«Danni alla salute noti dal 2002»
Lo pneumologo Potena: si fa poco. Non chiudersi in casa, tener calde le estremità
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«Lo smog di questi giorni mette a rischio la salute? La scienza lo denuncia dal 2002 e fino ad ora non si è fatto praticamente nulla». Non misura le parole Alfredo Potena, decano degli pneumologi ferraresi, nel commentare l’ennesima emergenza polveri sottili. La novità di questa crisi è l’intensità e l’estensione tale da indurre il Comune di Torino, per esempio, a suggerire ai malati cronici di restare in casa chiudendo le imposte. È una misura efficace? «Guardi, proprio un ferrarese, Marco Simoni, con il gruppo di ricerche del Cnr ha dimostrato che l’inquinamento indoor, delle case, è pericoloso quanto e più di quello esterno, quindi una misura del genere può essere addirittura dannosa - è la risposta di Potena, oggi impegnato nella casa di cura Salus dopo una lunga carriera al Sant’Anna - Le mascherine tipo sala operatoria non servono a niente, lasciano passare le micropolveri come la Prospettiva si lascia attraversare da un giavellotto. Niente attività fisica? Sembra quasi che prescrivano... di non respirare. Io una passeggiata me la vado a fare anche oggi, serve a prevenire altre malattie. L’unica accortezza che soprattutto le persone a rischio possono attivare in queste situazioni, è evitare di prendere freddo alle estremità, mani, testa e piedi: bisogna infatti tentare di evitare infezioni alle vie respiratorie di qualsiasi natura, virale e batterica, e le infiammazioni alle mucose».
Al resto dovrebbero pensare i titolari della salute pubblica: il protocollo anti-smog dei presidenti delle 4 Regioni «è interessante, ma insufficiente» rimarca Potena.
Al resto dovrebbero pensare i titolari della salute pubblica: il protocollo anti-smog dei presidenti delle 4 Regioni «è interessante, ma insufficiente» rimarca Potena.
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