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Scuola, altro no al piano comunale

Scuola, altro no al piano comunale

Assemblea all’istituto Pascoli, proposta dai genitori anche una giornata di mobilitazione in piazza

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CENTO. Proseguono le proteste per il progetto di nuovo dimensionamento scolastico degli istituti comprensivi di Cento e Terre del Reno avanzato dai due Comuni. E ieri mattina si è svolto un incontro all'istituto Giovanni Pascoli di Cento, aperto a docenti, personale, genitori degli studenti e rappresentanti sindacali.

La dirigente dell'istituto, Annamaria Barone Freddo ha spiegato come «non siamo stati per niente coinvolti nelle decisioni prese dai sindaci Toselli e Lodi, questa è una cosa grave, dal momento che sui documenti ufficiali viene riportata la notizia contraria. Noi dirigenti non siamo contenti di questa soluzione. Se si continua su questa strada avremo grossissime difficoltà di gestione delle scuole, perché unendo gli istituti nel modo in cui Toselli ha pensato il dimensionamento, ci troveremo ad affrontare una situazione con 1.891 alunni, numero spropositato e insensato. Così come è insensato prendere decisioni sulla scuola senza interpellare chi nella scuola lavora e si impegna per offrire formazione adeguata ai bambini». Una protesta, quella della dirigente dell’istituto, che «non è personale, ma la facciamo per salvaguardare i nostri istituti da situazioni che ne comprometterebbero la qualità».

Il nuovo dimensionamento sembra non piacere a nessuno degli interessati, con i sindacati che si dicono preoccupati dall’assenza di coinvolgimento di docenti e dirigenti.

A sottolineare questi aspetti è stata Hania Cattani (Flc Cgil): «Ci sono anomalie inspiegabili nell’operato dei sindaci. La prima è sui tempi di queste decisioni: tutto deve essere deciso entro il 30 novembre, ma generalmente serve più tempo per poter coinvolgere tutti i soggetti che subiranno le conseguenze di tali decisioni. In più, nessuno può cambiare questa decisione se non i due sindaci».

Ricordato poi come la riorganizzazione prevista va «in contrasto con le linee guida dettate dalla Regione per quanto riguarda gli istituti comprensivi, ad esempio il superamento della soglia dei 1.200 alunni, in quanto da quella cifra in poi il numero di docenti e personale Ata non cambierebbe. Si verificherebbero problemi di gestione e affollamento eccessivo nelle classi». Rilanciate anche i la proposta di un tavolo con provincia e sindaci «per trovare una soluzione più saggia» e l’idea di «liberare Mirabello da Vigarano, e unire a quest’ultimo qualche scuola di Ferrara per garantirgli la cifra di alunni necessaria. Sarebbe la soluzione migliore sotto tutti i punti di vista». In modo da costituire un unico istituto comprensivo per Terre del Reno,

Da alcuni genitori presenti è arrivata anche la proposta di farsi sentire nel modo più concreto possibile, per manifestare la vicinanza delle famiglie ai docenti delle scuole e ai collaboratori: una protesta pacifica di fronte al municipio, con un giorno di lezioni all'aperto.

Samuele Melloni

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