Agro-farmaci utili ma servono tecniche di altissimo livello
Il punto in un convegno alla presenza di esperti del settore Confagricoltura: «Necessari controlli rigidi sui residui»
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Il tema degli agro farmaci è sempre all’ordine del giorno e la buona notizia è la presenza limitata di residui nei prodotti. È quanto emerso dal convegno organizzato da Confagricoltura in collaborazione con Agrofarma e Compag. Giorgio Zaniboni, presidente provinciale del Sindacato proprietari con neni affittati, ha partecipato per conto di Confagricoltura Ferrara: «Sul piano dei residui - ha detto Zaniboni - l’Italia dimostra di essere un Paese all’avanguardia, la percentuale dei campioni non conformi ai limiti di legge è infatti di circa l’1% a fronte dell’1,6% della media europea - afferma ancora - nonostante questo, spesso, non disponendo di sufficienti informazioni sui sistemi di coltivazione, sui problemi legati alla protezione delle colture, sulle rigorose procedure di autorizzazione a livello europeo e nazionale, non viene illustrato all’opinione pubblica ed in particolare ai consumatori, il ruolo che gli agro farmaci svolgono nel garantire una costante disponibilità di alimenti di buona qualità a prezzi accessibili. È per questo che nel corso del convegno è stato evidenziato come il processo di autorizzazione degli agro farmaci preveda che qualsiasi sostanza, per poter essere impiegata, debba essere sottoposta alla rigida valutazione da parte di istituzioni scientifiche deputate a questo specifico compito dalle autorità sia nazionali sia europee. Per tale motivo, in relazione a specifici dossier riguardanti alcune categorie di agro farmaci - spiega ancora Zaniboni - e alcuni principi attivi che saranno discussi a breve a Bruxelles, è necessario che i decisori politici italiani ed europei adottino scelte consapevoli. Altrimenti il rischio è che l’agricoltura si troverà sempre più in difficoltà, potendo disporre di un numero sempre minore di principi attivi per la protezione delle colture e ciò anche a fronte di indicazioni da parte degli organismi scientifici dell’Unione Europea che non evidenziano pericoli per la salute umana».
L’autorizzazione dell’uso del glifosate, che sostanzialmente è un diserbante, è in forte dubbio. «Se si ritiene che le restrizioni istituite in via cautelativa da oltre un anno non siano sufficienti che se ne consenta l’uso - dice ancora Zaniboni - esclusivamente sui campi non coltivati, ma non lo si vieti, almeno non prima di aver trovato una valida alternativa che ora non sussiste, altrimenti si provocherebbero ingenti danni all’agricoltura italiana con gravi conseguenze occupazionali e produttive».
«Secondo le stime della Fao - precisa invece il presidente di Confagricoltura, Pier Carlo Scaramagli - la produzione agricola mondiale calerebbe del 30% senza interventi di difesa; i fitosanitari costituiscono un ausilio fondamentale, consentendo l’aumento delle rese e un miglioramento della qualità dei prodotti. Gli agro- farmaci rappresentano un fattore essenziale per un’agricoltura che voglia essere moderna e sostenibile. È necessario fornire ulteriore impulso alla ricerca per ottimizzare le tecniche di produzione».
Andrea Tebaldi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’autorizzazione dell’uso del glifosate, che sostanzialmente è un diserbante, è in forte dubbio. «Se si ritiene che le restrizioni istituite in via cautelativa da oltre un anno non siano sufficienti che se ne consenta l’uso - dice ancora Zaniboni - esclusivamente sui campi non coltivati, ma non lo si vieti, almeno non prima di aver trovato una valida alternativa che ora non sussiste, altrimenti si provocherebbero ingenti danni all’agricoltura italiana con gravi conseguenze occupazionali e produttive».
«Secondo le stime della Fao - precisa invece il presidente di Confagricoltura, Pier Carlo Scaramagli - la produzione agricola mondiale calerebbe del 30% senza interventi di difesa; i fitosanitari costituiscono un ausilio fondamentale, consentendo l’aumento delle rese e un miglioramento della qualità dei prodotti. Gli agro- farmaci rappresentano un fattore essenziale per un’agricoltura che voglia essere moderna e sostenibile. È necessario fornire ulteriore impulso alla ricerca per ottimizzare le tecniche di produzione».
Andrea Tebaldi
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