Indagini sulle rotte della mafia albanese
Martedì scorso l’operazione: sequestrate due tonnellate di marijuana Accertamenti sui furgoni presi a noleggio e i “marchi” sulle balle
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Sono arrivate via mare, dall’Albania, le due tonnellate di marijuana intercettate martedì notte dai carabinieri di Ferrara e Comacchio e dai militari Forestali dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità di Casal Borsetti (Ravenna) sul litorale di Lido Spina. Il più grande sequestro di droga che si ricordi nel Ferrarese, e che apre scenari nuovi sulle infiltrazioni della mafia albanese in Italia. Il sequestro record del carico, e la cattura di uno dei tre corrieri, rappresenta soltanto l’inizio di un’indagine che si presenta difficile e complessa. La scoperta è avvenuta nell’ambito di un controllo contro i pescatori di frodo. Ma sulla spiaggia di Spina, tra i bagni Piramidi e Giamaica, invece dei bracconieri i militari hanno trovato due furgoni pieni di stupefacente appena sbarcato, dopo essere stato trascinato da pescherecci salpati dalle coste albanesi. Racchiusa in involucri impermeabili, muniti di galleggianti per far rimanere il carico a pelo d’acqua, la marijuana è così approdata sulla costa comacchiese, dove quattro “corrieri” erano pronti ad accoglierla a bordo di due furgoni presi a noleggio.
I due autisti all’alt dei carabinieri sono fuggiti Chi era alla guida del primo furgone, due persone, lo ha abbandonato ed è riuscito a scappare. Chi era a bordo del secondo, ha tentato la fuga, lasciando il camioncino nei pressi del Camping Spina Village, dileguandosi. Solo mercoledì mattina, dopo 12 ore, i carabinieri che avevano accerchiato tutta alla zona, hanno trovato un ragazzo che camminava a piedi, insabbiato e graffiato da rovi: era uno dei quattro trasportatori, un albanese originario di Valona, Rolando Rapaj di diciannove anni. Il giovane è stato portato nel carcere dell’Arginone in stato di fermo, e lì si trova ancora dopo la convalida dell’arresto con custodia cautelare in carcere.
Non ha detto una parola, nè al momento dell’arresto, nè davanti al giudice avvalendosi della facoltà di non rispondere. Nessuna indicazione agli inquirenti, impegnati nelle indagini per risalire dai pesci piccoli ai trafficanti di quella che appare essere senza ombra di dubbio un’organizzazione di grosso calibro. I tre complici sono tutt’ora ricercati, così come sono in corso accertamenti non solo sui furgoni presi a noleggio, ma sulle “misteriose” marcature riscontrate sugli involucri, lettere e segni di colore rosso e verde, corrispondenti con tutta probabilità a un codice stabilito tra trafficanti.
Una delle chiavi del mistero sono proprio i due camioncini Fiat Iveco Daily noleggiati dai trafficanti, fuori regione, in un località molto distante dal Ferrarese. E che permetterà agli investigatori dell’Arma di tentare di ricostruire quella catena che porterebbe all’organizzazione. Un altro riscontro che permette quantomeno di ipotizzare che dietro vi siano davvero trafficanti di altissimo livello, una organizzazione (la mafia albanese appunto) in grado di gestire un giro di dimensioni impressionanti. Con complicità e coperture di tanti “manovali” disposti a tutto, non solo albanesi, ovviamente, ma anche persone distribuite sui territorio in cui operano, anche nel Ferrarese.
I due furgoni sono stati noleggiati da diverse persone (su questo aspetto sono in corso accertamenti approfonditi), probabilmente gli atri tre non fermati, che si trovavano a bordo dei camioncini la sera di martedì 17 ottobre, a Lido Spina, quando si tentò di fermarli e che poi sono riusciti a scappare e dileguarsi nella pineta di Lido Spina, dove vi è stato il primo contatto con i carabinieri Biodiversità Forestali dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità. Dentro i furgoni oltre il carico di droga, sono stati sequestrati effetti personali e tanto altro che la scientifica dell’Arma ha raccolto: tutti elementi che potranno aiutare all’identificazione dei tre fuggiaschi, sui quali vi sono già negli atti dei carabinieri di Comacchio numerosi riscontri.
I due autisti all’alt dei carabinieri sono fuggiti Chi era alla guida del primo furgone, due persone, lo ha abbandonato ed è riuscito a scappare. Chi era a bordo del secondo, ha tentato la fuga, lasciando il camioncino nei pressi del Camping Spina Village, dileguandosi. Solo mercoledì mattina, dopo 12 ore, i carabinieri che avevano accerchiato tutta alla zona, hanno trovato un ragazzo che camminava a piedi, insabbiato e graffiato da rovi: era uno dei quattro trasportatori, un albanese originario di Valona, Rolando Rapaj di diciannove anni. Il giovane è stato portato nel carcere dell’Arginone in stato di fermo, e lì si trova ancora dopo la convalida dell’arresto con custodia cautelare in carcere.
Non ha detto una parola, nè al momento dell’arresto, nè davanti al giudice avvalendosi della facoltà di non rispondere. Nessuna indicazione agli inquirenti, impegnati nelle indagini per risalire dai pesci piccoli ai trafficanti di quella che appare essere senza ombra di dubbio un’organizzazione di grosso calibro. I tre complici sono tutt’ora ricercati, così come sono in corso accertamenti non solo sui furgoni presi a noleggio, ma sulle “misteriose” marcature riscontrate sugli involucri, lettere e segni di colore rosso e verde, corrispondenti con tutta probabilità a un codice stabilito tra trafficanti.
Una delle chiavi del mistero sono proprio i due camioncini Fiat Iveco Daily noleggiati dai trafficanti, fuori regione, in un località molto distante dal Ferrarese. E che permetterà agli investigatori dell’Arma di tentare di ricostruire quella catena che porterebbe all’organizzazione. Un altro riscontro che permette quantomeno di ipotizzare che dietro vi siano davvero trafficanti di altissimo livello, una organizzazione (la mafia albanese appunto) in grado di gestire un giro di dimensioni impressionanti. Con complicità e coperture di tanti “manovali” disposti a tutto, non solo albanesi, ovviamente, ma anche persone distribuite sui territorio in cui operano, anche nel Ferrarese.
I due furgoni sono stati noleggiati da diverse persone (su questo aspetto sono in corso accertamenti approfonditi), probabilmente gli atri tre non fermati, che si trovavano a bordo dei camioncini la sera di martedì 17 ottobre, a Lido Spina, quando si tentò di fermarli e che poi sono riusciti a scappare e dileguarsi nella pineta di Lido Spina, dove vi è stato il primo contatto con i carabinieri Biodiversità Forestali dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità. Dentro i furgoni oltre il carico di droga, sono stati sequestrati effetti personali e tanto altro che la scientifica dell’Arma ha raccolto: tutti elementi che potranno aiutare all’identificazione dei tre fuggiaschi, sui quali vi sono già negli atti dei carabinieri di Comacchio numerosi riscontri.
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