A Ferrara sgomberata la casa occupata con 94 cani: saranno adottati
Spiegamento di forze impegnato per ore in via Catena. Proprietaria minacciata, aggredito il fotografo della Nuova
FERRARA. Tre pattuglie dei carabinieri, guardie zoofile, polizia municipale, veterinari dell’Asl, un veterinario privato, funzionari del Tribunale, la Lega per la Difesa del Cane, due grossi furgoni per il trasporto di animali vivi, l’ufficiale giudiziario, l’avvocato, il fabbro. Per oltre cinque ore, dalle 9 alle 14.30, tutto questo spiegamento di forze è rimasto incollato in via Catena, per procedere allo sgombero della casa occupata abusivamente da otto anni e riempita con un numero sempre crescente di cani: dagli 82 contati e microchippati a fine giugno, nel frattempo si è passati a 94, dodici in più.
Urla e minaccia, l’inquilino abusivo, brandendo un manico di scopa. Piange e strepita la sua compagna, e tutto il cortile si riempie di guaiti e latrati. C’è anche un mezzo dei vigili del fuoco, fermo in strada, dove sosterà per ore. Una misura precauzionale necessaria a fronte del proposito, neanche troppo ventilato dalla coppia, di incendiare la casa.
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Chiedono ancora tempo, i proprietari dei cani. Il termine del 28 settembre, concesso a fine giugno, per trovare una sistemazione agli animali non è bastato, e pretendono altri sette-dieci giorni di proroga. Al rifiuto della padrona di casa Emilia Gavioli, che dal 2009 combatte per il diritto di riprendersi la sua abitazione usurpata, volano parole minacciose, pesantissime, che i carabinieri verbalizzano: «Questi sono i tuoi ultimi giorni. So dove abiti. Da me avrai solo del male. E se non sarò io sarà qualcun altro, bastano mille euro».
Dopo queste intimidazioni, alla signora Gavioli e al marito viene consigliato di allontanarsi, per non peggiorare la situazione. Anche alla “Nuova” viene chiesto di non avvicinarsi, di restare in disparte, e infatti alla vista dell’obiettivo l’inquilino sempre più arrabbiato si avventa sul fotografo cercando di portargli via l’apparecchiatura, danneggiandola pure un po’.
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Intanto comincia il trasferimento dei cani. A uno a uno, portati docilmente in braccio, vengono messi nei trasportini e caricati nei furgoni diretti ai canili: una trentina andrà in quello municipale di Ferrara, il resto sarà smistato nelle strutture extraprovincia che hanno risposto all’appello del Comune di Ferrara e si sono dichiarate disposti ad accoglierli. Perché questo caso è diventato molto di più di una questione privata. È diventato un problema di igiene pubblica, oltre che uno squarcio tutt’altro che tranquillizzante sulle trappole in cui può incappare chi affitta una casa.
Quello della signora Gavioli forse è stato un caso limite, ma non isolato e comunque non per questo meno inquietante: ottenuto in tempi relativamente brevi (nel 2011) l’annullamento del contratto e lo sfratto, da quel momento in poi non è stata in grado di rientrare in possesso dell’abitazione perché il Tribunale Civile aveva sentenziato che, in mancanza di una sistemazione alternativa, a provvedere ai cani dopo lo sfratto dei proprietari sarebbe toccato proprio alla signora Gavioli.
L’ovvio e più che comprensibile rifiuto di quest’ultima di pagare qualcosa come 3000 euro al mese per il mantenimento delle bestiole, ha trascinato questa vicenda - di rinvio in rinvio - fino a oggi, con il contorno di anni di affitto non percepiti (si calcola attorno ai 50mila euro), di pagamento dell’Imu sulla seconda casa, di spese legali e di danni incalcolabili all’abitazione. Da qui gli appelli sempre più accorati alle istituzioni perché intervenissero per trovare una collocazione all’esercito via via più consistente di cani.
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La prima svolta è arrivata a giugno, con la nomina di un nuovo ufficiale giudiziario “ad hoc” e l’ingresso nella casa di via Catena per censire e microchippare tutti i cani (all’epoca “solo” 82). Sembrava la volta buona ma un ulteriore ostacolo (un obbligo di dimora da modificare, perché disposto proprio in via Catena a carico dell’occupante abusiva) aveva costretto all’ennesimo rinvio; la seconda svolta risale a pochi giorni fa con la delibera approvata dalla Giunta comunale che ha deciso «in via del tutto eccezionale» di farsi carico della sistemazione dei cani.
I dodici cuccioli in più ieri sono stati portati al canile di Ferrara per essere microchippati. Tutti quanti saranno dichiarati subito adottabili; nel frattempo lo stesso Comune verserà alla strutture ospitanti dai 107 ai 110 euro mensili per ogni cane «e si attiverà poi per intraprendere nei confronti dei proprietari degli animali tutte le azioni necessarie per il recupero delle somme che saranno anticipate». I proprietari hanno tenuto solo quattro cani, perché malati. Li porteranno con loro nella struttura in cui andranno a vivere, fuori città, ultimo capitolo di un romanzo infinito.
Alessandra Mura
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