di Ferrara. A finire nei guai, l'esercizio IL Karato di corso Porta Reno 56/A, per non aver identificato un giovane che aveva proposta la vendita di alcuni preziosi. Questi ultimi infatti erano la refurtiva di un colpo compiuto il 21 settembre ai danni della gioielleria Vaccari, situata a poca distanza. Al titolare del Karato si contesta dunque di non aver eseguito le necessarie verifiche, provvedendo a pagare il "cliente". Per questo, avviato il procedimento amministrativo a carico del titolare dell’esercizio commerciale e valutate le memorie difensive, il Questore venerdì 20 ottobre ha deciso di sospendere l’attività per 7 giorni.
Un provvedimento che richiama l’attenzione sull’osservanza della rigorosa normativa disciplinata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e recentemente integrata dal Decreto Legislativo 92 del 25 maggio 2017 “Disposizioni per l’esercizio dell’attività di compro oro".
Il 21 settembre la Squadra Mobile aveva scoperto l’autore del furto ai danni della gioielleria Vaccari. Parte della refurtiva era stata rinvenuta e recuperata nella gioielleria “Il Karato” a pochi metri da quella derubata. La Squadra Amministrativa ha quindi verificato che il titolare della licenza , rilasciata dal Questore nel 1993, aveva violato le prescrizioni.
La tenuta del registro delle operazioni, il libro che consente alle forze di polizia di controllare e verificare la correttezza delle compravendite allo scopo di recuperare eventuali preziosi rubati non era stato compilato.
Ogni titolare di licenza di commercio di preziosi, ancor prima di valutare la possibilità di acquisto di un monile da un privato, è obbligato a identificare la persona che propone operazione di compravendita.
In questo caso il titolare della gioielleria “Il Karato” non ha identificato il giovane, e lo ha pagato.
L’esame del registro ha consentito poi di riscontrare che anche per altre operazioni di compravendita non erano state rispettate le prescrizioni imposte dal Questore di Ferrara, e notificate a tutti gli esercenti del settore, proprio per prevenire il più possibile il fenomeno della ricettazione e del riciclaggio di oggetti preziosi.
Oltre l’obbligo di identificazione di tutti i clienti dei compro oro, esistono in carico ai titolari altri doveri: eseguire almeno due fotografie dell’oggetto che si acquista, custodendole per 10 anni a disposizione delle forze di polizia; pagare in contanti fino al massimo di 50 euro; rilasciare la ricevuta al cliente e tenerne copia per 10 anni a disposizione delle forze di polizia; segnalare operazioni sospette alla Polizia di Stato, sia in ordine alla normativa sul riciclaggio, sia per le persone che più volte nel bimestre effettuano operazioni di vendita. Queste sono le regole più importanti che Il Karato non ha rispettato: in attesa della definizione di ulteriori accertamenti in corso da parte della magistratura, il Questore ha disposto la chiusura per 7 giorni.
Un provvedimento che richiama l’attenzione sull’osservanza della rigorosa normativa disciplinata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e recentemente integrata dal Decreto Legislativo 92 del 25 maggio 2017 “Disposizioni per l’esercizio dell’attività di compro oro".
Il 21 settembre la Squadra Mobile aveva scoperto l’autore del furto ai danni della gioielleria Vaccari. Parte della refurtiva era stata rinvenuta e recuperata nella gioielleria “Il Karato” a pochi metri da quella derubata. La Squadra Amministrativa ha quindi verificato che il titolare della licenza , rilasciata dal Questore nel 1993, aveva violato le prescrizioni.
La tenuta del registro delle operazioni, il libro che consente alle forze di polizia di controllare e verificare la correttezza delle compravendite allo scopo di recuperare eventuali preziosi rubati non era stato compilato.
Ogni titolare di licenza di commercio di preziosi, ancor prima di valutare la possibilità di acquisto di un monile da un privato, è obbligato a identificare la persona che propone operazione di compravendita.
In questo caso il titolare della gioielleria “Il Karato” non ha identificato il giovane, e lo ha pagato.
L’esame del registro ha consentito poi di riscontrare che anche per altre operazioni di compravendita non erano state rispettate le prescrizioni imposte dal Questore di Ferrara, e notificate a tutti gli esercenti del settore, proprio per prevenire il più possibile il fenomeno della ricettazione e del riciclaggio di oggetti preziosi.
Oltre l’obbligo di identificazione di tutti i clienti dei compro oro, esistono in carico ai titolari altri doveri: eseguire almeno due fotografie dell’oggetto che si acquista, custodendole per 10 anni a disposizione delle forze di polizia; pagare in contanti fino al massimo di 50 euro; rilasciare la ricevuta al cliente e tenerne copia per 10 anni a disposizione delle forze di polizia; segnalare operazioni sospette alla Polizia di Stato, sia in ordine alla normativa sul riciclaggio, sia per le persone che più volte nel bimestre effettuano operazioni di vendita. Queste sono le regole più importanti che Il Karato non ha rispettato: in attesa della definizione di ulteriori accertamenti in corso da parte della magistratura, il Questore ha disposto la chiusura per 7 giorni.
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