Chi aiuta i trafficanti di droga?
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara
FERRARA. Droga quanta non avremmo mai potuto sospettare. Due tonnellate e passa di marijuana e qualche decina di chili di hashish imballate e stipate, sbarcate sulla spiaggia di Lido Spina e destinate a proseguire il viaggio su due furgoni. Il più grosso carico di stupefacenti mai scoperto da queste parti, tra i primi dieci sequestri in Italia per volume e valore, solleva un interrogativo inquietante sull’inedita rotta dei trafficanti albanesi. Che siano stati scoperti al primo attracco o che il Delta sia diventato approdo consolidato (e a prescindere dalla destinazione finale) i corrieri della droga debbono avere complici sul posto. Si appoggiano a gente esperta che conosce il territorio, che sa dove e come potersi muovere riducendo al minimo il rischio di essere scoperti. Chi?
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Tra l’Albania e la Puglia è possibile tentare l’attraversamento in gommone. I trafficanti lo fanno, anche se il braccio di mare è ben presidiato; puntano tutto sulla rapidità di motori potentissimi che però hanno autonomia limitata. Ma se vogliono aggirare le vedette italiane, dirigendo la prua a Nord, moltiplicando le miglia da percorrere, devono necessariamente affidarsi ad imbarcazioni di tutt’altra stazza. A pescherecci pronti a mollare la droga in mare nel punto convenuto per il recupero: questo indicano indagini e riscontri.
Il carico sequestrato a Ferrara era formato da balle impermeabili e galleggianti, legate tra loro in lunghe collane per non disperdersi. I trafficanti lo hanno recuperato uscendo in mare con uno scafo veloce. I furgoni con cui avrebbero proseguito il viaggio sono stati noleggiati. Ma lo scafo? Chi lo ha fornito? Chi lo ha fatto sparire?
Chi? La domanda dovrebbe allertarci tutti, non solo carabinieri e magistrati. A partire dalle istituzioni locali, sfuggendo al riflesso pavloviano di infilare la testa sotto la sabbia, che troppo spesso scatta quando si tratta di droga.
Buona domenica.
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