estensi e spina
Insieme per riprogettare due Lidi
Percorso partecipato per sistemare viale Carducci e viale Acacie
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LIDO ESTENSI. «Non ci sarà l’idea geniale o l’ispirazione che arriva di notte, perché il nostro compito è quello di riportare le idee che arrivano dai cittadini, dare un quadro informativo di come vivono e come vogliono che sia in futuro il centro commerciale naturale dei lidi Estensi e Spina». Questa, nelle parole di Daniele De Rosa (presidente della società cooperativa Alpaca di Ferrara), la rotta che un team multidisciplinare, formato da urbanisti, architetti, sociologi, esperti di design e comunicazione seguirà per una settimana di full immersion nel workshop di progettazione partecipata, per far rinascere il viale Carducci/Querce/Acacie. Prima dell’avvio del workshop, coordinato dalla stessa società Alpaca e da studenti universitari provenienti da diversi atenei, in collaborazione con un gruppo di alunni dell’istituto di istruzione secondaria “Remo Brindisi”, è intervenuto il vicesindaco Denis Fantinuoli.
«Questo percorso partecipato - ha dichiarato il vicesindaco dall’aula magna del plesso scolastico, dove il workshop prosegue sino al 30 ottobre -, non è da intendersi come un restyling di viale Carducci, ma sottende un progetto ambizioso più ampio, di fruizione sociale dell’asse principale del Lido Estensi». Fantinuoli ha poi ringraziato tutti i protagonisti che si cimenteranno nella progettazione partecipata, a partire dal dirigente scolastico Massimiliano Urbinati, dagli studenti universitari, a quelli dell’istituto “Remo Brindisi”, coinvolti nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, sino ai professionisti e ai cittadini che porteranno il loro contributo.
Durante l’excursus sulla nascita, nei primi anni ’50 del Lido Estensi e sul suo sviluppo in questi decenni, il dirigente del settore Territorio e Sviluppo economico, Claudio Fedozzi, ha incentrato alcune considerazioni sulla «necessità di rilanciare e valorizzare un sito, che vive di turismo e di ricettività. Vent’anni fa un architetto che stimo - ha aggiunto Fedozzi- Pier Luigi Cervellati ha progettato il viale con caratteristiche urbane finte. Sono state così costruite due porte monumentali, due obelischi e due gazebi in cemento. Questo ha irrigidito un luogo che non è rigido di suo, perché sotto c’è la sabbia». Si chiama Con-nes-sioni la nuova progettazione partecipata destinata, dopo due decenni, a ridisegnare il volto del salotto buono dei lidi.(k.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Questo percorso partecipato - ha dichiarato il vicesindaco dall’aula magna del plesso scolastico, dove il workshop prosegue sino al 30 ottobre -, non è da intendersi come un restyling di viale Carducci, ma sottende un progetto ambizioso più ampio, di fruizione sociale dell’asse principale del Lido Estensi». Fantinuoli ha poi ringraziato tutti i protagonisti che si cimenteranno nella progettazione partecipata, a partire dal dirigente scolastico Massimiliano Urbinati, dagli studenti universitari, a quelli dell’istituto “Remo Brindisi”, coinvolti nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, sino ai professionisti e ai cittadini che porteranno il loro contributo.
Durante l’excursus sulla nascita, nei primi anni ’50 del Lido Estensi e sul suo sviluppo in questi decenni, il dirigente del settore Territorio e Sviluppo economico, Claudio Fedozzi, ha incentrato alcune considerazioni sulla «necessità di rilanciare e valorizzare un sito, che vive di turismo e di ricettività. Vent’anni fa un architetto che stimo - ha aggiunto Fedozzi- Pier Luigi Cervellati ha progettato il viale con caratteristiche urbane finte. Sono state così costruite due porte monumentali, due obelischi e due gazebi in cemento. Questo ha irrigidito un luogo che non è rigido di suo, perché sotto c’è la sabbia». Si chiama Con-nes-sioni la nuova progettazione partecipata destinata, dopo due decenni, a ridisegnare il volto del salotto buono dei lidi.(k.r.)
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