arpae, pochi dati
Centinaia di morti in più per lo smog Soglie raggiunte
La correlazione tra inquinamento da polveri sottili e aumento dei decessi è ormai acclarato scientificamente, e i conteggi come quello riportato nella tabella a fianco sono la base per ogni...
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La correlazione tra inquinamento da polveri sottili e aumento dei decessi è ormai acclarato scientificamente, e i conteggi come quello riportato nella tabella a fianco sono la base per ogni programmazione anti-smog. Nelle scorse settimane, ad esempio, aveva fatto discutere parecchio il rapporto della Fondazione sviluppo sostenibile che stimava in circa 250 morti premature all’anno il tributo pagato dai ferraresi del capoluogo all’inquinamento atmosferico, cui se ne aggiungono almeno altrettanti sparsi per il resto della provincia. Anche per questo motivo i dati provenienti dalle centraline Arpae, soprattutto in questo periodo, vengono tenuti d’occhio con grande attenzione: qualche polemica ha suscitato ad esempio l’interruzione della pubblicazione sul sito a partire da ieri, come succede in tutti i weekend. «Una cosa vergognosa, in Veneto e Lombardia la situazione è differente» ha fatto notare il medico ambientalista Luigi Gasparini, con tanto di link ai due siti “confinanti”. Si è così potuto appurare che venerdì Rovigo, ad esempio, aveva raggiunto il picco più elevato degli ultimi dieci giorni, con 96 microgrammi.
Anche senza l’ultimo dato, però, Cento aveva già bruciato il bonus di sforamenti consentiti per tutto il 2017, che sono 35: ormai in vista di questo poco lusinghiero traguardo le centraline cittadine di Villa Fulvia e corso Isonzo, con 33 sforamenti. Il dato forse più preoccupante è quello della frazione di polveri ultrafini, Pm2,5, molto pericolose perché in grado di penetrare ovunque nell’organismo: giovedì scorso questa sola frazione ha raggiunto i 50 microgrammi, cioè la soglia massima consentita per l’intera concentrazione di polveri.
Anche senza l’ultimo dato, però, Cento aveva già bruciato il bonus di sforamenti consentiti per tutto il 2017, che sono 35: ormai in vista di questo poco lusinghiero traguardo le centraline cittadine di Villa Fulvia e corso Isonzo, con 33 sforamenti. Il dato forse più preoccupante è quello della frazione di polveri ultrafini, Pm2,5, molto pericolose perché in grado di penetrare ovunque nell’organismo: giovedì scorso questa sola frazione ha raggiunto i 50 microgrammi, cioè la soglia massima consentita per l’intera concentrazione di polveri.
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