Di Lascio: noi votati per i buoni risultati Le regole? Rispettate
Il presidente dell’Ordine dei medici verso il nuovo mandato «La scarsa affluenza? Dobbiamo coinvolgere più gli iscritti»
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Bruno Di Lascio ammette che il “popolo” dei medici (3.026 iscritti all’Ordine provinciale) si è fatto coinvolgere poco dalle elezioni per il rinnovo degli organi direttivi e promette che nei tre anni del prossimo mandato l’organismo si impegnerà per far passare il messaggio che «l’Ordine è la casa di tutti».
Uguale impegno sarà profuso per agevolare l’accesso dei giovani alla professione, «un’azione - dice - che abbiamo intrapreso da tempo. Dal 2000 abbiamo contribuito con premi di studio per complessivi 350mila euro». La sintesi sul risultato del voto è contenuta in un’affermazione soddisfatta: «È stato premiato un gruppo che ha lavorato bene». Il gruppo è la lista di “Dignità Medica” che sostiene Bruno Di Lascio, pronto al settimo mandato da presidente. La lista ha fatto l’en plein nell’urna, anche se a votare è stato un terzo degli aventi diritto: 997 (nel conteggio sono andate perdute due schede che fanno salire il conto a 999, 1009 se si considera anche la sovrapposizione col voto per la Commissione Odontoiatri). Tutti i candidati della lista sono entrati nel Consiglio Direttivo, con un distacco importante di voti rispetto ai candidati della lista concorrente, "Medici e rinnovamento", che si è riunita attorno al nome di Francesco Levato.
La lista vincente ha ottenuto un risultato superiore al 60% e quindi un’affermazione netta. Ma la lungaggine delle operazioni e alcune contestazioni espresse dai rappresentanti di “Medici e Rinnovamento” hanno reso parecchio accidentato questo scrutinio rispetto alle elezioni che si sono svolte nel passato. Di Lascio, eletto nel 1999, è diventato presidente dell’Ordine dei medici provinciale l’1 gennaio 2000. L’1 gennaio 2018 sarà presidente per la settima volta, anche se sarà il Consiglio e non direttamente l’elettorato ad eleggerlo. Il presidente «non sarà scelto sulla base del numero di voti» (in Consiglio ce ne sono altri sette prima di lui per quantità di preferenze, a partire da Rosario Cultrera), ha dichiarato di Lascio. Che uscirà incoronato grazie ad un accordo di “lista”. «E' stato uno scrutinio lungo, è vero (cinque giorni, ndr) - ha dichiarato Di Lascio - e noi abbiamo rispettato tutte le regole. Le norme parlano chiaro, le procedure sono fissate da due decreti, il 233/46 e il 221/50, a quelle disposizioni ci siamo attenuti. Certo, si tratta di procedimenti che risalgono a 60-70 anni fa, ma su questa materia non sono ammesse scelte personali, il rischio è che la consultazione possa essere annullata. Per questo motivo abbiamo osservato le regole pedissequamente». A chi ha sollevato dubbi sulle continue sospensioni e riprese dello scrutinio, Di Lascio risponde che «in sede c’è stata una guardia giurata 24 ore su 24, le urne sono state sigillate col nastro adesivo e anche sulla porta del seggio è stata posta una striscia di carta di sicurezza durante le ore di sospensione».
Il distacco di voti rispetto ai candidati di "Medici e rinnovamento" «è stato molto significativo», ha sottolineato Di Lascio. Sia sulla presenza al tavolo di scrutinio che sul limite al numero dei mandati, due proposte della lista Levato, il presidente uscente ha risposto che non si tratta di innovazioni previste dalla normativa in corso. Sul numero dei mandati è stato molto preciso: a Rovigo, Ravenna e Modena, «per fare qualche esempio, ci sono eletti in carica da 24 a 30 anni». Durante «gli ultimi 12 anni, dal 2005 a oggi, il numero degli iscritti - e molti sono giovani - è salito da 2.431 a 3.026. Non credo che sia un caso». (gi.ca.)
Uguale impegno sarà profuso per agevolare l’accesso dei giovani alla professione, «un’azione - dice - che abbiamo intrapreso da tempo. Dal 2000 abbiamo contribuito con premi di studio per complessivi 350mila euro». La sintesi sul risultato del voto è contenuta in un’affermazione soddisfatta: «È stato premiato un gruppo che ha lavorato bene». Il gruppo è la lista di “Dignità Medica” che sostiene Bruno Di Lascio, pronto al settimo mandato da presidente. La lista ha fatto l’en plein nell’urna, anche se a votare è stato un terzo degli aventi diritto: 997 (nel conteggio sono andate perdute due schede che fanno salire il conto a 999, 1009 se si considera anche la sovrapposizione col voto per la Commissione Odontoiatri). Tutti i candidati della lista sono entrati nel Consiglio Direttivo, con un distacco importante di voti rispetto ai candidati della lista concorrente, "Medici e rinnovamento", che si è riunita attorno al nome di Francesco Levato.
La lista vincente ha ottenuto un risultato superiore al 60% e quindi un’affermazione netta. Ma la lungaggine delle operazioni e alcune contestazioni espresse dai rappresentanti di “Medici e Rinnovamento” hanno reso parecchio accidentato questo scrutinio rispetto alle elezioni che si sono svolte nel passato. Di Lascio, eletto nel 1999, è diventato presidente dell’Ordine dei medici provinciale l’1 gennaio 2000. L’1 gennaio 2018 sarà presidente per la settima volta, anche se sarà il Consiglio e non direttamente l’elettorato ad eleggerlo. Il presidente «non sarà scelto sulla base del numero di voti» (in Consiglio ce ne sono altri sette prima di lui per quantità di preferenze, a partire da Rosario Cultrera), ha dichiarato di Lascio. Che uscirà incoronato grazie ad un accordo di “lista”. «E' stato uno scrutinio lungo, è vero (cinque giorni, ndr) - ha dichiarato Di Lascio - e noi abbiamo rispettato tutte le regole. Le norme parlano chiaro, le procedure sono fissate da due decreti, il 233/46 e il 221/50, a quelle disposizioni ci siamo attenuti. Certo, si tratta di procedimenti che risalgono a 60-70 anni fa, ma su questa materia non sono ammesse scelte personali, il rischio è che la consultazione possa essere annullata. Per questo motivo abbiamo osservato le regole pedissequamente». A chi ha sollevato dubbi sulle continue sospensioni e riprese dello scrutinio, Di Lascio risponde che «in sede c’è stata una guardia giurata 24 ore su 24, le urne sono state sigillate col nastro adesivo e anche sulla porta del seggio è stata posta una striscia di carta di sicurezza durante le ore di sospensione».
Il distacco di voti rispetto ai candidati di "Medici e rinnovamento" «è stato molto significativo», ha sottolineato Di Lascio. Sia sulla presenza al tavolo di scrutinio che sul limite al numero dei mandati, due proposte della lista Levato, il presidente uscente ha risposto che non si tratta di innovazioni previste dalla normativa in corso. Sul numero dei mandati è stato molto preciso: a Rovigo, Ravenna e Modena, «per fare qualche esempio, ci sono eletti in carica da 24 a 30 anni». Durante «gli ultimi 12 anni, dal 2005 a oggi, il numero degli iscritti - e molti sono giovani - è salito da 2.431 a 3.026. Non credo che sia un caso». (gi.ca.)
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